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Tassonomia della Decorazione / Giacomo Pasini

Dai trattati rinascimentali fino alle tavole di ornato in uso fino a cinquant’anni fa presso le scuole d’arte, una questione all’ordine del giorno negli studi sulla Decorazione è sempre stata la classificazione dei motivi costituenti il repertorio. Oggi che il repertorio è tutto da ricostruire, la questione torna di attualità sotto altra luce. La riflessione qui proposta esplicita i problemi linguistici, scientifici e filosofici che ogni modello classificatorio pone sul tavolo, ed offre una griglia che è già, a tutti gli effetti, chiave di accesso ad un archivio dell’ornatistica che verrà.

La tassonomia (dal greco taxis, “ordinamento”, e nomos, “norma” o “regola”) è, nell’accezione più generale, la disciplina della classificazione. La classificazione è l’attività consistente nel disporre le entità di un dato dominio di conoscenze (persone di un gruppo sociale, specie animali o vegetali, oggetti di un certo genere, concetti di un settore disciplinare, nozioni utilizzate per certi fini, ecc.) in opportuni contenitori tra i quali si stabiliscono collegamenti riguardanti una o più relazioni. Per i contenitori si usano svariati termini: “classi”, “sezioni”, “categorie”, “specie”, “sottospecie”, “fasce” ecc.; collegamenti e relazioni si indicano con termini come “superiorità”, “maggiore” o “minore comprensione”, “dipendenza”, “dominanza” ecc. Con il termine “tassonomia”, dunque, ci si può riferire sia alla classificazione gerarchica di concetti, sia al principio stesso della classificazione. Praticamente tutti i concetti, gli oggetti animati e non, i luoghi e gli eventi possono essere classificati seguendo uno schema tassonomico.

Ceramiche Wedgwood, Psiche, 1780-1800, medaglione in porcellana.

Tassonomia è dunque la scienza che si occupa dei modi di classificazione. Per “classificazione” si intende la descrizione e la collocazione in un sistema tassonomico di una entità. Per “determinazione” si intende il riconoscimento o l’identificazione di una entità, soprattutto in ambito scientifico. Il fine ultimo della tassonomia è presentare un sistema di classificazione che raggruppi tutte le diversità delle entità in unità discrete dentro un sistema stabile, tale da rendere possibile il lavoro dei ricercatori. Fin dai tempi di Carlo Linneo, per classificare gli organismi la tassonomia utilizza un sistema gerarchico. In questo tipo di schema, ogni gruppo di organismi particolari è un taxón, e il livello gerarchico nel quale lo si situa è la sua categoria. Analogamente, nella geografia politica: nazione, provincia e municipio sarebbero categorie, mentre Canada, Ontario e Toronto sarebbero i relativi taxa. Allo stesso modo: famiglia, genere e specie sono categorie tassonomiche, mentre Rosaceae, Rosa e Rosa canina sono un esempio di taxa di queste categorie.

Una volta terminata la classificazione di un taxón, si estraggono i caratteri diagnostici di ognuno dei suoi membri, e su questa base si confezionano chiavi dicotomiche di identificazione, che servono a determinare o identificare le entità, ubicando una entità sconosciuta in un taxón conosciuto del sistema di classificazione dato. Una chiave dicotomica si basa sulla definizione dei caratteri morfologici, siano essi macroscopici o microscopici; da essa si diramano due o più soluzioni possibili, a seconda che sia o non sia presente un determinato carattere, optando via via per questo o quel carattere, fino ad arrivare all’entità in questione. Questi criteri generali sono applicabili anche al campo della Decorazione. Vediamo come.

Cornice di portale, 1800 circa, stucco, Marocco (VE),Villa Furstenberg.

A monte di tutto vi è la forma, in greco eidos, che significa appunto “idea”, “immagine”, “forma”. Il termine assunse un significato decisivo nella filosofia greca quando Platone se ne servì per fare riferimento alle idee o forme ideali nella sua teoria delle idee. L’eidos è la natura interna della cosa: è il suo nucleo interno ed invisibile; è ciò che fa di una cosa ciò che è, e senza di cui la cosa perde significato. La concezione platonica, esposta nel dialogo del Timeo, della formazione dell’universo in base ai due elementi della forma e della materia, venne ripresa e approfondita da Aristotele che se ne servì per la definizione della sostanza (in greco ousìa), concepita come “sinolo”, cioè unione indissolubile di forma (eidos) e materia informe ed indeterminata (hylè). La prima chiave dicotomica è pertanto rappresentata dalle categorie concettuali dell’astratto e del mimetico. La seconda chiave dicotomica è rappresentata dalle categorie morfologiche del geometrico, del fitomorfo e dello zoomorfo. La terza ed ultima chiave dicotomica è rappresentata dalle categorie spaziali dei motivi isolato, lineare e di superficie.

Le categorie sopra indicate, rappresentate in un dendrogramma, si configurano così:

FORMA

/                           \

astratta                      mimetica

/                                           \

          geom, fitomorfa, zoomorfa                        geom, fitomorfa, zoomorfa       

|                                                        |

isolata, lineare, superficie                    isolata, lineare, superficie

A dimostrazione di quanto detto, e seguendo il criterio di classificazione appena esposto, facciamo tre esempi:

1) Una decorazione a cammeo su ceramica: la forma è mimetica, la morfologia è zoomorfa in quanto super-categoria che contiene in sé l’antropomorfa, e la disposizione spaziale è isolata.

2) Una decorazione a onde su una cornice: la forma è astratta, la morfologia è geometrica e la disposizione spaziale è lineare.

3) Una decorazione ad affresco con palmette: la forma è mimetica, la morfologia è fitomorfa e la disposizione spaziale è di superficie.

La nostra Tassonomia della Decorazione è un sistema a carattere prettamente scientifico, ma subordinato ad una serie di categorie ontologiche derivate dalla filosofia. Attraverso di essa è possibile istituire un metodo condivisibile ed universale di classificazione e determinazione del repertorio millenario della decorazione, indagando il significato primigenio di ciascun motivo alla luce di una nomenclatura nuova ed organica. Tale nomenclatura sarà lo strumento di trasmissione di un patrimonio da preservare per le future generazioni di artisti e decoratori.

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In alto: Adolph von Menzel, Parete nello studio (particolare), 1872, cm. 111 x 79, olio su tela, Hamburg, Kunsthalle. Sotto: Artigianato uzbeco, Motivo islamico a palmette, in produzione, ricamo in seta su cotone, London, Robert Kime Furnitures.


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