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Mostre / Angelo Venturoli, Medicina / Valentina Andreucci

Angelo Venturoli – Una eredità lunga 190 anni, a cura di Roberto Martorelli e Luigi Samoggia, è il titolo della mostra ospitata dal 19 aprile al 14 giugno 2015 presso il Museo Civico e Pinacoteca Aldo Borgonzoni di Medicina. L’ubicazione dell’evento si lega ai natali dell’architetto Angelo Venturoli (Medicina 1749 – Bologna 1821). Tuttavia, la mostra vuole ricordare non solo l’opera ma anche il lascito postumo di Venturoli, lascito rappresentato da un’istituzione bolognese, sorta su sua espressa indicazione testamentaria nel 1825 e tuttora in attività, al fine di valorizzare giovani bolognesi artisticamente dotati ma economicamente svantaggiati: il Collegio Artistico Venturoli appunto.

Esso fu per molti decenni un’istituzione parallela e al tempo stesso complementare all’Accademia di Belle Arti: non era infatti solo un luogo di residenza ma anche una vera e propria scuola, dove i giovani allievi, adeguatamente sovvenzionati, ricevevano una formazione artistica e culturale di altissimo livello, potendo poi specializzarsi in una disciplina a scelta tra pittura, scultura e architettura. Gli insegnanti erano sia ex-collegiali che professori dell’Accademia di Belle Arti, e gli stessi allievi avevano la possibilità di iscriversi ai corsi accademici. La complementarietà rispetto all’Accademia risiedeva anche in una certa apertura alle novità in campo artistico, rispetto al clima maggiormente conservatore dell’istituzione ufficiale.

La mostra, e il relativo catalogo, sono suddivisi in tre sezioni tematiche rispettivamente intitolate ad Angelo Venturoli, Opere e artisti del Collegio, Vita e amministrazione del Collegio. Tra le opere esposte (circa un centinaio di cui molte inedite, a coprire un arco temporale che va dal 1750 al 1930) vi sono i progetti architettonici firmati dallo stesso Venturoli. Ma vi sono anche opere degli allievi, realizzate quasi tutte tra i dodici e i vent’anni di età, i requisiti anagrafici prescritti per l’ammissione al Collegio. Tra di esse non mancano gli studi e le esercitazioni, che aiutano a comprendere come si strutturasse l’iter formativo. Alcune delle opere esposte, poi, vennero realizzate dagli artisti dopo la conclusione degli studi e successivamente donate all’istituto, come nel caso dell’Autoritratto del pittore Raffaele Faccioli.

La mostra è un’occasione per riscoprire una realtà artistica a molti quasi sconosciuta, ma che ha visto avvicendarsi, in qualità di studenti, professori o amministratori, grandi personalità del panorama artistico e culturale. Fra i tanti, Raffaele Faccioli architetto e Raffaele Faccioli pittore, Luigi Serra, Luigi Busi, Federico Monti, Antonio Basoli, Tito Azzolini, Alfonso Rubbiani, Pietro Fancelli, Giacomo de Maria, Alessandro Guardassoni, Napoleone Angiolini, Alfredo Tartarini, Gualtiero Pontoni, i dotti aristocratici Bolognini Amorini e Malvezzi.

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In alto: Raffaele Faccioli, Caino dopo l’uccisione di Abele (particolare), 1864, olio su tela, Bologna, Collegio Artistico Venturoli (foto Roberto Martorelli). Sotto: Angelo Venturoli, Progetto di decorazione per soffitto, fine XVIII-primo ventennio XIX secolo, matita, china e acquerello su carta, Bologna, Collegio Artistico Venturoli (foto Roberto Martorelli).

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