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Piovono rane

Pensionato allarmato: Scusi… ma cosa ci fanno tutte quelle rane di plastica attaccate alle finestre della piazza?

Vigile urbano zelante: Sono un’opera d’arte!…

Pa: Oddio… l’ultima volta che qualcosa che non c’entra nulla con il paese è stato appeso alle finestre della piazza erano le bandiere con il fascio littorio, durante le cerimonie fasciste!

Vuz: Ma no… sì, è in corso una cerimonia importante… ma parlare di fascismo…

Pa: Scusi… ma chi ha detto che questi pupazzi sono arte? Visto che sono sulla nostra piazza qualcuno ci ha forse chiesto se eravamo d’accordo?

Vuz: Ma lo dice un critico famoso! Le sta presentando in teatro, proprio in questo momento, e ci sono un sacco di giovani ad ascoltarlo e che seguono questa arte!

Pa: Beh!… anche Mussolini ci diceva che il fascismo era libertà… ma mio padre si prendeva tante di quelle manganellate… dai giovani che ascoltavano il Duce e lo seguivano.

Vuz: Ma dai! Ma queste rane sono un’opera d’arte, non sono come il busto di Mussolini!

Pa: …a parte il fatto che anche i busti di Mussolini erano fatti da artisti, e quindi erano a loro modo opere d’arte, però almeno vedendo quello sapevi con chi prendertela, vedendo queste con chi me la devo prendere se mi sento preso per i fondelli?

Vuz: La sua ignoranza è abissale: questa è arte perché ha un contenuto. Sono state fatte con plastica riciclata per cui rappresentano il ritorno del petrolio, formatosi con la decomposizione dei corpi degli animali preistorici, alla sua forma originaria di animale… capisce? Dietro c’è un percorso concettuale complesso!!!

Pa: Cosa mi vuol dire? Che se io faccio la cacca in uno stampo per dolci poi posso rivenderla in pasticceria come torta al cioccolato? Tanto ha lo stesso colore…

Vuz: Ma vada a…

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In homepage: Bramantino, Madonna delle torri (particolare), 1505-19, olio e tempera su tavola, Milano, Pinacoteca Ambrosiana. Sotto: un’immagine del Teatro Sociale Eugenio Balzan di Badia Polesine (RO) addobbato con le rane del gruppo Cracking Art, in occasione dell’inaugurazione della collezione Balzan (settembre 2014).

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