di Bruno Manfredini
• Paolo Canevari, Manuale per giovani artisti, Dario Cimorelli editore, Milano 2024, pp. 111, € 18.
• Marco Lazzarato, Il risveglio creativo. Breve guida per professionisti dell'arte alla ricerca della propria costante creativa, Tab, Roma 2025, pp. 90, € 10.
Tra i vari sottogeneri della letteratura artistica, vi sono i testi scritti dagli artisti per un pubblico di allievi e/o estimatori, ai quali proporre un percorso di crescita e di consapevolezza. Un illustre esempio italiano è la raccolta di scritti di Luciano Fabro uscita nel 1999 da Einaudi col titolo Arte torna arte: un libro che è a tutti gli effetti la miglior chiave di accesso al talento di Fabro come artista e (cosa niente affatto scontata) come docente.
Sono da qualche tempo in commercio altre due opere nate dalla consuetudine quotidiana tra un artista, titolare di cattedra all’Accademia di Belle Arti, e i suoi studenti: Manuale per giovani artisti di Paolo Canevari e Il risveglio creativo di Marco Lazzarato. Vale la pena leggerli, fosse anche solo per liberarsi dall’equivoco, mai sufficientemente smentito, secondo cui si fa arte con la sola manipolazione degli strumenti e delle materie prime a portata di mano, senza reali processi di conoscenza, interpretazione, sintesi.
Canevari, artista molto noto e docente di Scultura all’Accademia di Frosinone, imposta il proprio discorso attraverso una ricognizione su ciò che il ‘900 e questo primo quarto di ventunesimo secolo hanno maturato in tema di consapevolezze attorno alla ricerca artistica e ai suoi rapporti con gli altri linguaggi, i media, il mercato, gli schemi ideologici e comportamentali. Lazzarato, artista e docente di Disegno per la decorazione e di Tecniche del mosaico all’Accademia di Bologna, propone un percorso di iniziazione all’insegna del “conosci te stesso”, del prendere confidenza con la componente innata (ma niente affatto “inconscia” o “oscura”) del proprio essere.
Ancora, Canevari si rivolge all’artista contemporaneo che aspira a muoversi tra pittura, scultura, installazione, performance intese come nozioni elastiche e intercambiabili. Egli propone un’immersione nella totalità del reale e dei suoi condizionamenti, artistici ed extrartistici (mercantili, finanziari, politici, sociali, di genere), come reagente per ritagliarsi un proprio ordine di priorità e, se necessario, alterare o sovvertire quello ricevuto in eredità. Il tutto alla luce degli esempi che, per ogni questione, si possono trarre dai grandi nomi che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea.
A sua volta, Lazzarato ha come interlocutore ideale il decoratore che, coi mezzi pittorici e plastici (dalla campitura pittorica al mosaico, dal modello in creta alla saldatura di parti metalliche) atti a operare nelle due o nelle tre dimensioni, propone soluzioni ornatistiche per l’architettura e l’urbanistica. L’iter progettuale si snoda attraverso gradi successivi di ricognizione, scoperta e decantazione. La raccolta degli spunti consegnati a schizzi e bozzetti, per formare un archivio personale da incrementare e ordinare via via che le idee si accumulano, è la premessa di ogni realizzazione matura. Il principio di fondo è che non si butta via nulla: piuttosto si setaccia, si depura, si accantona, sapendo che a volte un’intuizione è acerba e ha bisogno di un’adeguata stagionatura. I riferimenti e gli esempi non vanno a singoli artisti ma a circostanze e gesti dell’esperienza quotidiana, che assumono il valore di metafore illuminanti.
I due libri riflettono posizioni diversissime, addirittura diametralmente opposte: fenomenologica quella di Canevari, socratica quella di Lazzarato. Quello di Canevari è riccamente illustrato, e anche degli artisti più noti si possono ammirare foto poco viste e sorprendentemente ambientate. Quello di Lazzarato rinucia alle immagini per concentrarsi su una formula – capitoli brevi, argomentazioni incalzanti – che vuole stimolare un dialogo, una contesa a distanza col lettore. Non c’è che da leggerli entrambi.
Homepage: Lygia Clark, O bicho linear, 1960, alluminio, dimensioni variabili, New York, MoMA (Wikimedia).
Sotto: Le copertine dei due libri.




