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Augusto Giuffredi (1952-2026)

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di Enrico Maria Davoli

Il 3 luglio 2026 ci ha lasciati lo scultore e restauratore Augusto Giuffredi. Nato nel 1952 a Montecchio Emilia (RE), lì aveva sempre risieduto, viaggiando moltissimo sia in Italia che all’estero. Eccellente specialista nel restauro dei materiali lapidei, dei gessi, degli stucchi, delle terrecotte, aveva lungamente operato per conto delle sovrintendenze e delle amministrazioni locali, nonché di musei e collezioni private. Aveva insegnato nei corsi di restauro delle accademie di belle arti di Napoli, Milano, Carrara e Bologna. In quelle realtà egli ha lasciato una traccia profonda, sia nella definizione dei percorsi didattici e curricolari, sia negli apporti scientifici e metodologici, rendicontando in modo esemplare i propri interventi sulle opere, testando soluzioni innovative, dando alle stampe importanti saggi sulle tecniche della scultura, della formatura, della fonderia. Ma ci si ricorderà a lungo di lui, anche per l’inestimabile patrimonio di conoscenze, la dedizione e il rigore trasmessi a generazioni di giovani restauratori formatisi sotto la sua guida. Figlio d’arte (il padre, Armando Giuffredi, fu scultore e medaglista di fama nazionale), la sua produzione plastica spazia dai marmi ai bronzi alle ceramiche, e presenta risvolti di grande originalità, inscindibili dalla frequentazione delle tradizioni di tutto il mondo, che lo guidavano in un rapporto straordinariamente vivo coi materiali e i processi tecnici. Nella sua visione, il restauratore e il creatore di opere originali convivevano e si integravano, e le tematiche del viaggio, del ritrovamento, del riuso, si ponevano quali chiavi di accesso a un ricco universo simbolico. Con la generosità congiunta a ritrosia che gli era propria, Augusto aveva anche trovato il tempo per contribuire con alcuni articoli a FD. Il suo era un sapere sconfinato, non sfoggiato a parole ma consegnato all’esperienza che infondeva in ogni suo gesto.

Homepage: Augusto Giuffredi, vera da pozzo, 2010, scultura-assemblaggio di marmi prelavorati di epoche e provenienze diverse, ∅ cm. 120, Montecchio Emilia, Casa Cavezzi (photo credits Elena Boniburini).
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