{"id":9634,"date":"2018-04-15T14:03:09","date_gmt":"2018-04-15T14:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9634"},"modified":"2023-05-09T21:30:49","modified_gmt":"2023-05-09T21:30:49","slug":"chiavi-e-sigilli-marco-lazzarato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9634","title":{"rendered":"Chiavi e sigilli"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts9634&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p>L&#8217;artista e studioso scozzese George Bain (1881-1968) dedic\u00f2 la propria vita al titanico impegno di decodificare le strutture compositive dell\u2019arte celtica. Al frutto pi\u00f9 importante del suo lavoro, il libro <em>Celtic Art. The Methods of Construction <\/em>(1951), avevamo gi\u00e0 dedicato alcune riflessioni <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong>. In quell&#8217;occasione avevamo messo in discussione la definizione stessa di \u201carte celtica\u201d, affermando che la si dovrebbe chiamare, piuttosto, arte romana cristianizzata o arte cristiana scozzese-irlandese. Il problema storico da noi evidenziato consisteva nel fatto che le opere altomedievali studiate da Bain non si sarebbero potute realizzare senza una precisa conoscenza delle griglie, delle proporzioni e delle geometrie ascrivibili al metodo progettuale dell\u2019architettura imperiale lapidea romana. Ne \u00e8 una controprova il fatto che la meraviglia dei nodi e degli intrecci miniati, eseguiti dai monaci cristiani di Lindisfarne, non trova corrispondenza nei coevi intrecci dei pagani predoni scandinavi che tale monastero assaltarono e distrussero. Per ammissione dello stesso Bain, infatti, quella scandinava si pu\u00f2 considerare, al confronto, \u00aba decadent art\u00bb <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9650\" aria-describedby=\"caption-attachment-9650\" style=\"width: 1458px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185032_1085374084947662_1069874812_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9650\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185032_1085374084947662_1069874812_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1458\" height=\"954\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185032_1085374084947662_1069874812_n.jpg 396w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185032_1085374084947662_1069874812_n-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1458px) 100vw, 1458px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9650\" class=\"wp-caption-text\"><em>Tavola con schemi grafici di key patterns, da George Bain, &#8220;Celtic Art&#8221; (1951).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Su questa differenza pesa certamente una componente mistico-religiosa che porta alla ricerca di una perfezione assoluta, tant\u2019\u00e8 che troviamo analoghi intrecci anche nella coeva arte islamica. E cos\u00ec pure si deve ammettere anche l\u2019influenza di un gusto locale, \u201cceltico\u201d, per le composizioni complesse e sature di elementi. Ma questi fattori possono spiegare l&#8217;esasperato parossismo tecnico dell&#8217;esecuzione, non certo la qualit\u00e0 dell&#8217;ideazione. In ogni caso, non \u00e8 la revisione terminologica che qui ci interessa. Ci preme invece ribadire, per poi fissarla sul piano operativo, la distinzione fra gli \u201capollinei\u201d intrecci cristiano-scozzesi-irlandesi e i \u201cdionisiaci\u201d coacervi di altre culture (da quella scandinava a quella maori, tanto per dare un&#8217;idea della vastit\u00e0 dei contesti possibili), estranee alla tradizione tardoromana.<\/p>\n<h6>Key Patterns<\/h6>\n<p>Torniamo perci\u00f2 ad occuparci del lavoro di Bain in un\u2019ottica pi\u00f9 concreta. Nel suo libro, egli risolve il problema della classificazione degli ornati esaminati, organizzandoli in varie categorie rispondenti a criteri morfologici (<em>Lettering<\/em>, <em>Zoomorphics<\/em>, <em>Knotworks<\/em>, eccetera). Tra queste categorie, una in particolare, quella dei <em>Key Patterns<\/em>, suscita il nostro interesse. Quello di cui Bain sta parlando altro non \u00e8, in realt\u00e0, che il meandro, la famiglia ornatistica che in Italia usiamo chiamare anche \u201cgreca\u201d, ossia il classico motivo geometrico a correre, usato perlopi\u00f9 nella pavimentazione musiva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9651\" aria-describedby=\"caption-attachment-9651\" style=\"width: 1466px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185296_1085374094947661_1652383687_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9651\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185296_1085374094947661_1652383687_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1466\" height=\"978\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185296_1085374094947661_1652383687_n.jpg 400w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30185296_1085374094947661_1652383687_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1466px) 100vw, 1466px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9651\" class=\"wp-caption-text\"><em>Tavola con schemi grafici di key patterns, da George Bain, &#8220;Celtic Art&#8221; (1951).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tuttavia anche la definizione di Bain \u00e8 lecita e pu\u00f2 essere acquisita, perch\u00e9 negli esempi da lui studiati siamo di fronte ad un uso parossistico e del tutto peculiare del motivo. Un uso, questo, che \u00e8 tanto pi\u00f9 originale in quanto Bain lo riscontra nei bassorilievi e nelle miniature, cio\u00e8 in opere non musive, nelle quali la ritmica alternanza delle tessere nere e bianche viene meno e si sublima in una griglia concettuale da cui poi si sviluppa il disegno, dando luogo ad elaborazioni impensabili con il mosaico. Concordiamo quindi con Bain nel definire <em>key pattern<\/em> (in italiano: \u201cpattern a chiave\u201d), questa autonoma e peculiare elaborazione del meandro.<\/p>\n<h6>Meandri<\/h6>\n<p>Il meandro \u00e8 un ornato primario, evoluzione della scacchiera, che \u00e8 una delle prime azioni di ornamento che si possono eseguire su una superficie monocroma. Il meandro rappresenta la naturale evoluzione della scacchiera, in quanto, spostando opportunamente i quadrati bianchi e neri, ne rompe la monotonia e la prevedibilit\u00e0, creando una serie di linee che si rincorrono o si intersecano sulla superficie. L\u2019effetto finale, se ben gestito, \u00e8 stupefacente, ma comporta un prezzo da pagare. Il modulo base, infatti, cio\u00e8 gli \u201cuncini\u201d contrapposti caratterizzanti appunto la greca, impone sempre di operare, come ben si evince dagli studi di Bain, su un numero dispari di caselle. Ne consegue l&#8217;estrema difficolt\u00e0 di sviluppare il tutto in un <em>pattern <\/em>regolare. Nelle bordure la cosa \u00e8 ancora fattibile, perch\u00e9 si pu\u00f2 inserire il disegno-base in un rettangolo da ripetere poi in sequenza. Ma quando il motivo deve coprire un&#8217;intera superficie, il <em>pattern <\/em>rettangolare, che implica oltrettutto \u201cintrusioni\u201d ed \u201cestrusioni\u201d per garantire la continuit\u00e0 della linea, crea non pochi problemi. La cosa risulta evidente nei lavori esaminati da Bain, dove \u00e8 impossibile isolare un <em>pattern<\/em> <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23293\u232a<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Emerge quindi una specie di paradosso esecutivo: da un lato, per pensare il motivo \u201ca chiave\u201d \u00e8 necessario costruirne prima il modulo base; dall&#8217;altro, la sua realizzazione implica l\u2019esecuzione diretta sulla griglia che copre l\u2019intera superficie, saltando a pie&#8217; pari la fase di ripetizione del <em>pattern<\/em>. In altre parole, qualora si volesse eseguire il motivo su un pavimento, sarebbe impossibile consegnare al posatore un <em>pattern<\/em> con le istruzioni su come ripeterlo: per tutta l&#8217;estensione del lavoro, il posatore non potrebbe fare altro che alternare mattonelle bianche e nere, seguendo il disegno complessivo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9653\" aria-describedby=\"caption-attachment-9653\" style=\"width: 1468px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30180750_1085374194947651_2024646396_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9653\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30180750_1085374194947651_2024646396_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1468\" height=\"1085\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30180750_1085374194947651_2024646396_n.jpg 464w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30180750_1085374194947651_2024646396_n-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1468px) 100vw, 1468px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9653\" class=\"wp-caption-text\"><em>Particolare di tavola con schemi grafici di greche, da Owen Jones, &#8220;The Grammar of Ornament&#8221; (1855).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma come si passa dalla singola cella al tutto? Qui entra in campo l\u2019incredibile abilit\u00e0 con cui gli antichi maestri irlandesi e scozzesi ci avevano gi\u00e0 stupito quando ne studiammo gli intrecci. Vi \u00e8 infatti una parentela con gli intrecci, perch\u00e9 anche nei <em>key patterns<\/em> lo stupore nasce dal contrasto fra la composizione geometrica regolare posta al centro, e la libera chiusura dei bordi. Rispetto agli intrecci, qui il gioco appare un po\u2019 pi\u00f9 chiaro e semplice, ma si tratta di una falsa impressione. Se infatti il modulo ha caselle dispari, anche il <em>pattern<\/em> \u201cprovvisorio\u201d (chiamiamo cos\u00ec l\u2019elemento che si ripete e si compenetra) sar\u00e0 numericamente dispari. In sostanza, se la composizione deve estendersi sull&#8217;intera superficie a disposizione (sempre nel rispetto di una misura esatta e rigorosa, e non con la casualit\u00e0 di una tappezzeria ritagliata), allora \u00e8 indispensabile premettere una serie di calcoli, in modo tale da poter calibrare la griglia generale in base alla superficie totale e ai moduli richiesti. Cosa, ovviamente, tutt&#8217;altro che facile.<\/p>\n<h6>Chiavi<\/h6>\n<p>Con un gioco di parole si potrebbe dire che, per accedere ad un <em>key pattern<\/em>, \u00e8 necessario averne la chiave. In generale possiamo affermare che ogni famiglia di ornati ha una propria chiave di accesso, senza la quale \u00e8 impossibile affrontarne l\u2019ideazione e la progettazione. La chiave \u00e8 un codice genetico, una struttura base elementare, moltiplicando e componendo la quale si ottengono i vari motivi appartenenti alla famiglia. Nel caso di un <em>key pattern<\/em> la chiave \u00e8, come abbiamo visto, il modulo base del meandro; nelle stelle islamiche essa \u00e8 data dall\u2019irradiazione dei poligoni regolari; negli intrecci, dal raccordo esterno della griglia di base.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9662\" aria-describedby=\"caption-attachment-9662\" style=\"width: 1587px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30776796_1085374281614309_2122487436_n-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9662\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30776796_1085374281614309_2122487436_n-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1587\" height=\"1061\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30776796_1085374281614309_2122487436_n-1.jpg 335w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/30776796_1085374281614309_2122487436_n-1-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1587px) 100vw, 1587px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9662\" class=\"wp-caption-text\"><em>Particolare di tavola con schemi grafici di greche, da Owen Jones, &#8220;The Grammar of Ornament&#8221; (1855).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tuttavia, come spesso succede, ci sono serrature talmente semplici da poter essere aperte con una graffetta, e serrature molto complesse, le cui chiavi possono essere molteplici ed altrettanto complesse. \u00c8 il caso degli ornati visti fin qui, che hanno un dispositivo interno senza conoscere il quale \u00e8 impossibile accedervi, cio\u00e8 non tanto inventarli e\/o comporli ma, spesso, anche semplicemente riprodurli.<\/p>\n<h6>Sigilli<\/h6>\n<p>Ma vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Bain, rivelandoci le strutture di questi ornati complessi, ci consente di riprodurli, fornendocene in qualche modo le chiavi. Tuttavia, se cerchiamo di inventarne di nuovi, scopriamo che ci\u00f2 che conosciamo, per quanto esaustivo, non basta. Per passare dal livello della riproduzione a quello, superiore, dell\u2019invenzione, \u00e8 necessario &#8211; per usare un&#8217;espressione cara ai monaci di Lindisfarne &#8211; sciogliere un sigillo. Bisogna cio\u00e8 comprendere fino in fondo le propriet\u00e0 di quello specifico ornato, interiorizzandolo al punto da farlo diventare strumento di <em>poiesis. <\/em>In conclusione, l\u2019invenzione <em>ex novo<\/em> di queste famiglie di ornati \u00e8 una procedura altamente complessa, che ha un che di mistico. Forse \u00e8 proprio per questo che, dopo i monaci irlandesi, pochi artisti si sono avventurati in questi territori ornatistici.<\/p>\n<pre><strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong> Vedi, su questa stessa rivista, M. Lazzarato, <em>Arte celtica<\/em>, 7 marzo 2017.\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong>&nbsp;G. Bain,<em> Celtic Art. The methods of Construction<\/em>, London, Constable, 1951. p. 25.\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23293\u232a<\/span><\/strong> Ricordiamo qui la definizione di <em>pattern<\/em>. Esso \u00e8 un termine tecnico che indica il numero di moduli necessari a produrre il motivo. Il pattern quindi \u00e8 una maschera, uno stampo, uno spolvero, un<em> file<\/em> digitale, cio\u00e8 un elemento fisico e concreto, che serve all\u2019esecutore per realizzare il motivo finale. Non va quindi confuso, come come si fa nell\u2019uso corrente, con la ripetizione di un particolare segno o disegno che emerge all\u2019interno del motivo.\n\n<em>Sopra, in alto: Meandro in un sottarco del Mausoleo di Galla Placidia, 540 circa, mosaico, Ravenna. Sotto: Marco Lazzarato, Decorazione architettonica, 2017, intonachino sintetico steso su muro, cm. 900 x 200, Toscanella di Dozza (BO), Municipio.\n<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21740345_715937465262250_3077368208650167293_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8047\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21740345_715937465262250_3077368208650167293_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1565\" height=\"1723\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21740345_715937465262250_3077368208650167293_n.jpg 720w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21740345_715937465262250_3077368208650167293_n-272x300.jpg 272w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21740345_715937465262250_3077368208650167293_n-305x336.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1565px) 100vw, 1565px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerazioni sui pattern della tradizione celtico-cristiana di Scozia e Irlanda \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9634\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Chiavi e sigilli<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9647,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":56},"categories":[554,478],"tags":[466,10,464,467,75,617],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9634"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9634"}],"version-history":[{"count":42,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19119,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9634\/revisions\/19119"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9647"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}