{"id":9582,"date":"2018-04-04T22:34:21","date_gmt":"2018-04-04T22:34:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9582"},"modified":"2023-05-09T21:29:43","modified_gmt":"2023-05-09T21:29:43","slug":"gillo-dorfles-e-lornamento-enrico-maria-davoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9582","title":{"rendered":"Gillo Dorfles e l&#8217;ornamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts9582&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p>La scomparsa, il 2 marzo scorso, di Gillo Dorfles, sollecita anche da parte nostra un omaggio al grande critico e studioso di estetica nato a Trieste nel lontano 1910. La variet\u00e0 di interessi di cui egli ha dato prova, infatti, \u00e8 stata tale che non vi \u00e8 settore della ricerca artistica e culturale che egli non abbia toccato prima o poi. Non c&#8217;\u00e8 settore a cui egli non abbia regalato qualche spunto, qualche indicazione a cui aderire. O a cui opporsi, il che non \u00e8 meno importante.<\/p>\n<p>Nella sua lunghissima vita, Dorfles \u00e8 stato dapprima modernista ad oltranza; poi, con altrettanta convinzione, postmodernista. Come teorico del disegno industriale si \u00e8 identificato nel rigorismo razionalista; come pioniere degli studi sul <em>Kitsch<\/em>, ha preso le distanze da quel rigorismo. \u00c8 stato un grande studioso e critico, sempre capace di prendere posizioni autonome e non di rado controcorrente, come quando, col saggio&nbsp;<em>Fatti e fattoidi<\/em> (1997),&nbsp;fu tra i primi a stigmatizzare&nbsp;il crescente sensazionalismo della comunicazione contemporanea, anche in campo artistico e culturale; \u00e8 stato anche, per tutta la vita, un valido pittore e disegnatore.<\/p>\n<p>Che nell&#8217;eclettismo di Dorfles talvolta i conti non tornino, che egli abbia peccato qua e l\u00e0 di incoerenza, \u00e8 non solo possibile ma, in qualche misura, inevitabile. Di certo, la mole di fenomeni di cui egli \u00e8 stato testimone ed interprete \u00e8 imponente. Da lui, generazioni di lettori hanno imparato ad esercitare il diritto-dovere della curiosit\u00e0. Perci\u00f2 ci si ricorda di Dorfles come di un grande vecchio e, al tempo stesso, come di un eterno giovane.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una circostanza biografica che, dopo la morte di Dorfles, \u00e8 gi\u00e0 stata pi\u00f9 volte richiamata, ma senza forse coglierne la reale portata. Sappiamo infatti che, nei quasi centootto anni della sua esistenza, egli fece in tempo ad essere cittadino austriaco, giacch\u00e9, nel 1910, Trieste apparteneva ancora all&#8217;impero di Francesco Giuseppe. Un mitteleuropeo insomma, nato nel lembo pi\u00f9 meridionale della Mitteleuropa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9598\" aria-describedby=\"caption-attachment-9598\" style=\"width: 1385px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_Wilmington1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9598\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_Wilmington1.jpg\" alt=\"\" width=\"1385\" height=\"1052\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_Wilmington1.jpg 750w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01_Wilmington1-300x228.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1385px) 100vw, 1385px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9598\" class=\"wp-caption-text\"><em>Joyce Kozloff (su progetto di), Decorazione murale, 1984, ceramica, Wilmington (Delaware), stazione ferroviaria (www.joycekozloff.net).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Si potrebbe allora sostenere che con Dorfles se ne sia andato l&#8217;ultimo esponente di un certo modo di integrare arte, estetica, psicologia, sociologia, sensorialit\u00e0, che \u00e8 stato tipico della cultura austro-tedesca, nell&#8217;et\u00e0 del suo massimo fulgore e del successivo tramonto. Un modo che, tra gli storici dell&#8217;arte, \u00e8 passato attraverso nomi come Alois Riegl (1858-1905), Max Dvo\u0159\u00e1k (1874-1921), Erwin Panofsky (1892-1968), fino ad arrivare ad Ernst H. Gombrich, nato a Vienna un anno prima di Dorfles, nel 1909, e morto a Londra nel 2001. Ma a differenza di costoro, a Gillo Dorfles non \u00e8 bastato coltivare la grande tradizione artistica classica, medievale e rinascimentale. La cultura del secolo XX \u00e8 diventata, col tempo, il suo vero territorio di elezione.<\/p>\n<p>Un ulteriore motivo di riflessione tocca pi\u00f9 da vicino chi, come noi di FD, si occupa di decorazione e di decoro nell&#8217;arte. Nella sua vasta produzione saggistica, Dorfles ha trovato modo di dedicarsi anche a questo argomento. Ma non lo ha fatto in quegli anni &#8217;60-&#8217;70 a cui risalgono i suoi volumi pi\u00f9 noti, da <em>Introduzione al disegno industriale<\/em> (1963) a <em>Kitsch<\/em>&nbsp;(1968) a <em>Le oscillazioni del gusto<\/em> (1970). All&#8217;epoca, infatti, Dorfles poteva ritenere tutt&#8217;al pi\u00f9 che i fenomeni inerenti alla decorazione fossero anch&#8217;essi da ascrivere alla categoria, a lui cos\u00ec cara, del <em>Kitsch<\/em>. D&#8217;altra parte, dopo l&#8217;anatema antidecorativo lanciato mezzo secolo prima da un altro viennese, Adolf Loos, col suo <em>Ornamento e delitto<\/em>, era proprio il <em>Kitsch<\/em> la sola eresia che un modernismo ortodosso, ancora saldo sulle proprie posizioni, potesse permettersi.<\/p>\n<p>L&#8217;occasione di ritornare con maggiore libert\u00e0 sul tema si present\u00f2 col finire degli anni &#8217;70. Iniziava l&#8217;et\u00e0&nbsp;del postmodernismo: si tenevano le prime biennali veneziane di architettura guidate da Paolo Portoghesi e Aldo Rossi; apparivano in libreria il romanzo di Umberto Eco <em>Il nome della rosa<\/em> e la raccolta di saggi filosofici, a cura di Pier Aldo Rovatti e Gianni Vattimo, <em>Il pensiero debole<\/em>;&nbsp;si registravano le prime avvisaglie di quel fenomeno che, nella vita sociale e politica, avrebbe preso il nome di &#8220;riflusso&#8221;.&nbsp;Come altre coscienze critiche, ormai a disagio in una situazione in cui il dosaggio di massimalismo ideologico e minimalismo estetico aveva raggiunto limiti non pi\u00f9 tollerabili, anche Dorfles avvertiva che il giro di boa era imminente. Urgeva quindi una correzione di rotta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9592\" aria-describedby=\"caption-attachment-9592\" style=\"width: 1522px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DT3633.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9592\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DT3633.jpg\" alt=\"\" width=\"1522\" height=\"1002\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DT3633.jpg 600w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DT3633-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1522px) 100vw, 1522px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9592\" class=\"wp-caption-text\"><em>Miriam Schapiro, Barcelona Fan, 1979, tecnica mista su tela, cm. 183 x 366, New York, Metropolitan Museum of Art (www.metmuseum.org).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Fu nel 1986 che egli pubblic\u00f2 <em>Elogio della disarmonia<\/em>, un libro interamente dedicato al nuovo clima culturale che stava delineandosi. Un capitolo del libro, intitolato \u201cL&#8217;ornamento e il suo valore mitopoietico\u201d, svolge gli argomenti che ci riguardano pi\u00f9 da vicino, e ne consigliamo vivamente la lettura <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a<\/strong><\/span>. Ci limitiamo qui a ricordare i titoli dei quattro paragrafi che compongono il capitolo: \u201cOrnamento e natura\u201d; \u201cOrnamento e arte\u201d; \u201cLo <em>scribble<\/em> infantile e i simboli archetipi\u201d; \u201cCarattere ornamentale dell&#8217;arte astratta\u201d.<\/p>\n<p>Argomento del primo paragrafo \u00e8 la presenza, anche in natura, di<em> pattern<\/em> ornamentali. \u00c8 questo uno dei tratti caratteristici che avvicinano il pensiero di Dorfles a quello di Gombrich, che se ne era occupato qualche anno prima nel suo fondamentale <em>The Sense of Order<\/em>, pubblicato nel 1979 <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23292\u232a<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Nel secondo paragrafo, l&#8217;autore fa i conti con le posizioni di Loos e del Movimento Moderno, dichiarandole ormai storicizzate ed affermando la necessit\u00e0 intrinseca dell&#8217;ornamento, inteso non pi\u00f9 solo come orpello, reazione fisiologica all&#8217;<em>horror vacui<\/em>, ma come modo di essere di intere civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Il terzo paragrafo torna, con gli indispensabili aggiornamenti psicopedagogici, sul tema, gi\u00e0 caro a Loos, dello scarabocchio infantile, per individuarvi la fonte di attivit\u00e0 simboliche pi\u00f9 complesse, produttrici di archetipi universali.<\/p>\n<p>Il quarto ed ultimo paragrafo fa riferimento al panorama artistico degli anni &#8217;80 del secolo scorso, prendendo atto di quel ritorno all&#8217;ornamentalit\u00e0, che molti critici all&#8217;epoca gi\u00e0 stavano captando. I riferimenti europei ed americani di Dorfles (in particolare il movimento <em>Pattern and Decoration<\/em> e, tra i suoi esponenti, un pittore allora sulla cresta dell&#8217;onda come Robert Kushner) ci parlano di una tendenza all&#8217;epoca diffusa, con punte di notevole interesse soprattutto nel campo dell&#8217;arte pubblica. Tuttavia la tesi generale di Dorfles, secondo la quale gran parte dell&#8217;arte astratta novecentesca dovrebbe considerarsi ornamentale, \u00e8 francamente eccessiva, anche se, come tutti i paradossi, pu\u00f2 esercitare un certo fascino <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23293\u232a<\/strong><\/span>. Pi\u00f9 persuasive appaiono le notazioni di Dorfles sull&#8217;ornamentalit\u00e0 come fatto intrinseco a tutte le arti, dalla musica alla letteratura. Anche questo passaggio suona come una revisione delle posizioni espresse a suo tempo da Loos in <em>Ornamento e delitto<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9600\" aria-describedby=\"caption-attachment-9600\" style=\"width: 1494px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jaudon1-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9600\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jaudon1-b.jpg\" alt=\"\" width=\"1494\" height=\"1010\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jaudon1-b.jpg 680w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Jaudon1-b-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1494px) 100vw, 1494px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9600\" class=\"wp-caption-text\"><em>Valerie Jaudon (su progetto di), Cancellata, 1988, New York, Lexington Avenue &amp; 23rd Street Subway Station (www.mta.info).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma veniamo alla chiusa del capitolo: \u00abQuale, in definitiva &#8211; scrive Dorfles &#8211; la conclusione di quanto ho detto sin qui? Che, troppo spesso, ancor oggi, si attribuisce al termine \u201cornamento\u201d una connotazione derogatoria che non gli spetta; che per contro, \u00e8 proprio nell&#8217;insieme di elementi costitutivi dell&#8217;ornamentazione che risiede uno dei pi\u00f9 fecondi spunti formativi d&#8217;un&#8217;epoca culturale; per cui lo stadio ornamentale potr\u00e0 essere a seconda dei casi, tanto l&#8217;embrione d&#8217;una successiva opera d&#8217;arte compiuta, quanto l&#8217;estrema aggiunta, la propaggine della stessa; che, pertanto, potr\u00e0 esistere, solo con estrema difficolt\u00e0 e in condizione anomala, un&#8217;opera dove l&#8217;ornamento non entri, prima o poi, in gioco, quale fattore determinante e necessario d&#8217;ogni divenire artistico\u00bb <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23294\u232a<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Per l&#8217;epoca, il ragionamento di Dorfles era probabilmente la maggiore apertura possibile nei confronti di posizioni che, fino a poco tempo prima, egli stesso avrebbe giudicato <em>antimoderne<\/em> (dunque sorpassate ed improponibili), salvo riciclarle poi come <em>postmoderne<\/em>.<\/p>\n<p>Qui sta, crediamo, il nocciolo della questione: le omissioni e gli equivoci a cui Dorfles tenta di porre rimedio, sono, piaccia o no, anche le <em>sue<\/em> omissioni, i <em>suoi<\/em> equivoci. Vi \u00e8 infatti una lacuna concettuale e terminologica di fondo, che pervade il discorso di Dorfles sull&#8217;ornamento. Ornamento e ornamentazione sono la materia prima costitutiva della decorazione, non gi\u00e0 la decorazione in quanto tale. Senza un principio ordinatore superiore, essi sono al massimo un lussuoso orpello. Il fatto stesso di servirsi solo della parola \u201cornamento\u201d e dei suoi derivati, evitando sistematicamente di parlare di decoro e di decorazione, ci dice quanto ancora sia forte, in Dorfles, la rimozione delle radici classiche (il <em>decus<\/em> latino) che stanno alla base del rapporto tra ornamento ed arte e, in particolare, tra ornamento e progettazione architettonica.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 il titolo stesso del libro di Dorfles &#8211; un titolo tipico del clima anni &#8217;80, in cui ogni disputa veniva condita con un pizzico di irrazionalismo e di<em> New Age<\/em> &#8211; a suonare straniante. Un&#8217;espressione come <em>Elogio della disarmonia<\/em>, infatti, ha poco a che fare con la reale natura dell&#8217;ornamento, che, nei contesti storici in cui si afferma, \u00e8, al contrario, armonia, ordine, sequenzialit\u00e0 logica, organicit\u00e0, pulsazione ritmica. Che poi il prodotto finale possa addirittura prendere sembianze casuali ed aleatorie, dipende dall&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;artista-decoratore nel dissimulare le difficolt\u00e0 tecniche insite nel suo progetto, e non certo da una presunta disarmonicit\u00e0 della decorazione in quanto tale. Anche il titolo del capitolo, \u201cL&#8217;ornamento e il suo valore mitopoietico\u201d, \u00e8 sintomatico. \u00c8 tutta l&#8217;arte semmai, come tale, ad essere non tanto&nbsp;<em>mitopoietica<\/em> (parola suggestiva ma generica) quanto&nbsp;<em>poietica<\/em>: cio\u00e8, traducendo alla lettera, \u201cfattrice\u201d, \u201ccreatrice\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, per finire, un ultimo, interessante risvolto, che va molto al di l\u00e0 delle personali posizioni di Dorfles, e che anche per questo merita di essere sottolineato. Ovvero: tra la fine del secolo XIX e la fine del secolo XX, quella pro o contro la decorazione \u00e8, a quanto pare, una <em>querelle<\/em> molto mitteleuropea. Nel tardo &#8216;800, infatti, \u00e8 Riegl (e prima di lui Gottfried Semper) a dare dignit\u00e0 critica e storiografica all&#8217;argomento. A inizio &#8216;900, Loos teorizza la superfluit\u00e0 dell&#8217;ornamento nella societ\u00e0 moderna, proponendone la radicale eliminazione. L&#8217;anatema lanciato da Loos sortisce i suoi effetti (principalmente nel campo dell&#8217;architettura e del design) fino ai due terzi del secolo XX, quando la morsa comincia ad allentarsi. Nel 1979, come abbiamo gi\u00e0 detto, Gombrich pubblica <em>The Sense of Order<\/em>, il contributo teorico pi\u00f9 importante che il &#8216;900 abbia dedicato alla rivalutazione delle pratiche ornamentali, da decenni confinate nel purgatorio della non-arte e del <em>Kitsch<\/em>. A questa vicenda, le considerazioni avanzate da Dorfles in<em> Elogio della disarmonia<\/em> aggiungono un tassello significativo, pur entro i limiti che abbiamo cercato di evidenziare.<\/p>\n<pre><span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a<\/strong><\/span> G. Dorfles,<em> Elogio della disarmonia<\/em>, Milano, Garzanti, 1986, pp. 148-157.\n\n<span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23292\u232a<\/strong><\/span> Ed. it.: E.H. Gombrich, <em>Il senso dell'ordine<\/em>, Torino, Einaudi, 1984.\n\n<span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23293\u232a<\/strong><\/span> La tesi \u00e8 stata pi\u00f9 volte ripresa e sviluppata in seguito. Vedi ad esempio M. Br\u00fcderlin (a cura di), <em>Ornament and Abstraction. The Dialogue between non Western, Modern and Contemporary Art<\/em>, catalogo della mostra, Basilea, Fondazione Beyeler, 2001.\n\n<span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23294\u232a<\/strong><\/span> G. Dorfles, <em>Elogio della disarmonia<\/em>, cit., p. 157.\n\n<em>Sopra, in alto: Gillo Dorfles in una foto del 2010. Sotto: Robert Kushner (su progetto di), Pannello decorativo, 2004, mosaico, New York, 77th Street Subway Station (www.mta.info).<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/tumblr_ni346wrHxa1rrnfp6o1_r1_1280.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-9602\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/tumblr_ni346wrHxa1rrnfp6o1_r1_1280.jpg\" alt=\"\" width=\"1521\" height=\"1004\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/tumblr_ni346wrHxa1rrnfp6o1_r1_1280.jpg 1000w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/tumblr_ni346wrHxa1rrnfp6o1_r1_1280-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/tumblr_ni346wrHxa1rrnfp6o1_r1_1280-768x507.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1521px) 100vw, 1521px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contributo di un grande intellettuale al dibattito sulla decorazione \u2022 di Enrico Maria Davoli<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=9582\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Gillo Dorfles e l&#8217;ornamento<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9589,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":98},"categories":[554,409],"tags":[616,82,442,615],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9582"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9582"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19118,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9582\/revisions\/19118"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}