{"id":8025,"date":"2017-11-20T20:48:18","date_gmt":"2017-11-20T20:48:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=8025"},"modified":"2023-05-09T21:25:09","modified_gmt":"2023-05-09T21:25:09","slug":"dozza-xxvii-biennale-del-muro-dipinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=8025","title":{"rendered":"Dozza, XXVI Biennale del Muro Dipinto"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts8025&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">L&#8217;edizione 2017 della Biennale del Muro Dipinto di Dozza (BO) \u00e8 stata curata, come sempre, da una commissione voluta dall&#8217;Amministrazione Comunale e dalla relativa Fondazione. Oltre allo scrivente, a Pier Luca Nardoni e al direttore dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna Enrico Fornaroli, in qualit\u00e0 di componenti esterni, ne hanno fatto parte, per la componente interna all&#8217;Amministrazione e alla Fondazione, Francesca Grandi e Patrizia Grandi. Gi\u00e0 nelle precedenti, ultime edizioni, la Biennale si \u00e8 sdoppiata tra la sede originaria che la vide nascere nei primi anni &#8217;60, il centro storico abbarbicato intorno alla Rocca Sforzesca, e la moderna frazione di Toscanella, posta lungo la via Emilia, ove abita la maggior parte della popolazione. Alcuni degli artisti invitati continuano pertanto ad operare in seno al centro antico, e quasi sempre essi dipingono le proprie opere in corrispondenza di riquadrature, finestre cieche, balaustre o altri brani architettonici, vale a dire spazi di per s\u00e9 gi\u00e0 fortemente caratterizzati in senso medievale, rinascimentale e sette-ottocentesco. Altri, al contrario, scelgono di misurarsi coi \u201cnon luoghi\u201d (usiamo qui l&#8217;espressione di Marc Aug\u00e9 <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a<\/strong><\/span>, bench\u00e9 nel contesto di Toscanella possa suonare eccessiva) siti nella parte moderna dell&#8217;abitato, senza avere quindi n\u00e9 il conforto n\u00e9 i vincoli di una forma urbana sedimentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il filone \u201ccentro storico\u201d ha visto quest&#8217;anno coinvolti Giorgio Bevignani (Citt\u00e0 di Castello 1955), Andrea Gualandri (Reggio Emilia 1978), Andrea Mario Bert (Forl\u00ec 1984), Mattia Turco (Fossano 1987); il filone \u201cvia Emilia\u201d, Marco Lazzarato (Badia Polesine 1961) ed Alberonero (al secolo Luca Boffi, Lodi 1990). Il ventaglio anagrafico indicato dalle diverse date di nascita, \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 evocativo del titolo dato all&#8217;edizione 2017: <em>(Ri)Generazioni<\/em>. Esso adombra pi\u00f9 aspetti. In primo luogo vi \u00e8 quello delle differenti generazioni di artisti, coinvolte in un&#8217;impresa comune. Vi \u00e8 poi quello della \u201crigenerazione\u201d dei procedimenti tecnici, secondo criteri qualitativi aventi come requisito primario la buona conservazione delle opere nel tempo, regola che nelle edizioni passate non sempre \u00e8 stata osservata. Vi \u00e8 infine anche quello della responsabilit\u00e0 che la Biennale ha verso se stessa e verso gli abitanti di Dozza, dovendo dar ragione della propria evoluzione storica e delle conseguenti scelte di campo: insomma, dovendo periodicamente \u201crigenerarsi\u201d appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In particolare, quest&#8217;anno si \u00e8 voluto puntare sulla carta degli abbinamenti. Su sollecitazione della commissione, gli artisti si sono quindi associati a due a due, in un&#8217;esperienza di arte pubblica che mettesse in luce, oltre alle loro doti individuali, anche una serie di situazioni-tipo, in cui la compresenza (o quantomeno la vicinanza) di due opere, capaci di dialogare l&#8217;una con l&#8217;altra, potesse diventare un valore aggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sul binomio artistico operante a Toscanella, ossia Lazzarato ed Alberonero, si diffonde, in questo numero di FD, lo stesso Lazzarato. Da parte nostra, ci limitiamo a sottolineare come, nel loro aniconismo, i due artisti non abbiano in realt\u00e0 sposato n\u00e9 la figurazione (e fin qui si dice una cosa ovvia) n\u00e9 l&#8217;astrazione, intesa come <em>koin\u00e9<\/em> della pittura d&#8217;avanguardia novecentesca. Entrambi, infatti, in questa loro prova dozzese hanno preso le distanze dalla pittura in quanto arte \u201cbella\u201d, limitandosi a mutuarne materiali e procedure. Di pi\u00f9, essi hanno optato per modalit\u00e0 operative espressamente industriali (nel caso di Lazzarato, addirittura un intonachino sintetico, per attenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alle dinamiche di un normale cantiere edile). Entrambi, in definitiva, hanno percorso la terza via, essenzialmente n\u00e9 figurativa n\u00e9 astratta, che \u00e8 propria della decorazione per l&#8217;architettura. Ovvero, un sistema di segni e di colori, calibrato come un algoritmo, che si organizza in rapporto alle funzioni di un edificio e al contesto sociale ed urbano circostante. I due interventi hanno restituito agli spazi architettonici, da un lato, tono e tensione interni, dall&#8217;altro, capacit\u00e0 di irradiare energia nello spazio circostante, valorizzando angolazioni prospettiche prima penalizzate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8030\" aria-describedby=\"caption-attachment-8030\" style=\"width: 1556px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8030\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco.jpg\" alt=\"\" width=\"1556\" height=\"1905\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco.jpg 784w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco-768x940.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bevignani-turco-305x373.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1556px) 100vw, 1556px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8030\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il murale di Giorgio Bevignani (parte sinistra) e Mattia Turco (parte destra), 2017, intonaco trattato a graffito, cm. 100 x 720, Piazza Carducci, Dozza.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Su una falsariga uguale e contraria a quella di Toscanella si \u00e8 mosso, nella piazza Carducci situata all&#8217;ingresso nord del centro storico di Dozza, il binomio Bevignani-Turco. Qui si pu\u00f2 pi\u00f9 propriamente parlare di pittura astratta e\/o aniconica, perch\u00e9 i due hanno elaborato, per una porzione orizzontale di parete posta a fare da marcapiano, una duplice texture dal carattere fortemente lirico, emozionale, che \u00e8 poi la cifra espressiva che li accomuna e li rende riconoscibili. Entrambi si sono serviti di una stesura filamentosa, svariante dal rosso al violaceo, realizzata con la tecnica del graffito rinascimentale, interpretata in modo ortodosso, quasi filologico. La met\u00e0 sinistra del fregio, riservata a Bevignani, \u00e8 microstrutturata e pulsante, come un letto di braci sotto la cenere; quella di destra, assegnata a Turco, \u00e8 invece macrostrutturata, con striature che ricordano una colata di lava. L&#8217;intuizione davvero felice sta nell&#8217;aver fatto fisicamente incontrare e fondere le rispettive opere: cos\u00ec, il \u201cfuoco che cova\u201d di Bevignani si fonde col \u201cfuoco che scorre\u201d di Turco, facendo tutt&#8217;uno nel punto intermedio in cui le due mani si incontrano. Nessuno dei due rinuncia ad essere pittore, interamente devoto alla propria poetica. Ma questa loro staffetta, in cui ciascuno si appoggia all&#8217;altro riconoscendone l&#8217;identit\u00e0, crea di fatto una terza opera. Questa, s\u00ec, decorativa, grazie al doppio passo che l&#8217;occhio deve sempre tenere per riuscire a leggere, da un&#8217;estremit\u00e0 all&#8217;altra della composizione, le due parti e l&#8217;intero, stabilendo una sorta di medio proporzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il binomio Bert-Gualandri era, sulla carta, il pi\u00f9 rischioso in termini di coesistenza. In primo luogo, perch\u00e8 i due artisti sono convintamente figurativi, e con un repertorio iconografico molto diverso l&#8217;uno dall&#8217;altro. E poi, perch\u00e9 una figurazione come la loro &#8211; accademica, perfino <em>pompier<\/em>, che pesca senza sensi di colpa nel repertorio del trompe-l&#8217;oeil &#8211; \u00e8 una sfida che l&#8217;arte pubblica contemporanea \u00e8 solitamente rest\u00eca ad accettare, considerandola un retaggio dei tempi passati. Nel vicolo Campeggi, uno stretto passaggio coperto a volta, i due artisti hanno collocato le rispettive opere, nel punto esatto in cui ce le si sarebbe potute aspettare in un&#8217;ottica rinascimentale o barocca. Ma nessuna delle due aderisce davvero a quell&#8217;ottica: piuttosto la reinventa, con le armi vuoi dell&#8217;ironia (Gualandri), vuoi del paradosso (Bert). Nella parete a lui assegnata, Gualandri ha dipinto un manifesto cinematografico ricalcato su canoni ben noti &#8211; quelli della commedia all&#8217;italiana degli anni &#8217;60 &#8211; ma, in quanto tale, falsificato di sana pianta. Ne deriva, tanto pi\u00f9 in un&#8217;epoca di <em>fakes<\/em> come \u00e8 l&#8217;attuale, tutta una serie di slittamenti interpretativi. Al posto della tradizionale finestra prospettica, si ha un dipinto che imita un&#8217;affissione cartacea. Al posto dell&#8217;icona popolare sacra, si ha quella profana. Al posto del decoro pittorico, si ha quello del vecchio manifesto, miracolosamente sopravvissuto proprio l\u00e0 dove, in un&#8217;epoca ormai lontana, nel centro storico di un paese, una sala cinematografica avrebbe potuto benissimo esercitare la propria attivit\u00e0. Dal canto suo, Bert ha interamente ricoperto la volta a lui spettante con uno dei suoi inconfondibili cieli, troppo primaverili e tiepidi per non essere anche sintomatici di un pianeta malato, sotto stress ecologico. Lo sfondamento prospettico si attua in un formato insolito &#8211; due metri di larghezza per ben dieci di lunghezza &#8211; del tutto estraneo alla buona norma rinascimentale e barocca. Ne \u00e8 nato un cielo che somiglia, pi\u00f9 che a una volta, ad una striscia d&#8217;azzurro riflessa nell&#8217;acqua di un canale. Per di pi\u00f9, data la ristrettezza del luogo, il dipinto \u00e8 illuminato dalla luce diurna solo di sbieco, come il soffitto di una caverna. Si aggiunga che la sede stradale \u00e8 in pendenza e, a seconda della direzione da cui si entra nel sottopasso, si hanno due colpi d&#8217;occhio completamente diversi, quasi incommensurabili.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a<\/strong><\/span> Vedi M. Aug\u00e9, <em>Nonluoghi. Introduzione ad un'antropologia della surmodernit\u00e0<\/em>, Milano, El\u00e8uthera, 2002 (ed. or. 1992).\n\n<em>In alto: particolare della brochure del XXVI Biennale del Muro Dipinto di Dozza (progetto grafico \u00a9 Claudia Piunti). Sotto: i murali di Andrea Gualandri, 2017, tempera su muro, cm. 150 x 100, e Andrea Mario Bert, 2017, tempera su muro, cm. 200 x 1000, vicolo Campeggi, Dozza.\n<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21743237_10212195809923187_230658072483440283_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8035\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21743237_10212195809923187_230658072483440283_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1487\" height=\"1982\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21743237_10212195809923187_230658072483440283_n.jpg 720w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21743237_10212195809923187_230658072483440283_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/21743237_10212195809923187_230658072483440283_n-305x407.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1487px) 100vw, 1487px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Muro dipinto, muro decorato in una prestigiosa rassegna all&#8217;aperto \u2022 di Enrico Maria Davoli<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=8025\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Dozza, XXVI Biennale del Muro Dipinto<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8118,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":34},"categories":[554,409],"tags":[545,551,550,546,82,548,75,549,547],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8025"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19112,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8025\/revisions\/19112"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}