{"id":5019,"date":"2015-07-03T08:39:46","date_gmt":"2015-07-03T08:39:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=5019"},"modified":"2023-05-08T12:39:12","modified_gmt":"2023-05-08T12:39:12","slug":"cinque-secoli-di-genua-picta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=5019","title":{"rendered":"Cinque secoli di \u201cGenua Picta\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts5019&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Il convegno-mostra dal titolo <em>Genua Picta<\/em>, che nel 1982 diede l\u2019avvio allo studio (prevalentemente nell\u2019ambito del restauro) delle facciate dipinte genovesi, non solo sollev\u00f2 un ampio dibattito accademico, ma pose anche il problema dell&#8217;estinzione dell\u2019antica arte dei frescanti e, quindi, della sua riproposizione nella contemporaneit\u00e0. A trent&#8217;anni di distanza il dibattito resta aperto, ma le scuole per la formazione dei nuovi decoratori e l\u2019esperienza diretta nei cantieri sorti in varie occasioni di riqualificazione urbana (Expo 1992, G8 2001, Genova Capitale della Cultura 2004), hanno gi\u00e0 dato risposte pi\u00f9 o meno valide alle istanze di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La storia della decorazione architettonica dipinta a Genova \u00e8 ricca di addentellati culturali, sociali, economici, politici. Essa comincia nella seconda met\u00e0 del secolo XV, quando la ricca aristocrazia mercantile riunita nelle Compagne, i consorzi commerciali che daranno poi vita alla Repubblica, d\u00e0 inizio alla trasformazione del centro medioevale. Trasformazione che culminer\u00e0 nei secoli XVI-XVII con il completamento di buona parte degli immobili ubicati nelle odierne vie Garibaldi e Balbi, oltrech\u00e9 di palazzi, chiese e ville suburbane. La politica delle alleanze matrimoniali tra le grandi famiglie incide sugli edifici e sul tessuto urbano nel suo insieme, dando luogo ad accorpamenti, redistribuzioni di spazi, chiusure di zone porticate. Di qui la necessit\u00e0 di restituire decoro, con opportuni interventi pittorici, ai nuovi, poco aggraziati prospetti a parallelepipedo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5022\" aria-describedby=\"caption-attachment-5022\" style=\"width: 1446px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Sauli-piazza-Sauli-7-fine-XV-inizi-XVI-sec.-dopo-il-restauro-del-2004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5022\" title=\"Palazzo Sauli piazza Sauli 7 fine XV inizi XVI sec. dopo il restauro del 2004\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Sauli-piazza-Sauli-7-fine-XV-inizi-XVI-sec.-dopo-il-restauro-del-2004.jpg\" alt=\"\" width=\"1446\" height=\"958\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Sauli-piazza-Sauli-7-fine-XV-inizi-XVI-sec.-dopo-il-restauro-del-2004.jpg 1004w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Sauli-piazza-Sauli-7-fine-XV-inizi-XVI-sec.-dopo-il-restauro-del-2004-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Sauli-piazza-Sauli-7-fine-XV-inizi-XVI-sec.-dopo-il-restauro-del-2004-305x202.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1446px) 100vw, 1446px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5022\" class=\"wp-caption-text\"><em>Palazzo Sauli, secoli XV-XVI, dettaglio della facciata dopo il restauro del 2004.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Le maestranze, provenienti in buona parte dalla Lombardia, apportano un raffinato gusto mantegnesco. Le campiture del bianco e luminoso intonaco a marmorino vengono delimitate con fregi a girali, grottesche, candelabre, cornici modanate, e con l&#8217;inserzione di motivi classici quali ovoli, foglie d\u2019acanto, dentelli. Ne sono ancora visibili esempi restaurati nelle piazze delle Vigne, San Matteo, Sauli ed Embriaci. Con l\u2019inizio del secolo XVI, alle ristrutturazioni subentra una vera e propria espansione urbanistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La nuova Repubblica nasce grazie alle spregiudicate manovre politico-militari dell\u2019ammiraglio ed ex-soldato di ventura Andrea Doria (1466-1560). Alla vigilia del Sacco di Roma (1527), Genova \u00e8 nell&#8217;orbita francese e Andrea \u00e8 al soldo del re Francesco I, che mira all\u2019annessione del porto e dell&#8217;intero territorio ligure. In questo clima, egli intravvede un futuro diverso e migliore per la sua citt\u00e0 e, abbandonando le coste laziali preda dei lanzichenecchi e della peste, offre la propria flotta e la citt\u00e0 di Genova alla Spagna, che garantisce alle grandi famiglie locali indipendenza politica, ricchi commerci e attivit\u00e0 di credito. Nominato Principe di Melfi da Carlo V, e onorato come un Padre della Patria dai concittadini genovesi, Andrea si fa costruire una splendida reggia (in localit\u00e0 Fassolo, allora fuori dalle mura, oggi nei pressi della stazione di Genova Principe), commissionandone l\u2019apparato decorativo prima a Perin del Vaga, poi al Pordenone e al Beccafumi. Si tratta di affreschi esterni (oggi perduti) ed interni, a tema mitologico-allegorico, che, in puro linguaggio manierista, esaltano la magnificenza del committente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5024\" aria-describedby=\"caption-attachment-5024\" style=\"width: 1499px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5024\" title=\"Perin del Vaga progetto decorazione facciata palazzo del Principe Doria- Amsterdam Rijksmuseum\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum-1024x622.jpg\" alt=\"\" width=\"1499\" height=\"911\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum-1024x622.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum-305x185.jpg 305w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Perin-del-Vaga-progetto-decorazione-facciata-palazzo-del-Principe-Doria-Amsterdam-Rijksmuseum.jpg 1563w\" sizes=\"(max-width: 1499px) 100vw, 1499px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5024\" class=\"wp-caption-text\"><em>Perin del Vaga, Progetto perla decorazione della facciata del palazzo del principe Doria, 1530 circa, Amsterdam, Rijksmuseum.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo esempio di mecenatismo e di autocelebrazione suscita l\u2019emulazione dell\u2019aristocrazia genovese, innescando una vera e propria competizione per il palazzo, la chiesa o la villa pi\u00f9 belli. L&#8217;arrivo di due personalit\u00e0 come Galeazzo Alessi e Giovan Battista Castelli detto il Bergamasco, contribuisce all&#8217;affermazione dello stile cinquecentesco, di matrice romana, che per quasi cinque secoli influenzer\u00e0 architettura, pittura e decorazione. La ricchezza di commesse e la presenza di maestri qualificati sono le premesse per la nascita di una generazione di frescanti, sia autoctoni sia di origine lombarda, di alto livello, con una conoscenza diretta delle opere romane di Michelangelo e Raffaello. Essi sono gli interlocutori di una committenza esigente, che vuol vedere nello splendore dei palazzi il riflesso del proprio status sociale e politico. I nomi pi\u00f9 noti fanno capo alle botteghe familiari dei Semino, dei Calvi, dei Cambiaso, dei Castello e, in seguito, dei De Ferrari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5029\" aria-describedby=\"caption-attachment-5029\" style=\"width: 1531px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Squarciafico-piazza-Invrea-5-dopo-il-restauro-nel-1982.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5029\" title=\"Palazzo Squarciafico piazza Invrea 5 dopo il restauro nel 1982\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Squarciafico-piazza-Invrea-5-dopo-il-restauro-nel-1982.jpg\" alt=\"\" width=\"1531\" height=\"926\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Squarciafico-piazza-Invrea-5-dopo-il-restauro-nel-1982.jpg 1000w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Squarciafico-piazza-Invrea-5-dopo-il-restauro-nel-1982-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Squarciafico-piazza-Invrea-5-dopo-il-restauro-nel-1982-305x184.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1531px) 100vw, 1531px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5029\" class=\"wp-caption-text\"><em>Palazzo Squarciafico, dettaglio della facciata dopo il restauro del 1982.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Con la crisi economica del primo &#8216;600 e il crollo demografico seguito alla pestilenza del 1656-57, spiccano personalit\u00e0 pi\u00f9 isolate ma di grande valore come Domenico Piola, Lazzaro Tavarone, Gioacchino Assereto, Giovanni Andrea Ansaldo, Giovanni Battista Carlone e Valerio Castello. Associato al calo di commesse (ma non di qualit\u00e0), nonch\u00e9 alla carenza di personale dovuta, a detta delle fonti, alla pestilenza, \u00e8 l\u2019arrivo da Bologna degli abilissimi maestri detti \u201cquadratori\u201d o \u201cprospettici\u201d. Questi si occupano, oltrech\u00e9 di incorniciare le partiture figurate, di tutti gli elementi di architettura dipinta a <em>trompe l\u2019oeil<\/em> caratterizzanti le ricchissime decorazioni interne ed esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel convegno del 1982, la divisione di competenze tra \u201cfiguristi\u201d e \u201cprospettici\u201d fu interpretata come sintomo di decadenza della decorazione aulica su facciate, stante la presunta perdita di prestigio della decorazione stessa, ormai declassata a pratica artigianale. In realt\u00e0, a mio parere, il mutamento dell\u2019immagine pubblica dell\u2019aristocrazia aveva generato una maniera diversa di concepire la decorazione, che in quella fase vide attenuarsi la funzione celebrativa, promuovendo il decoro ad elemento qualificante del piacere estetico e privato dell\u2019abitare. Ne fanno fede i ricchissimi apparati decorativi interni dei numerosi palazzi e ville di questa seconda fase di splendore della pittura genovese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">All&#8217;indomani della terribile pestilenza del 1656-57, la Francia manifesta un rinnovato interesse per il porto di Genova, e nel 1684 la citt\u00e0 subisce un pesante bombardamento. Agli inizi del secolo XVIII, poi, la contrariet\u00e0 di Luigi XIV all\u2019alleanza tra Genova e la Spagna porta a un drastico ridimensionamento delle attivit\u00e0 creditizie che avevano fino a quel momento rimpinguato le casse cittadine. La maggiore attenzione all\u2019arredamento degli interni e l&#8217;evoluzione del gusto che, trascorso ormai oltre un secolo e mezzo dai tempi di Andrea Doria, predilige le facciate decorate a rilievo, determinano una svolta nella decorazione dipinta, che d&#8217;ora in poi e fino agli inizi del &#8216;900 si atterr\u00e0 ai modi dei quadraturisti. Il nuovo corso predilige l\u2019ornato e lo svincola dalle strutture e dai modelli classico-rinascimentali, in quel clima di libert\u00e0 e di naturalismo che vede l&#8217;eredit\u00e0 manierista evolvere per gradi nel barocco di matrice berniniana e, pi\u00f9 tardi, nelle fantasie rococ\u00f2.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5033\" aria-describedby=\"caption-attachment-5033\" style=\"width: 1427px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Francesco-de-Ferrari-oggi-Belinbau-facciata-fine-sec.XVIII_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5033\" title=\"Palazzo Francesco de Ferrari ( oggi Belinbau ) facciata fine sec.XVIII\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Francesco-de-Ferrari-oggi-Belinbau-facciata-fine-sec.XVIII_.jpg\" alt=\"\" width=\"1427\" height=\"985\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Francesco-de-Ferrari-oggi-Belinbau-facciata-fine-sec.XVIII_.jpg 991w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Francesco-de-Ferrari-oggi-Belinbau-facciata-fine-sec.XVIII_-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Palazzo-Francesco-de-Ferrari-oggi-Belinbau-facciata-fine-sec.XVIII_-305x210.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1427px) 100vw, 1427px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5033\" class=\"wp-caption-text\"><em>Palazzo Francesco de Ferrari (oggi Belinbau), fine sec. XVIII, facciata.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Il biografo settecentesco Carlo Giuseppe Ratti racconta della \u00ab[\u2026] capricciosa, e galante maniera, e non mai fino a quei tempi praticata, che introdussero sul finire dello scorso secolo i due valenti Prospettici bolognesi Pittori Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna, ebbe felice incontro, qual meritava: onde si sparse per tutta l\u2019Italia e non meno in Genova [\u2026]. Dopo di essi ce la praticarono gli Haffner: poscia alcuni nostri genovesi l\u2019abbracciarono [&#8230;]\u00bb (<em>Delle vite<\/em>, 1780). L\u2019attivit\u00e0 quadraturistica \u00e8 dunque prevalentemente affidata ai bolognesi (Tassi, Brozzi, Sighezzi, Aldrovandini) e perpetuata fino alla prima met\u00e0 dell\u2019800, adeguandola via via ai mutamenti stilistici. Nei casi di rifacimento, accorpamento o ampliamento di edifici, i modelli barocchi e rococ\u00f2 permangono accanto a quelli neoclassici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ulteriori novit\u00e0 si registrano nel corso del secolo XIX, allorch\u00e9 l\u2019aristocrazia cede il passo alla nuova borghesia mercantile. L\u2019afflato progressista del momento \u00e8 ben visibile anche in arte. Carlo Barabino \u00e8 l\u2019architetto che lascia un segno profondo e ancor oggi evidente, quasi tre secoli dopo dopo la rivoluzione urbanistica incarnata nel &#8216;500 da Alessi e dal Bergamasco. In piena et\u00e0 neoclassica, egli progetta numerosi edifici, tra cui il palazzo dell\u2019Accademia Ligustica e il Teatro Carlo Felice e, successivamente, un piano regolatore (1825) che intende ovviare all\u2019obsolescenza sia della viabilit\u00e0 cittadina, sia delle tipologie abitative concepite sino a quel momento per \u201cricchissimi\u201d o \u201cpoverissimi\u201d. Un&#8217;innovazione che riguarda direttamente i prospetti degli edifici consiste nell\u2019obbligo, per ragioni innanzitutto funzionali ed igieniche, di costruire unit\u00e0 separate da ampi spazi aperti, in contrapposizione al disordinato, secolare affastellamento del centro storico.<\/p>\n<dl id=\"attachment_5035\">\n<dt>\n<figure id=\"attachment_5039\" aria-describedby=\"caption-attachment-5039\" style=\"width: 1487px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/palazzina-Maria-via-Piaggio-31bis1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5039\" title=\"palazzina Maria via Piaggio 31bis\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/palazzina-Maria-via-Piaggio-31bis1-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1487\" height=\"1115\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/palazzina-Maria-via-Piaggio-31bis1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/palazzina-Maria-via-Piaggio-31bis1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/palazzina-Maria-via-Piaggio-31bis1-305x228.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1487px) 100vw, 1487px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5039\" class=\"wp-caption-text\"><em>Palazzina Maria Pia di via Piaggio 31, seconda met\u00e0 sec. XIX, dettaglio della facciata.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019antica idea di una funzione pubblica e privata della decorazione continua cos\u00ec a prosperare e ad aggiornarsi, mentre fiorisce il dibattito, documentato nelle riviste dell\u2019epoca (in particolare ne <em>Il Giornale dell\u2019Ingegnere, Architetto e Agronomo<\/em>, uscito negli anni 1850-60), sulla nuova architettura abitativa. Come si legge nell\u2019editoriale del primo numero della rivista, \u00abla scienza dell\u2019ingegnere, mentre appartiene alla sfera delle cose pratiche e positive, non deve scompagnarsi dalla feconda e libera fantasia indispensabile alla coltura dell\u2019ornamentale, onde il pubblico decoro pretende che le cose utili siano anche cose belle\u00bb. Va detto che, a quel tempo, gli architetti si formano ancora nelle Accademie di Belle Arti, e che proprio alla Ligustica di Genova studia Raffaele Pareto, direttore della rivista e redattore dell\u2019<em>Enciclopedia delle Arti e delle Industrie<\/em>.<\/dt>\n<\/dl>\n<figure id=\"attachment_5040\" aria-describedby=\"caption-attachment-5040\" style=\"width: 1417px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/villa-Via-Piaggio-36.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5040\" title=\"villa Via Piaggio 36\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/villa-Via-Piaggio-36-1024x616.jpg\" alt=\"\" width=\"1417\" height=\"852\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/villa-Via-Piaggio-36-1024x616.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/villa-Via-Piaggio-36-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/villa-Via-Piaggio-36-305x183.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1417px) 100vw, 1417px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5040\" class=\"wp-caption-text\"><em>Villa di via Piaggio 36, fine sec. XIX, dettaglio della facciata.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">La nuova classe sociale prende a modello le partiture decorative dei vecchi palazzi nobiliari d\u2019impianto michelangiolesco e manierista, che ancora una volta sottolineano e nobilitano la struttura interna in costante dialogo con l\u2019esterno, pur nella versione pi\u00f9 adatta alle disponibilit\u00e0 dei proprietari. Anche nelle tipologie pi\u00f9 semplici, destinate alla classe operaia (ad esempio a Sestri Ponente, presso i cantieri navali), \u00e8 sempre presente un basamento bugnato, con ordini di finestre che riprendono la suddivisione in piani nobili e ammezzati, anche se le altezze sono tutte uguali. In questi casi si pu\u00f2 affermare che la decorazione dipinta venga adottata quale soluzione pi\u00f9 economica, mentre per i pi\u00f9 abbienti vi \u00e8 pi\u00f9 ampia possibilit\u00e0 di scelta, e, tra otto e &#8216;900, si realizzano capolavori decorativi negli stili pi\u00f9 nuovi ed aggiornati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5043\" aria-describedby=\"caption-attachment-5043\" style=\"width: 1475px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-Copped\u00e8-corso-Firenze-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5043\" title=\"Condominio Copped\u00e8 corso Firenze 8\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-Copped\u00e8-corso-Firenze-8-1024x788.jpg\" alt=\"\" width=\"1475\" height=\"1135\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-Copped\u00e8-corso-Firenze-8-1024x788.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-Copped\u00e8-corso-Firenze-8-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-Copped\u00e8-corso-Firenze-8-305x234.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1475px) 100vw, 1475px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5043\" class=\"wp-caption-text\"><em>Condominio Copped\u00e9 di via Firenze 8, inizi sec. XX, dettaglio della decorazione plastica e pittorica.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">I fratelli Alfredo e Gino Copped\u00e8 progettano e decorano a Genova numerosi palazzi: ville-castelli in stile neo-gotico, liberty ed eclettico, rese possibili dai grandi investimenti delle famiglie pi\u00f9 facoltose. Le magistrali esecuzioni pittoriche che le abbelliscono testimoniano, ancora una volta, della qualit\u00e0 e della popolarit\u00e0 dei decoratori locali. A sua volta, l\u2019industria propone stucchi prestampati da applicare e, nel caso, nobilitare pittoricamente, ad esempio con la realizzazione di finti marmi. In numerosi progetti, spesso di concezione seriale, si opta per il prospetto principale decorato a rilievo, mentre gli altri lati sono trattati a finto stucco per ottenere il miglior rapporto costi-ricavi, spesso nell\u2019ambito di vere e proprie speculazioni. Interi quartieri residenziali stanno a testimoniare di quel periodo di grande espansione urbanistica che tra la fine dell\u2019800 e la prima guerra mondiale diede alloggio e decoro sociale a genovesi di ogni ceto, nonch\u00e9 agli emigranti che spesso, anzich\u00e9 imbarcarsi sui bastimenti per le Americhe, trovavano lavoro in citt\u00e0.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>Indicazioni bibliografiche: <\/em>AA.VV., <em><em>Genua Picta. Proposte per la scoperta e il recupero delle facciate dipinte<\/em><\/em><em>, c<\/em>atalogo della mostra, Genova, Commenda di Pr\u00e8, aprile-luglio 1982, Genova, Sagep, 1982; AA.VV., <em>ARKOS Speciale Genova: il restauro dei Palazzi dei Rolli<\/em>, suppl. al n. 7\/2004 di <em>ARKOS<\/em>, Firenze, Nardini, 2004; E. Gavazza-G. Rotondi (a cura di), <em>Genova nell'et\u00e0 barocca<\/em>, catalogo della mostra, Genova, Palazzo Spinola-Palazzo Reale, maggio-luglio 1992, Bologna, Nuova Alfa, 1992; M. Lab\u00f2 (a cura di), <em>I Palazzi di Genova di Pietro Paolo Rubens e altri scritti d\u2019architettura<\/em>, Genova, Tolozzi, 1970; L. Muller Profumo, <em>Le pietre parlanti. L'ornamento nell'architettura genovese 1450-1600<\/em>, Genova, Banca Carige, 1992; G. Rotondi-F. Simonetti (a cura di), <em>Facciate Dipinte. Conservazione e restauro<\/em>, atti del convegno, Genova 15-17 aprile 1982, Genova, Sagep, 1984.\n\n<em>In alto: Sebastiano del Piombo, Ritratto di Andrea Doria (particolare), 1526, olio su tavola, cm. 153 x 107, Roma, Galleria Doria Pamphili. Sotto: Condominio di via Salvago 6, 1916, dettaglio della decorazione plastica e pittorica.\n<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-via-Salvago-6-1916-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Condominio via Salvago 6 - 1916-\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Condominio-via-Salvago-6-1916--730x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1474\" height=\"2068\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una passeggiata mai interrotta \u2022 di Beatrice Giannoni<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=5019\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Cinque secoli di \u201cGenua Picta\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5047,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":660},"categories":[554,53],"tags":[295,294,341,342,343],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5019"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5019"}],"version-history":[{"count":52,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19057,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5019\/revisions\/19057"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}