{"id":4799,"date":"2015-05-05T14:28:38","date_gmt":"2015-05-05T14:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4799"},"modified":"2023-05-08T12:37:33","modified_gmt":"2023-05-08T12:37:33","slug":"arcaico-o-arcano-captare-i-segnali-della-decorazione-geometrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4799","title":{"rendered":"Arcaico o arcano? Captare i segnali della decorazione geometrica"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts4799&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Quando nascono le tecniche artistiche? Che forme si danno, iconiche o aniconiche? Vengono prima queste o quelle? Il brano del libro dello studioso ed ecclesiastico seicentesco Giovanni Ciampini riprodotto in questo numero di FD <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong>, esemplifica molto bene la logica con cui la storia dell&#8217;arte di tutte le epoche indaga il tema delle origini: da un lato cercando di risalire sempre pi\u00f9 indietro nella ricerca delle fonti e delle testimonianze; dall&#8217;altro interpretando queste stesse fonti e testimonianze, com&#8217;\u00e8 inevitabile che sia, con un occhio di riguardo per l&#8217;oggi, per la propria situazione contingente. In questo doppio movimento, e nei corti circuiti che si innescano fra passato e presente, stanno le motivazioni che spingono gli storici a scegliere l&#8217;una o l&#8217;altra domanda, a preferire questa o quella risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel suo discorso sulle origini del mosaico, Ciampini si sofferma sulle due tecniche dell&#8217;<em>opus tessellatum<\/em> e dell&#8217;<em>opus sectile<\/em>, che rispetto ad un mosaico \u201cnormale\u201d, a minuscole tessere di forma cubica o parallelepipeda, comportano l&#8217;uso di elementi pi\u00f9 grandi, di forma variabile, o associati in funzione degli spazi che devono occupare nella composizione. E&#8217; su questa variabilit\u00e0 delle pezzature, su queste grossolanit\u00e0 e anomalie del procedimento tecnico, che l&#8217;autore fonda la sua convinzione che <em>tessellatum<\/em> e <em>sectile<\/em> siano le due forme pi\u00f9 arcaiche di mosaico, quelle le cui origini si perdono nella notte dei tempi: \u00abSi pu\u00f2 dunque ragionevolmente supporre che gli antichi abbiano inventato il vero e proprio mosaico dopo il <em>tessellatum<\/em> e il <em>sectile<\/em>: giacch\u00e9 \u00e8 destino di ogni arte, quale essa sia, assurgere ai pi\u00f9 alti fasti muovendo da origini umilissime\u00bb <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il ragionamento di Ciampini \u00e8 corretto, formulato com&#8217;\u00e8 da un uomo abituato a confrontarsi, nelle sue frequenti ispezioni dell&#8217;immenso patrimonio romano, paleocristiano e medievale sparso nei territori dello Stato della Chiesa, con i reperti di un&#8217;antichit\u00e0 vera e concreta: insomma un degno contemporaneo di Athanasius Kircher, ma anche di Cartesio e di Spinoza. E tuttavia, nel momento in cui la tecnica e l&#8217;arte del mosaico chiamano in causa la tecnica e l&#8217;arte della decorazione (e non \u00e8 detto che le due cose debbano sempre coincidere), alcuni \u201cdistinguo\u201d sono utili per capire ci\u00f2 di cui Ciampini sta parlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se parliamo di <em>opus sectile<\/em>, la sua connotazione arcaizzante \u00e8 fuor di dubbio. Si tratta di un modo semplificante, al tempo stesso schematico e vivacemente espressivo, di fare mosaico. I vari segmenti marmorei vengono sagomati uno ad uno, l&#8217;uno in funzione dell&#8217;altro, procedendo per accostamenti e congiungimenti che via via fanno risaltare al meglio quella macchia cromatica, quell&#8217;andamento lineare, esaltandosi nella bidimensionalit\u00e0 e riconducendo tutto ad essa. E tanto pi\u00f9 quando si ha a che fare con elementi narrativi, spaziali, paesistici, propri di una figurazione di tipo naturalistico. In condizioni storiche molto mutate rispetto all&#8217;antichit\u00e0 greca e romana, \u00e8 di fatto ancora <em>opus sectile<\/em> il modo in cui molto mosaico novecentesco riunisce, a formare <em>textures<\/em> ora iconiche ora aniconiche, materiali eterogenei come frammenti litici, smalti, vetri, ceramiche. Su tutti i possibili esempi spicca, per il livello inventivo altissimo e pressoch\u00e9 irripetibile, il <em>trencad<\/em><em>\u00ed<\/em><em>s<\/em> di derivazione moresca con cui Antoni Gaud\u00ec fece incrostare ampie porzioni delle sua creazioni architettoniche a Barcellona, dal Parco G\u00fcell alle case Mil\u00e0 e Batll\u00f3 alla Sagrada Familia.<\/p>\n<figure style=\"width: 1512px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/681540204_1323ecc5c3_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"681540204_1323ecc5c3_o\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/681540204_1323ecc5c3_o-1024x680.jpg\" alt=\"\" width=\"1512\" height=\"1004\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Dettaglio della decorazione a trencadis pensata da Antoni Gaud\u00ec per il Parc G\u00fcell di Barcellona.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma se veniamo all&#8217;<em>opus tessellatum<\/em>, ci accorgiamo subito che le variabilit\u00e0 e anomalie tecniche di cui si diceva all&#8217;inizio, in questo caso sono pi\u00f9 apparenti che reali, anzi, non sono affatto. Quando si \u00e8 in presenza di forme geometriche stabili come quelle che lo stesso Ciampini elenca quando parla di \u00ab[&#8230;] quadrato, di rettangolo, di triangolo, di sezione di cono o di sfera o invece circolare, di pentagono, di esagono, di ottagono e di altre figure geometriche [&#8230;]\u00bb <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23293\u232a<\/span><\/strong>, \u00e8 evidente che si deve presupporre l&#8217;esistenza di una griglia geometrica regolare in cui tali forme possano iscriversi e interagire. Altrimenti le forme suddette non potrebbero mai \u201ctassellare\u201d (cio\u00e8 ricoprire completamente, senza lasciare spazi vuoti) lo spazio su cui si adagiano. Ed \u00e8 altrettanto evidente che qualunque accadimento intervenga nella forma o nel colore dei tasselli, non si tratter\u00e0 di cosa accidentale o imprevista, ma di un effetto accuratamente programmato e distribuito su tutta l&#8217;estensione della griglia, in tutte le spire, gli intrecci e i diversivi che essa contiene. Che poi ciascun effetto possa sembrare in certa misura inspiegabile, strano, sorprendente, non sar\u00e0 un frutto del caso, ma semmai della suprema abilit\u00e0 e capacit\u00e0 di dissimulazione di chi ha ideato il tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ora, quando si richiedono capacit\u00e0 di questo genere, quando si ricercano simili effetti dovendone prevedere e quantificare le ricadute sull&#8217;intera griglia, non \u00e8 la tecnica musiva in quanto tale ad essere chiamata in causa, anche se \u00e8 ovvio che il mosaicista chiamato a eseguire un disegno con quelle caratteristiche dovr\u00e0 essere tecnicamente molto ferrato. Ad essere chiamata in causa \u00e8 invece la tecnica compositiva, quella cio\u00e8 che attiene al disegno decorativo, al pattern fatto di linee che si intersecano formando angoli regolari, figure dritte e rovesciate, scambi sistematici tra figura e sfondo, pieno e vuoto. Senza avere il controllo, intellettuale prima che esecutivo, di questo palinsesto geometrico, non si va lontano. Che poi entrambe le competenze, intellettuale da un lato ed esecutiva dall&#8217;altro, possano coesistere in una sola figura, non \u00e8 da escludere: e allora si tratter\u00e0 certamente di un Maestro, nell&#8217;accezione che la parola riveste quando arte ed artigianato sono dimensioni davvero interconnesse.<\/p>\n<figure style=\"width: 1526px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/roma-santi-quattro-coronati-navata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"roma-santi-quattro-coronati-navata\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/roma-santi-quattro-coronati-navata.jpg\" alt=\"\" width=\"1526\" height=\"1006\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Mosaico pavimentale con motivo a quinconce, sec. XIII, Chiesa dei Santi Quattro Coronati, Roma.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Solo presupponendo processi inventivi raffinatissimi, tutt&#8217;altro che primitivi, possono nascere opere come gli spettacolari quinconce cosmateschi (sec. XIII) degli ambienti contigui di San Silvestro e dei Santi Quattro Coronati a Roma, citati con ammirazione dallo stesso Ciampini. E colpisce il fatto che egli li menzioni l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, senza darsi la pena di rilevare la minima differenza esecutiva o di conservazione. Non sar\u00e0 il segno che, anche per lui, il motivo pi\u00f9 profondo di ammirazione consiste non tanto nella qualit\u00e0 tecnico-esecutiva dei due pavimenti, quanto nella comune, sublime composizione geometrica che entrambi hanno alle spalle? Insomma, pi\u00f9 che \u201carcaici\u201d questi capolavori di <em>tessellatum<\/em> risultano \u201carcani\u201d, potentemente misteriosi. Ed ecco che Ciampini si guarda bene dall&#8217;entrare nel merito della tecnica con la quale sono stati disegnati, interessandosi esclusivamente alla tecnica con la quale sono stati messi in opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Naturalmente, in questa rimozione Ciampini non \u00e8 solo. Egli ha dalla sua un dato storico che, gi\u00e0 dai tempi di Giorgio Vasari, sembra inoppugnabile: l&#8217;arte moderna ed evoluta \u00e8 naturalistica, deputata cio\u00e8 a riprodurre brani di realt\u00e0 recitati da attori in carne ed ossa e in scenari abitabili. Essa si attiene al fondamentale precetto oraziano ed umanistico dell&#8217;<em>ut pictura poesis<\/em>, cio\u00e8 dell&#8217;affratellamento tra pittura e letteratura, nel comune intento di raccontare vicende che si svolgono nel tempo e nello spazio. Ne consegue che tutto ci\u00f2 che non si conforma al criterio naturalistico-mimetico \u00e8 da considerarsi una preparazione, una premessa ancora acerba, oppure una sopravvivenza ambigua, marginale. L&#8217;immagine non-figurativa appartiene all&#8217;infanzia dell&#8217;umanit\u00e0, e il sopravvenire dell&#8217;et\u00e0 adulta la fa apparire giocoforza superata, come i giochi del bambino appaiono ingenui di fronte alla seriosit\u00e0 delle occupazioni dell&#8217;et\u00e0 matura.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In questo clima culturale, il lavoro sulle geometrie e sull&#8217;ordine potr\u00e0 essere considerato al pi\u00f9 un esercizio di <em>routine<\/em>. L&#8217;arte pi\u00f9 profonda e apportatrice di valori consiste semmai nel saper produrre rappresentazioni conformi al vero, \u201cverosimiglianti\u201d appunto. Ma i capolavori celati nei pavimenti, nei tappeti, negli arazzi, nelle suppellettili, continueranno a inviare il proprio segnale. Per quanto distorto esso possa giungere e per quanto difficoltosa possa risultarne la decodificazione.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong> Vedi, su questa stessa rivista, G. Ciampini, Opus tessellatum e opus sectile, 5 maggio 2015 (http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4823).\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong> Cos\u00ec recita il testo originale latino: \u00abMusiva itaque opera ab antiqui post <em>tessellatum<\/em>, ac <em>sectile<\/em> adinventa fuisse, non improbabili coniectura argui potest: ea siquidem esse solent artium quarumlibet fata, ut ab humillimo principio ad summum fastigium attollantur\u00bb.\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23293\u232a<\/span><\/strong> Il testo originale latino: \u00ab[...] Quadrilateri, Trianguli, Sectionis conicae, Sphericae, sive circularis, Pentagoni, Hexagoni, Octagoni, &amp; aliarum geometricarum figurarum [...]\u00bb.\n\n<em>In alto: p<em>articolare di mosaico pavimentale, sec. I d.C, Terme del Foro, Ercolano.<\/em> Sotto: Mosaico pavimentale romano, sec. I d.C., Reggio Emilia, Civici Musei.<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/re_mosaico4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"re_mosaico4\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/re_mosaico4.jpg\" alt=\"\" width=\"1542\" height=\"1542\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno storico dell&#8217;arte seicentesco alle prese coi segreti del mosaico \u2022 Enrico Maria Davoli<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4799\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Arcaico o arcano? 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