{"id":4596,"date":"2015-02-28T13:35:13","date_gmt":"2015-02-28T13:35:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4596"},"modified":"2023-05-08T12:25:36","modified_gmt":"2023-05-08T12:25:36","slug":"il-pavimento-della-basilica-di-san-marco-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4596","title":{"rendered":"Il pavimento della basilica di San Marco a Venezia"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts4596&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><h6 style=\"text-align: left;\">Il perch\u00e9 di una ricerca<\/h6>\n<p style=\"text-align: left;\">Ci sono opere d\u2019arte, come il Partenone o la Cappella Sistina, che per la loro pregnanza culturale sono state elevate a simbolo di intere civilt\u00e0. Il pavimento della Basilica di San Marco a Venezia dovrebbe essere annoverato fra queste, ma cos\u00ec paradossalmente non \u00e8. La sua complessit\u00e0 ha sempre colpito i visitatori, ma l\u2019impossibilit\u00e0 di coglierne il disegno d\u2019insieme a causa dell\u2019enorme estensione orizzontale e del buio dell\u2019ambiente, hanno fatto s\u00ec che l\u2019attenzione si sia poi spostata sempre verso l\u2019aurea copertura. Eppure \u00e8 nei motivi del pavimento, non nelle stralunate figure del soffitto che si nasconde l\u2019essenza di una intera civilt\u00e0, da noi liquidata superficialmente come \u201cmedioevale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Suppergi\u00f9 questi erano i pensieri di un giovane studente al primo anno del Liceo Artistico, che in un nebbioso mattino di un lontano novembre del 1976 si stava recando alla basilica marciana, munito di blocco e penna comprati per l\u2019occasione e determinato a cogliere l\u2019essenza di tali motivi. La mezz\u2019ora che segui, perch\u00e9 tanto bast\u00f2, \u00e8 ancora ricordata da un esperto ornatista come la pi\u00f9 cocente frustrazione giovanile. Non che fosse difficile copiare quei motivi &#8211; in fondo si trattava di quadratini &#8211; ma pi\u00f9 ci si intestardiva a capirne la legge compositiva, pi\u00f9 il mistero si faceva fitto. Il destino, spesso cinico e baro, concede a volte una seconda opportunit\u00e0, e una recente pubblicazione a pi\u00f9 voci, voluta dalla Procuratoria e dedicata al restauro del pavimento marciano, <em>Il manto di pietra della basilica di San Marco a Venezia<\/em>, fornisce il pretesto per raccogliere nuovamente la sfida <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong>. Su tale traccia tentiamo perci\u00f2 una nuova ricognizione sui motivi ornatistici del pavimento di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oltre alla questione personale, a muoverci in questa impresa \u00e8 anche la presa d\u2019atto della totale incomprensione, da parte dei contemporanei, proprio dell\u2019essenza di tali motivi. Incomprensione ben testimoniata dalla mancanza di un saggio specifico all\u2019interno del libro di cui sopra, pur in presenza di interventi notevoli su altri aspetti della questione. Monumentale \u00e8 la relazione del geologo Lorenzo Lazzarini sui marmi impiegati; esaustiva \u00e8 l\u2019esplicazione delle simbologie presenti nel disegno generale, ad opera di Raffaele Paier. In verit\u00e0 vi \u00e8 anche il tentativo di dare conto dell&#8217;aspetto compositivo, ma la figura coinvolta, il matematico Michele Emmer, non avendo competenze ornatistiche, non va oltre semplici frasi fatte e luoghi comuni. Stupisce in questo caso che la decodifica non sia stata affidata ad un ornatista specializzato e che, pur cogliendosi l&#8217;essenza geometrica dei motivi, si sia pensato che la loro chiave interpretativa andasse individuata nella matematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/CIMG7120.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"CIMG7120\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/CIMG7120.jpg\" alt=\"\" width=\"1568\" height=\"882\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Premesso questo, per avviare la nostra ricerca dobbiamo innanzi tutto chiederci se i singoli disegni corrispondano ancora a quelli originali. Fatta eccezione per alcune parti palesemente rifatte, la risposta sembrerebbe affermativa. Lazzarini ci avverte per\u00f2 che, sebbene gli storici non nutrano dubbi sul mantenimento del disegno originario, si stima che circa l\u2019ottanta per cento dei marmi siano stati sostituiti nei secoli. In primo luogo, ci\u00f2 ha determinato una variazione dei colori dovuta alla difficolt\u00e0 di reperire i marmi originari; in secondo luogo, l\u2019operazione di sostituzione (che implica sempre un allargamento delle connessure) ha generato un complessivo effetto \u201csgranato\u201d su motivi che si supponevano perfettamente connessi in origine, alterandone in parte anche le proporzioni. Si pu\u00f2 quindi affermare che a noi oggi \u00e8 dato cogliere appieno solo la capacit\u00e0 inventiva dei maestri di San Marco, mentre la loro sensibilit\u00e0 estetica e cromatica ci sfugge in gran parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il passo successivo \u00e8 capire <em>chi<\/em>&nbsp; ha fatto <em>cosa<\/em>. Della fabbrica marciana si sa ben poco, ma si stima che la realizzazione del pavimento sia anteriore al 1070. Per analogia con la cantieristica delle cattedrali successive, possiamo ipotizzare l\u2019esistenza di un Proto, cio\u00e8 un architetto capo responsabile della progettazione d&#8217;insieme, da cui dipendevano i capimastri governanti le diverse filiere dei vari settori costruttivi. Su questa base, la stupefacente complessit\u00e0 dei singoli motivi pavimentali porta a immaginare il loro autore come figura diversa non solo dal Proto e dai maestri mosaicisti delle figurazioni delle volte, ma probabilmente anche dagli esecutori materiali del taglio e della posa dei pezzi stessi. Fa supporre cio\u00e8, per dirla in termini moderni, una sorta di \u201cufficio tecnico\u201d specializzato nella progettazione dei disegni e nello sviluppo della conseguente, notevole mole di ausili esecutivi, ossia dime, maschere di taglio, piani di posa, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/400_F_41845291_ABlta28pHY5pYgaTnDc7McAOaWrGqEvr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"400_F_41845291_ABlta28pHY5pYgaTnDc7McAOaWrGqEvr\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/400_F_41845291_ABlta28pHY5pYgaTnDc7McAOaWrGqEvr.jpg\" alt=\"\" width=\"1591\" height=\"1086\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il mito romantico vorrebbe farci immaginare un solitario Maestro di San Marco inginocchiato sul buio pavimento a comporre un mosaico gi\u00e0 tutto chiaro nella sua mente. Nella realt\u00e0, invece, \u00e8 lecito supporre che i motivi pi\u00f9 complessi siano stati ideati da diversi maestri e forse in epoche diverse (cos\u00ec come le varie linee logiche seguite potrebbero suggerire), successivamente composti in un laboratorio attrezzato, infine messi in opera incollati su tela o, come si suppone per i pavimenti romani, su lastre di gesso poi rimosse. Alcuni allineamenti sospetti nel rivestimento aureo portano a supporre che lo steso metodo indiretto fosse usato anche per i mosaici delle volte. Rimane il dubbio su chi possa aver ideato il piano complessivo del pavimento, le cui simbologie sono ben descritte da Raffaele Paier. Facolt\u00e0, questa, pertinente sicuramente al Proto, ma ascrivibile anche a un Maestro pavimentista, come pure ad un terza figura, anche se ai fini della nostra ricerca tale questione \u00e8 marginale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Data l\u2019immensit\u00e0 del campo di indagine, in questa prima ricognizione \u00e8 necessario focalizzare l\u2019analisi su un oggetto ben preciso, per evitare di perdersi. Abbiamo perci\u00f2 ignorato le stupefacenti <em>rotae <\/em>perch\u00e9 necessitano di una indagine <em>ad hoc<\/em>, che ci riserviamo di fare in seguito. Abbiamo anche ignorato i motivi fitomorfi e zoomorfi, perch\u00e9, come i precedenti, pertinenti ad un\u2019altra linea di ricerca. Il nostro interesse si \u00e8 perci\u00f2 focalizzato solo sull\u2019individuazione dei pattern specificatamente progettati per i motivi di riempimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Abbiamo puntato cio\u00e8 a individuare l\u2019unitaria legge compositiva a monte dei vari motivi ottenuti, a valle, con la semplice modifica dei colori dei marmi (per esempio, il quadrato affiancato al rombo ricorre con vari colori in tutto il pavimento, ma il pattern \u00e8 il medesimo), ignorando, salvo casi eccezionali, sia i motivi ottenuti solo con la modifica in positivo-negativo del colore dei marmi, sia quelli ottenuti solo con la giustapposizione delle loro venature (\u00e8 il caso dell\u2019immenso \u201cmare\u201d centrale). Nella ricerca di ciascun pattern, cio\u00e8 dell\u2019insieme dei segni necessari a comporre il motivo, probabilmente si \u00e8 fatta una forzatura, perch\u00e9, trattandosi di tasselli musivi, \u00e8 probabile che il punto di partenza progettuale fosse la griglia e non il singolo modulo. Abbiamo tuttavia ritenuto che una nozione concettualmente moderna come quella di \u201cpattern\u201d, fosse comunque utile a decifrare le singole logiche compositive. <em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<h6 style=\"text-align: left;\">Sacre geometrie<\/h6>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo aver definito il campo della nostra ricognizione sui motivi ornatistici del pavimento della Basilica di San Marco, cerchiamo di dare conto, nei limiti consentiti in questa sede, di cosa tale ricerca abbia fin qui prodotto. Colpisce innanzi tutto la quantit\u00e0 dei pattern: allo stato abbiamo schedato centosette pattern originari <strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong>. Quindi i motivi da essi generati sono molti di pi\u00f9, ma ad interessarci non \u00e8 la loro precisa rendicontazione, bens\u00ec le strutture ornatistiche ad essi sottese. Gi\u00e0 da questa prima schedatura, infatti, risulta che i pattern insistono su alcune linee compositive generali, linee che cercheremo ora di esplicare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La maggior parte di essi nasce dal canonico modulo quadrato ed insiste su composizioni triangolari &#8211; tipiche di quella fase storica &#8211; risultanti dalle divisioni interne di tale modulo. Tuttavia, dire questo \u00e8 come dichiarare che Michelangelo, per scolpire la <em>Piet\u00e0<\/em>, ha preso a modello la figura umana: l\u2019affermazione \u00e8 vera, ma non rende minimamente il senso delle difficolt\u00e0 affrontate. Confrontare il motivo finale col pattern necessario a comporlo e tale pattern con il modulo quadrato iniziale, ricostruendo la successione logica delle scelte fatte dall&#8217;anonimo artista, genera spesso un senso di vertigine per l\u2019inusitata invenzione che si ha di fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sono esemplari in tal senso i casi in cui il quadrato viene espanso fino a formare un comodo ottagono irregolare, ottenuto ribaltandone le divisioni interne. Su questa base pseudo-ottagonale sono stati costruiti il maggior numero di motivi presenti come riempimento, motivi che potremmo definire \u201ca ottagoni intrecciati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/h.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"h\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/h.jpg\" alt=\"\" width=\"1547\" height=\"969\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019ottagono \u00e8 per\u00f2 presente anche in forma regolare: in questa chiave, spicca il caso della rilettura del precedente motivo intrecciato, con il risultato di conferire al tutto una maggiore eleganza proporzionale. Superlativi sono inoltre i motivi ottenuti con l\u2019inserimento di triangoli equilateri nell\u2019ottagono regolare. Il modulo quadrato \u00e8 comunque, per cos\u00ec dire, il \u201cmarchio di fabbrica\u201d distintivo delle invenzioni marciane, canonico nella sua essenza e declinato in innumerevoli casi diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il triangolo equilatero, spesso reperibile come figura di completamento, si presenta anche come modulo-base generante la caratteristica griglia \u201ca diamante\u201d consistente in due triangoli equilateri affiancati. In alcuni casi essa serve a comporre effetti <em>trompe l\u2019oeil <\/em>prospettici, seguendo le variazioni possibili sul percorso dei moduli quadrati. In altri casi, genera caratteristici motivi a esagoni affiancati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Hanno invece destato la nostra curiosit\u00e0 due specifici motivi esagonali, anomali rispetto al contesto e arabeggianti nel loro effetto finale. Seppur complessi, questi motivi sono stati affrontati alla maniera romana, cio\u00e8 usando il triangolo equilatero come griglia e non come spunto per ottenere un intreccio a forma stellare, a differenza, per esempio, di quanto si pu\u00f2 osservare nel disegno del pavimento del Battistero di Pisa (edificio pi\u00f9 tardo di circa un secolo, essendo stato iniziato dall&#8217;architetto Diotisalvi intorno al 1150), nel quale il pattern dell\u2019intreccio d\u2019insieme nasce appunto da una complessa successione di stelle esagonali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CIMG7121.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"CIMG7121\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CIMG7121-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1567\" height=\"881\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma se per il Maestro di Pisa \u00e8 ipotizzabile una conoscenza diretta della coeva arte islamica, per quello di San Marco si potrebbe pensare piuttosto ad una suggestione indiretta, tradotta poi con gli strumenti culturali e tecnici a lui propri, di prevalente derivazione romano-bizantina. Ulteriori confronti fra i due pavimenti, quello pisano e quello veneziano, sarebbero molto interessanti, ma ci porterebbero lontano rispetto ai fini di questa ricerca. Oltre a questi due grandi gruppi di pattern, ve ne \u00e8 un terzo, quantitativamente ridotto ma qualitativamente significativo, classificabile come \u201crepertorio tardo romano\u201d, riletto per\u00f2 in termini fortemente innovativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Passando dall\u2019analisi strutturale a quella estetica, occorrer\u00e0 gettare uno sguardo d\u2019insieme sui motivi fin qui passati in rassegna; motivi che, essendo spesso accomunati dallo stesso pattern strutturale, si possono suddividere e raggruppare per nuclei omogenei solo a grandi linee.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un primo consistente gruppo di motivi si sviluppa a partire dalla dialettica positivo-negativo, cio\u00e8 usando come pattern quattro moduli quadrati alternati. Affine a questo gruppo, vi \u00e8 il gruppo di motivi sviluppantisi sul \u201cdiamante\u201d equilatero. Molto diffuso ed esteso \u00e8 il gruppo di motivi a ottagoni intrecciati. Trasversale a tutte queste famiglie (approssimativamente un terzo dei pattern complessivamente schedati) \u00e8 invece il nutrito gruppo di motivi <em>trompe l\u2019oeil<\/em> ottenuti sfruttando a fondo le possibilit\u00e0 cromatiche e compositive dei rispettivi moduli di partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Altro gruppo per cos\u00ec dire \u201ctrasversale\u201d, \u00e8 quello costituito dai motivi a scacchiera a quadrati bianchi e neri. In essi la scacchiera viene per\u00f2 usata non con valenze simboliche, come avviene ad esempio nel pavimento del Duomo di Otranto, ma solo per le sue qualit\u00e0 estetiche: cio\u00e8 per alleggerire e variare le campiture quadrate comuni a molti e diversi motivi. I tasselli vengono infatti sempre usati in numero dispari, raccordando il nero o il bianco dei vari settori al fine di ottenere una congruit\u00e0 compositiva. Inutile dunque cercare la canonica sequenza di otto tasselli &#8211; quattro bianchi e quattro neri &#8211; che caratterizza il lato della classica scacchiera composta di sessantaquattro tasselli: come tutti gli altri numeri pari, esso \u00e8 del tutto assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/ed482fec9b8748ee45d91f1f007dbb24.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"ed482fec9b8748ee45d91f1f007dbb24\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/ed482fec9b8748ee45d91f1f007dbb24.jpg\" alt=\"\" width=\"1579\" height=\"1184\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I motivi di diretta derivazione tardo-romana, seppur numericamente esigui, meritano un commento a parte. Anche qui le meraviglie non mancano. Spettacolare \u00e8 la rilettura del caratteristico motivo romano a tre semicirconferenze, una grande e due piccole inscritte, qui usato in file affiancate, invertite e raccordate in modo da ottenere un\u2019onda continua. Stupefacenti sono le variazioni sul tema della classica tassellatura a quadrati e triangoli equilateri (il motivo \u00e8 quello a quadrati inclinati e losanghe). Originale \u00e8 la ripresa del motivo a coda di pavone (si tratta del disegno a \u201cconchiglie\u201d caratteristico delle pavimentazioni in porfido), rivisitato tramite semicirconferenze bianche separate da riempimenti neri ottenuti con tasselli interi e non con cubetti separati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A questa famiglia si possono ascrivere anche due enigmatici motivi evidentemente derivati dal precedente, il cui pattern ci ha dato molto filo da torcere. Vi sono poi, affini a questi, alcuni motivi \u201cfantasia\u201d avulsi dalla tradizione canonica. Fra questi ne spicca uno particolarmente curioso, costituito da cerchi divisi in dieci settori, con colori alternati secondo lo schema positivo-negativo. Vi sono anche numerosi motivi a losanghe ottenute con tutti i procedimenti consentiti dai moduli-base, e cio\u00e8: diagonali del quadrato e triangoli equilateri affiancati. Si basano sulle losanghe anche alcuni motivi a zig-zag ad esse assimilabili. Vanno infine segnalati alcuni motivi, esigui per numero ed estensione ma presenti in pi\u00f9 punti, a cerchi intrecciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo, allo stato, \u00e8 quanto possiamo affermare sullo specifico delle strutture compositive dei motivi del pavimento marciano, ma la ricerca \u00e8 lungi dall\u2019essere conclusa. Sul piano estetico, si pu\u00f2 affermare che l\u2019insieme \u00e8 sicuramente di matrice tardo-romana, ma il risultato va molto oltre i limiti che una simile etichetta lascerebbe supporre, anche in rapporto al gi\u00e0 citato esempio del pavimento del battistero di Pisa. Ma qualcosa in questo senso potremmo dire solo una volta superata la profonda sindrome di Stendhal che ora ci affligge.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a<\/span><\/strong> E. Vio (a cura di), <em>Il manto di pietra della basilica di San Marco a Venezia. Storia, restauri, geometrie del pavimento<\/em>, Venezia, Cicero, 2012. Il volume fa parte della collana \u201cQuaderni speciali della Procuratoria\u201d e contiene saggi di Ettore Vio, Luigi Fragonese-Carlo Monti, Lorenzo Lazzarini, Michele Emmer, Raffaele Paier.\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong> Per la definizione, qui basilare, dei concetti di \u201cmodulo\u201d, \u201cpattern\u201d e \u201cmotivo\u201d e le relative distinzioni interne, si veda il nostro contributo gi\u00e0 pubblicato su questa stessa rivista: M. Lazzarato, <em>Modulo, pattern, motivo<\/em>, in <em>Fare Decorazione<\/em>, n. 6, novembre-dicembre 2012.\n\n<em>In alto: Planimetria tattile della Basilica di San Marco (particolare). Sopra e sotto: Particolari di mosaici pavimentali con motivi geometrici, sec XI, Venezia, Basilica di San Marco.<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/4465927016_57ab76b3b7_z.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"4465927016_57ab76b3b7_z\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/4465927016_57ab76b3b7_z.jpg\" alt=\"\" width=\"1623\" height=\"1623\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tesoro da scoprire ed esplorare \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4596\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Il pavimento della basilica di San Marco a Venezia<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4675,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":1534},"categories":[554,478],"tags":[298,10,75,299],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4596"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4596"}],"version-history":[{"count":44,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4596\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19050,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4596\/revisions\/19050"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}