{"id":4584,"date":"2015-02-28T12:43:51","date_gmt":"2015-02-28T12:43:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4584"},"modified":"2022-12-05T11:32:14","modified_gmt":"2022-12-05T11:32:14","slug":"enrico-maria-davoli-intervista-a-beatrice-giannoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4584","title":{"rendered":"Intervista a Beatrice Giannoni"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts4584&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><pre style=\"text-align: left;\"><em>Beatrice Giannoni \u00e8 decoratrice e ceramista, con una vasta esperienza di tecniche pittoriche, grafiche e plastiche. Da un triennio \u00e8 docente di Decorazione e Disegno per la Decorazione presso l'Accademia Ligustica di Genova. Il suo impegno artistico e didattico si \u00e8 andato concretizzando nello studio e nella riproposizione della tradizione locale nel campo della decorazione murale con motivi architettonici, che da secoli abbellisce gli edifici del capoluogo e di tanti altri centri storici liguri. Una tradizione particolarmente rinomata nei palazzi dell'aristocrazia mercantile, ma che nel suo divenire storico ha dato luogo ad una vasta gamma di soluzioni adatte a tutti i contesti urbanistici, sociali ed economici, a partire dall'et\u00e0 rinascimentale fino all'edilizia residenziale e agli esercizi commerciali della prima met\u00e0 del '900. I positivi riscontri del lavoro svolto fin qui sono un motivo in pi\u00f9 per rievocare insieme a Beatrice Giannoni il suo percorso professionale. La posta in gioco \u00e8 il rilancio di un sapere artistico che, fino a pochi anni fa, rischiava di andare del tutto perduto. <\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Quali sono state le tappe fondamentali della sua formazione artistica e culturale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo la maturit\u00e0 presso il Liceo Artistico \u201cBarabino\u201d di Genova, optai per l&#8217;Accademia Ligustica, diplomandomi nel 1989 in pittura con Mario Chianese. Pochi mesi dopo ero al lavoro con l&#8217;impresa di decorazione murale fondata da Adriano Rubbioli, un pioniere nel recupero della tradizione locale. In seguito iniziai l&#8217;attivit\u00e0 in proprio, avvicinandomi al contesto ligure-piemontese attraverso la collaborazione con la ditta Gazzana Restauri di Acqui Terme (AL). Credo che la formazione liceale a forte caratterizzazione architettonica e prospettica, il magistero di Chianese (sia nei valori espressivi dei maestri dell&#8217;otto-novecento, sia nella preparazione artigianale di supporti e colori), l\u2019apporto di docenti della Ligustica quali Ruggero Pierantoni (Percezione visiva e teoria della forma) e Paolo Bensi (Tecniche e materiali), mi abbiano fortemente sensibilizzata allo studio e al recupero delle tecniche antiche. Connaturata a questo tipo di approccio \u00e8 la consapevolezza di essere, prima ancora che artisti, allievi ed artigiani cui si richiede una buona dose di umilt\u00e0. Fu cos\u00ec che, con alle spalle otto anni di lavoro nel campo della decorazione e del restauro, mi spostai a Faenza per imparare l&#8217;arte della ceramica, che da un quindicennio \u00e8 l&#8217;altro mio medium espressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Com&#8217;\u00e8 strutturato il corso di Decorazione dell&#8217;Accademia Ligustica, e come si articola il suo insegnamento?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Come in ogni Accademia di Belle Arti, il corso consta di un Triennio comune e di un Biennio specialistico, didatticamente coordinati. Luigi Fontana ed io siamo i docenti di indirizzo per il Triennio, Silvana Ghigino lo \u00e8 per il Biennio. Le lezioni hanno carattere prevalentemente laboratoriale. Si inizia dal disegno con esercitazioni di prospettiva, composizione e studio degli elementi degli Ordini architettonici, per giungere alla riproduzione, dapprima di elementi geometrici, poi, via via, di tutto ci\u00f2 che, come avviene nelle decorazioni a rilievo, aggetta dal piano del prospetto (bugnati, cornici, ornati&#8230;). Nel Triennio si impartiscono le competenze grafiche e pittoriche essenziali per l\u2019esecuzione delle facciate tradizionali, con particolare riferimento alla prassi otto-novecentesca, sulla base dell&#8217;eredit\u00e0 dagli ultimi maestri cui \u00e8 storicamente possibile riallacciarsi. Tra di essi va ricordato almeno Giacomo (detto \u201cGin\u201d) Parodi, del quale Silvana Ghigino \u00e8 stata allieva. Oltre alle conoscenze teoriche, la didattica include anche quelle abilit\u00e0 manuali (nell&#8217;impugnare riga e pennello, nel comporre i colori, nel preparare disegni e spolveri&#8230;) che un tempo si apprendevano a bottega. Tali procedure, in uso sino a met\u00e0 secolo XX, sono il frutto di oltre cinque secoli di esperienza, valida per qualsiasi tipologia architettonica: dalla decorazione aulica del palazzo nobiliare alla casa contadina al condominio operaio. Il Biennio prevede, oltre all\u2019apprendimento e alla pratica di modelli decorativi pi\u00f9 complessi, lo sviluppo di competenze relative alle capacit\u00e0 progettuali del singolo allievo, anche alla luce dei contesti contemporanei. Le esercitazioni si eseguono su muro simulando il pi\u00f9 possibile, anche nei materiali (i silicati di potassio, cio\u00e8 le migliori pitture murali per esterni), il lavoro di cantiere.<\/p>\n<figure style=\"width: 1548px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/decorazione-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"decorazione 7\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/decorazione-7-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1548\" height=\"1161\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Momento di lavoro all&#8217;Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova (foto \u00a9 Beatrice Giannoni).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Qual \u00e8 il riscontro in termini di iscrizioni? Vi \u00e8 anche un corso di Decorazione rivolto ai linguaggi contemporanei?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con i pi\u00f9 recenti bandi a cattedre, la Direzione della Ligustica ha voluto dare una svolta all&#8217;insegnamento della Decorazione, che di fatto rischiava ormai di sovrapporsi a quello della Pittura. La risposta \u00e8 stata incoraggiante: le iscrizioni sono in costante aumento e, ad oggi, sono pi\u00f9 che raddoppiate rispetto al passato, determinando la richiesta di spazi pi\u00f9 ampi. Completano la preparazione i corsi, pure a forte caratterizzazione laboratoriale, di Tecniche della Decorazione (Triennio) e Tecniche e Tecnologie della Decorazione (Biennio) tenuti dal Prof. Alessandro Fabbris, e rivolti a problematiche contemporanee quali il Wall Drawing, la Street Art, l\u2019Arredo urbano, il Design di interni, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Vi sono a Genova altri enti che curano il recupero e la pratica della decorazione pittorica per l&#8217;architettura?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il recupero delle facciate dipinte ebbe il suo battesimo con una mostra-convegno del 1982, <em>Genua Picta<\/em>, che vide impegnati i maggiori esperti (soprintendenti, storici dell\u2019arte, architetti, restauratori), genovesi e non. Nell\u2019anno accademico 1984-\u201985 nacque alla Ligustica un corso biennale, conclusosi nel 1986 e rimasto purtroppo senza un seguito, rivolto a formare una nuova generazione di decoratori con competenze nel restauro. In seguito, a met\u00e0 anni \u201990, Tiziano Mannoni, gi\u00e0 colonna portante di <em>Genua Picta<\/em>, incaric\u00f2 Giacomo Parodi e Silvana Ghigino di insegnare presso i corsi di formazione della Scuola Edile Genovese, tuttora attiva. La situazione attuale, quindi, vede due possibilit\u00e0 di formazione: laurea breve e\/o specialistica presso l\u2019Accademia di Belle Arti; qualifica professionale di Decoratore presso la Scuola Edile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Cosa restava della cultura e delle maestranze della tradizione genovese quando lei inizi\u00f2 ad interessarsene?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il mestiere del decoratore nella seconda met\u00e0 del &#8216;900 era scomparso, tanto che al ritorno dalla guerra \u201cGin\u201d Parodi (come altri colleghi probabilmente) dovette abbandonarlo, per aprire un&#8217;officina di costruzioni meccaniche. Solo a met\u00e0 anni \u201980 egli ricevette l&#8217;incarico di decorare, nel centro storico del quartiere di Sestri Ponente, due facciate che destarono l\u2019interesse dei Proff. Rubbioli e Ghigino. Cos\u00ec, a lato delle ricerche accademiche di <em>Genua Picta<\/em>, rinasceva il mestiere dell\u2019antica decorazione pittorica genovese. Io faccio parte della generazione di decoratori che, per questioni anagrafiche, si \u00e8 formata a seguito di quegli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Il recupero estetico e funzionale dei centri storici in una realt\u00e0 complessa come quella italiana \u00e8 al centro del dibattito urbanistico ed architettonico degli ultimi quarant&#8217;anni. Quali linee di tendenza hanno prevalso negli anni scorsi in una citt\u00e0 come Genova, con le sue importantissime emergenze storiche?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Negli ultimi venticinque anni Genova ha avuto ottime opportunit\u00e0 di riqualificazione: dai cantieri per le Celebrazioni colombiane (1992 ) ai restauri per il Vertice G8 (2001) e per Genova Capitale Europea della Cultura (2004). Data l&#8217;estensione e il complesso assetto urbanistico di impronta medioevale, molto c\u2019\u00e8 ancora da fare, e la crisi odierna certo non aiuta. Ma ormai la decisione di convertire Genova in autentica citt\u00e0 d\u2019arte e cultura, \u00e8 nei fatti. Quanto alle soluzioni adottate dalla Soprintendenza per i beni sottoposti a vincolo non si pu\u00f2 non citare il restauro delle facciate dei Palazzi dei Rolli. Questi edifici, oggi catalogati nel patrimonio UNESCO, sono cos\u00ec chiamati perch\u00e9 presenti negli elenchi (rotoli, in genovese \u201crolli\u201d) delle dimore patrizie che, per volere dei Dogi, dovevano essere a disposizione della Repubblica come sedi di rappresentanza per ospitare le visite di Stato. Il trimestrale \u00abArkos\u00bb ha dedicato nel 2004 a questa campagna di restauro un supplemento, recante le schede di 36 dei 53 palazzi restaurati tra il 2002 e il 2004. Si \u00e8 ovviamente operato secondo i dettami del restauro conservativo e della tracciabilit\u00e0, per quanto possibile, degli elementi pi\u00f9 antichi. Interessantissima per variet\u00e0 di problemi e soluzioni, questa serie di interventi \u00e8 stata una prima risposta alle istanze del convegno <em>Genua Picta<\/em>. Il dibattito teorico che ne \u00e8 scaturito ha sottolineato in primo luogo l&#8217;esigenza di omogeneit\u00e0 ed unitariet\u00e0 metodologica di tutti gli interventi. Ma &#8211; fatto interessante per chi si occupa di decorazione &#8211; ha anche fatto emergere la possibilit\u00e0 di andare oltre il pi\u00f9 rigoroso operare conservativo, per colmare almeno le lacune troppo evidenti, come quelle che si osservano nell\u2019elemento centrale a timpano del muro d\u2019attico soprastante la facciata di Palazzo Cellario.<\/p>\n<figure style=\"width: 1504px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Genova-palazzo-Cellario.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"Genova palazzo Cellario\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Genova-palazzo-Cellario.jpg\" alt=\"\" width=\"1504\" height=\"892\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Facciata di Palazzo Cellario, a Genova, dopo i recenti restauri.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Come si sviluppa il confronto tra chi, come lei, pratica la decorazione e chi si dedica al restauro <\/em>tout court<em>? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non da oggi si sente il bisogno di una figura di decoratore, che sia padrone della tecnica antica e in grado di interagire con il restauratore, con risultati apprezzabili sia sul piano funzionale che estetico. Le facciate dipinte sono particolarmente colpite dagli agenti atmosferici ed inquinanti, ma spesso si sono applicate procedure identiche a quelle usate per gli interni, arrivando, in alcuni casi paradossali, all\u2019integrazione delle lacune ad acquerello in selezione cromatica, per poi dover rivestire il tutto con protettivi minerali, silossanici o addirittura polimerici. Ritengo che il principale obiettivo del corso di Decorazione presso la Ligustica debba proprio essere la formazione di questa specifica figura. Il decoratore e il restauratore devono poter collaborare al meglio e non, come spesso \u00e8 avvenuto, escludersi a vicenda con risultati comunque deludenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Ci pu\u00f2 tracciare una sorta di identikit del decoratore che lei e i suoi colleghi formate all&#8217;Accademia Ligustica?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per formare un buon decoratore \u201cfinito\u201d, come si usava dire una volta per qualsiasi artigiano, non basta una scuola ma servono anni di esperienza lavorativa. Tuttavia, data la nostra cura nello spiegare fin nei minimi dettagli segreti e risorse del mestiere, chi si forma presso di noi ha la consapevolezza e la preparazione teorico-pratica per affrontare il lavoro sui ponteggi. Inoltre, il piano di studi comprende una formazione culturale comune agli altri indirizzi d\u2019accademia, che apre anche altri orizzonti e potenzialit\u00e0, creando una figura di artista-artigiano polivalente, come quella che operava nelle botteghe di un tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Quali sono le prospettive occupazionali e lavorative alla portata dei vostri iscritti? Esiste a suo giudizio la possibilit\u00e0 di tentare autonomamente la strada della libera impresa, nelle varie forme giuridiche previste?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Compatibilmente con la situazione economica e culturale (non disgiungibili l&#8217;una dall&#8217;altra) direi di s\u00ec: Decorazione \u00e8 probabilmente, con Scenografia, l\u2019indirizzo di studi accademico che offre le migliori prospettive di impiego. Quanto al lavoro in proprio, che esige precise capacit\u00e0 imprenditoriali, \u00e8 consigliabile iniziare presso una bottega gi\u00e0 esistente, per apprendere anche questo aspetto per niente secondario.<\/p>\n<figure style=\"width: 1503px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DSCN1221.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"DSCN1221\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DSCN1221-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1503\" height=\"1127\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Momento di lavoro all&#8217;Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova (foto \u00a9 Beatrice Giannoni).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Chi \u00e8 per principio ostile alla decorazione architettonica, solleva immancabilmente il problema dei costi aggiuntivi che essa comporterebbe. Cosa si sentirebbe di obiettare a questo luogo comune? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Come siamo in grado di riprodurre gli ornati antichi, cos\u00ec dovremmo recuperare il rapporto indissolubile che li lega agli oggetti di cui fanno parte, abbandonando l\u2019idea che la decorazione sia un orpello applicato alla superficie. Il risultato \u00e8 spesso una vera e propria mutilazione. Vi sono a Genova palazzi costruiti tra fine &#8216;800 e primi &#8216;900 e regolarmente decorati, ove nelle recenti ritinteggiature si \u00e8 optato per il colore unico, a mio avviso proprio per un&#8217;errata interpretazione del concetto di decoro, visto come cosa superflua. In realt\u00e0, senza decorazione non si ha una versione \u201cpulita\u201d dello stesso oggetto, ma un altro oggetto. Qualunque progetto implica scelte a valenza decorativa: vuoi nell&#8217;impiegare questo o quel materiale (un pavimento di ardesia o legno o marmo d\u00e0 differenti risultati estetici oltrech\u00e9 funzionali), vuoi nell&#8217;usare linee curve o spezzate, e via dicendo. Un oggetto &#8211; dalla tazzina al palazzo &#8211; nasce insieme alla sua decorazione. Nel vasellame ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente: funzione, forma e decoro fanno la differenza, una cosa \u00e8 conseguente all\u2019altra. La foggia di una teiera deve rispettare proporzioni e misure appropriate, ed entro questi limiti la progettazione segue criteri estetici, cio\u00e8 decorativi. Del resto, la decorazione \u00e8, fin dalla preistoria, un bisogno connaturato all&#8217;uomo: chi vorrebbe, oggi, accessori, abiti o automobili perfettamente identici o di un unico modello?<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>In alto: Genova, facciata di Palazzo Cattaneo Adorno. Sotto: Momento di lavoro all'Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova (foto \u00a9 Beatrice Giannoni).<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><em><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DSCN0862.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"DSCN0862\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DSCN0862-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1460\" height=\"1946\" \/><\/a><\/em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci domande all&#8217;artista genovese docente all&#8217;Accademia Ligustica<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=4584\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Intervista a Beatrice Giannoni<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4671,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":122},"categories":[53,286],"tags":[295,294,297,296],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4584"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4584"}],"version-history":[{"count":37,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17102,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4584\/revisions\/17102"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}