{"id":422,"date":"2012-05-16T22:23:29","date_gmt":"2012-05-16T22:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=422"},"modified":"2023-05-05T21:44:35","modified_gmt":"2023-05-05T21:44:35","slug":"lazzarato-artigianato-e-industria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=422","title":{"rendered":"Artigianato e industria"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts422&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Esaurito il proprio preambolo con un ineffabile \u201c\u2026a me piace cos\u00ec\u201d, Loos entra finalmente nel vivo della questione: l\u2019analisi dell\u2019ornamento dal punto di vista economico. Forte delle premesse evoluzionistiche gi\u00e0 enunciate, egli deduce che l\u2019ornamento \u00e8 un crimine non solo contro l\u2019umanit\u00e0, ma anche e soprattutto contro l\u2019economia. Qui il modo di ragionare di Loos prende ancora una volta le sembianze di un sillogismo retorico (in greco <em>entimema<\/em>: ossia un sillogismo incompleto, di cui l\u2019oratore omette una parte facendo credere al pubblico che si tratti di cosa universalmente nota e indiscussa). Il Nostro d\u00e0 cio\u00e8 per certo che, se la societ\u00e0 occidentale si situa all\u2019apice dell\u2019evoluzione umana in quanto societ\u00e0 industrializzata, allora i prodotti industriali &#8211; i <em>laminati<\/em> e i <em>trafilati &#8211; <\/em>non possono che essere il corrispettivo estetico dell\u2019evoluzione stessa, allo stadio pi\u00f9 alto mai raggiunto. Sulla scorta di queste convinzioni, la conclusione di Loos giunge scontata: rispetto ai laminati e ai trafilati, l\u2019ornamento non \u00e8 che uno spreco di tempo, denaro e materiali, ed \u00e8 perci\u00f2 un delitto contro l\u2019economia del paese (quella industriale naturalmente).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vediamo cos\u00ec esplicitarsi, passo dopo passo, il dogma modernista destinato a condizionare tutto il secolo XX. L\u2019assioma di partenza \u00e8 quello secondo il quale \u201ctutti si arricchiranno\u201d. Abbracciando il modello industriale, l\u2019uomo novecentesco risparmia tempo e denaro, e quindi si arricchisce. E si arricchisce anche perch\u00e9 riesce a soddisfare i propri bisogni impiegando un capitale inferiore. Esempio: il piatto bianco costa meno di quello ornato. Perch\u00e9 l&#8217;industria si impone e diventa il modello socioculturale vincente? Perch\u00e9, rispondendo all\u2019atavica penuria di accessori per la vita quotidiana, sa fornire una messe infinita di suppellettili e oggetti d\u2019uso ad un prezzo modico e, spesso, di qualit\u00e0 superiore. Nessuno oggi userebbe pi\u00f9 una pesante e fragile insalatiera in terracotta al posto di quelle in plastica, leggere e infrangibili. La redenzione dell\u2019umanit\u00e0 attraverso il soddisfacimento dei bisogni \u00e8 dunque la chiave di volta del successo dell\u2019industria moderna, e ci\u00f2 sembrerebbe convalidare senza alcun ragionevole margine di dubbio il punto di vista di Loos.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma per collocare il problema nella giusta prospettiva storica, dobbiamo anticipare alcuni temi che verranno poi ripresi pi\u00f9 avanti. Va detto innanzitutto che quelle enunciate da Loos sono le (radiose) premesse di un sistema che, oggi, non riesce pi\u00f9 a garantire che \u201ctutti si arricchiranno\u201d. E ci\u00f2 avviene proprio a causa dei prodotti a basso costo, di produzione asiatica e in particolare cinese, che stanno uccidendo l\u2019economia occidentale. Oltretutto, tale basso costo nasce da uno sfruttamento spregiudicato, addirittura schiavistico della mano d&#8217;opera, tale per cui neanche in Cina \u201ctutti si arricchiranno\u201d. Nella sua confusa visione darwinista-social-capitalista, Loos cucina un indigesto polpettone fatto con gli avanzi del giorno prima. La questione, per\u00f2, \u00e8 indubbiamente complessa, e quindi \u00e8 necessario ordinarne le catene logiche prima di trarre a nostra volta delle conclusioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_426\" aria-describedby=\"caption-attachment-426\" style=\"width: 1426px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/steel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-426\" title=\"Anonimo, Youngstown, Ohio, Carnegie Steel Company, fotografia panoramica, 1910.\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/steel.jpg\" alt=\"\" width=\"1426\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/steel.jpg 798w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/steel-300x41.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/steel-305x42.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1426px) 100vw, 1426px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-426\" class=\"wp-caption-text\"><em>La Carnegie Steel Company di Youngstown, Ohio, in una fotografia panoramica del 1910.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Il punto di partenza \u00e8 noto: se il tessuto della camicia che indosso \u00e8 prodotto con un telaio a mano e la confezione \u00e8 sartoriale, il suo costo-lavoro (ossia il tempo occorrente per produrre il tutto) sar\u00e0 necessariamente elevato e questo si rifletter\u00e0 sul prezzo d\u2019acquisto. Dato che la camicia \u00e8 un genere di prima necessit\u00e0, \u00e8 facile supporre che se tutto il costo-lavoro fosse riconosciuto nel prezzo d\u2019acquisto, tale prezzo sarebbe esorbitante per la maggior parte delle persone. Ne consegue che tessitrice e sarto, nei prodotti a largo consumo, sono costretti a lavorare ad un costo orario molto basso, perch\u00e9 il prezzo che il cliente tipo pu\u00f2 pagare non copre tutto il loro costo-lavoro. Se il telaio diventa meccanico e la confezione segue le regole della divisione del lavoro, come Adam Smith teorizzava nel trattato <em>La ricchezza delle nazioni<\/em> (1776), nello stesso tempo in cui una tessitrice ed un sarto producono una camicia, una moderna manifattura ne produce &#8211; poniamo &#8211; cento, che escono sul mercato ad un prezzo equivalente a un centesimo di quello della camicia artigianale. Ne consegue che tutti si possono permettere una camicia, la quale, proprio grazie al basso costo di produzione, consente all\u2019industria un ampio ricarico in percentuale ed un corrispondente guadagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo \u00e8 il punto di forza del processo industriale: prodotti di qualit\u00e0 garantita dalla ripetitivit\u00e0 delle lavorazioni e, grazie alla produzione seriale, basso costo di produzione e basso prezzo di vendita. La produzione seriale, per\u00f2, \u00e8 possibile solo <em>standardizzando<\/em> le procedure, ragion per cui il pizzo per il colletto o il ricamo per il taschino non potevano entrare nel sistema industriale (diciamo <em>non potevano<\/em> perch\u00e9, con la rivoluzione informatica, questo \u00e8 oggi possibile). Di qui il dover fare di necessit\u00e0 virt\u00f9: dato che la camicia <em>liscia<\/em> tutti se la possono permettere, alla fine tutti la giudicheranno anche bella. Per\u00f2 il minor tempo di lavoro occorrente per produrre la camicia <em>liscia<\/em> &#8211; e qui sta l\u2019equivoco di Loos &#8211; non implica n\u00e9 un aumento del salario dell\u2019operaio n\u00e9 una riduzione del suo orario di lavoro. L\u2019operaio lavora sempre dieci ore al giorno come il decoratore e percepisce comunque, a tutto vantaggio del datore di lavoro, il salario pi\u00f9 basso possibile. A cosa si devono allora gli orari minori e i salari pi\u00f9 alti nell\u2019industria? Da un lato, l\u2019industria gode di un enorme flusso finanziario dovuto ai grandi numeri della sua produzione; dall\u2019altro, il potere contrattuale delle masse operaie pu\u00f2 incidere su quantit\u00e0 di fatturato enormi, fuori dalla portata dell\u2019impresa artigiana. Oltretutto l&#8217;organizzazione operaia \u00e8 facilitata dal fatto che, mentre nell\u2019industria migliaia di addetti operano tutti insieme e nelle stesse condizioni, la parcellizzazione delle attivit\u00e0 artigianali rende difficile radunare grandi masse di persone con situazioni lavorative diverse da caso a caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le gilde e le corporazioni hanno effettivamente avuto un potere contrattuale diverso &#8211; qualitativamente e quantitativamente &#8211; dai sindacati operai, e tale potere era commisurato proprio alla loro diversa capacit\u00e0 di mobilitare le folle. Questo \u00e8 risaputo oggi come cento anni fa, agli albori del secolo XX, quando il fantasma del Comunismo &#8211; per dirla con Marx ed Engels &#8211; si aggirava gi\u00e0 da un pezzo per l\u2019Europa. L&#8217;errore di Loos \u00e8 evidente: la presenza o meno dell\u2019ornamento su un oggetto non influisce affatto su salario e orario di lavoro di chi lo produce. Salario e orario di lavoro dipendono invece dal diverso potere organizzativo e contrattuale di chi lavora nell\u2019industria, nei confronti della manodopera artigiana.&nbsp;\u00c8 da notare, peraltro, che la stessa mistificatoria tesi avanzata da Loos \u00e8 stata ripetutamente rilanciata &#8211; sempre con la promessa di un minor carico di lavoro e di maggior tempo libero per gli addetti &#8211; ogniqualvolta si sono dovute applicare ai processi industriali innovazioni tecniche utili ad aumentare la produzione. Alcuni decenni fa, ad esempio, si inizi\u00f2 ad evocarla per introdurre forme di automazione e robotizzazione inizialmente marginali, poi sempre pi\u00f9 generalizzate. Col prevedibile effetto di far scomparire intere categorie lavorative, come \u00e8 accaduto per esempio con l&#8217;informatizzazione nell\u2019industria grafica.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>In alto: Carta intestata di una ditta ottocentesca di imbiancature e verniciature (www.storiatifernate.it). Sotto:&nbsp;Il villaggio industriale di Crespi d'Adda fotografato nel 1906.<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-620 alignleft\" title=\"IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906-1024x507.jpg\" alt=\"\" width=\"1470\" height=\"728\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906-1024x507.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906-305x151.jpg 305w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IICrespi_dAdda_fotografata_nel_1906.jpg 1463w\" sizes=\"(max-width: 1470px) 100vw, 1470px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loos e la civilt\u00e0 industriale \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=422\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Artigianato e industria<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":12},"categories":[554,478],"tags":[131,26,128],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=422"}],"version-history":[{"count":47,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18973,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422\/revisions\/18973"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}