{"id":346,"date":"2012-05-15T14:57:42","date_gmt":"2012-05-15T14:57:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=346"},"modified":"2023-05-05T21:46:49","modified_gmt":"2023-05-05T21:46:49","slug":"346","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=346","title":{"rendered":"L\u2019Accademia dei paradossi"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts346&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: justify;\">Ci si iscrive all\u2019Accademia per imparare a fare arte, immaginando di incontrarvi un professore che ne insegni i rudimenti. Da questo ovvio assunto discende una serie di conseguenze che vanno esplicitate, per poter capire quali siano i problemi oggi sul tappeto.<\/p>\n<p>Innanzitutto: <em>professore<\/em> e non <em>maestro<\/em>. Professore \u00e8 colui che conserva e trasmette i principi teorico-pratici di un\u2019arte, maestro \u00e8 un artista che ha raggiunto i vertici qualitativi nel campo espressivo di sua competenza. Del primo si seguono gli insegnamenti, del secondo si imita l\u2019opera. Il buon professore forma i giovani artisti, il grande maestro plagia le giovani menti (\u00e8 il caso dei \u201cvedovini\u201d quando Emilio Vedova insegnava nell\u2019Accademia veneziana). Il professore trasmette i principi generali, il maestro impone la propria prassi. Per definizione, l\u2019insegnamento accademico presuppone certezze (anche se, ovviamente, sempre passibili di verifica); se trasmette a tempo pieno dubbi o indeterminatezze, tradisce il proprio ruolo e genera il fallimento didattico.<\/p>\n<p>Qui si ha il primo paradosso. L\u2019assunzione in ambito accademico della cultura <em>nichilistica<\/em>, in tutte le sue sfumature, avvenuta negli ultimi decenni, ha generato una didattica impostata sulla \u201ccertezza del dubbio\u201d. La \u201ccertezza\u201d ha confermato il ruolo e la funzione delle strutture accademiche, ma il \u201cdubbio\u201d \u00e8 stato il vero prodotto \u201cin uscita\u201d. A sua volta, il fallimento artistico-culturale che ne \u00e8 derivato \u00e8 stato usato usato come controprova della \u201ccertezza\u201d dei dubbi assiomatici iniziali. Ci\u00f2 ha generato un circolo vizioso che ha ulteriormente legittimato la cultura accademica a proseguire nella direzione che implicava il suo strutturale fallimento. Tratto peculiare dell\u2019Accademia \u00e8 che essa si occupa dell&#8217;arte che \u00e8 stata, la sola codificabile e trasmissibile; l\u2019arte che sar\u00e0 esula dalla sua competenza. Per questo, generalmente, l&#8217;aggettivo \u201caccademico\u201d assume un\u2019accezione negativa, quale espressione di un sistema fermo, contrapposto al sistema in divenire dell\u2019arte \u201ccontemporanea\u201d.<\/p>\n<p>Secondo paradosso: l\u2019accademizzazione delle avanguardie ha cristallizzato la \u201ccontemporaneit\u00e0\u201d, trasformandola in assiomi didattici e bloccando cos\u00ec il naturale, spontaneo divenire della ricerca artistica. Istituzionalizzato il concetto di \u201cavanguardia\u201d, le ricerche ad esso non conformi sono state bollate come \u201canacronistiche\u201d. Il cortocircuito lessicale \u00e8 diventato paralisi culturale. Se la societ\u00e0 di oggi non \u00e8 pi\u00f9 quella di dieci anni fa, ne consegue che l\u2019arte di allora, anche se si autodefinisce \u201ccontemporanea\u201d, non pu\u00f2 esprimere l\u2019attuale contemporaneit\u00e0. Molti fra i pi\u00f9 importanti uomini di cultura italiani (non necessariamente artisti) hanno frequentato l\u2019Accademia, ad ulteriore riprova che, pur occupandosi di arte passata, essa \u00e8 comunque partecipe della genesi di quella futura. Alla luce di ci\u00f2, si pu\u00f2 immaginare per l\u2019Accademia un ruolo di \u201cconservatorio\u201d dei principi a cui gli aspiranti artisti attingono per proiettare le proprie ricerche nel domani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9163\" aria-describedby=\"caption-attachment-9163\" style=\"width: 1485px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9163\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gropius-Graphic-school-plan-1024x993-1024x993.jpg\" alt=\"\" width=\"1485\" height=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gropius-Graphic-school-plan-1024x993.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gropius-Graphic-school-plan-1024x993-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Gropius-Graphic-school-plan-1024x993-768x745.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1485px) 100vw, 1485px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-9163\" class=\"wp-caption-text\"><em>Walter Gropius, Schema grafico del piano di studi del Bauhaus.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec \u00e8 stato e cos\u00ec \u00e8, ma sorge a questo punto un ulteriore paradosso. E cio\u00e8: se l\u2019Accademia conserva e trasmette i principi dell\u2019arte che \u00e8 stata, come pu\u00f2 contribuire alla formazione dell&#8217;arte nuova? La risposta sembrerebbe semplice: mutando i principi di riferimento. Archiviando cio\u00e8 gli obsoleti e dubbi dogmi modernisti in uso e recuperando dalle cantine gli scatoloni contenenti i principi tradizionali, in attesa che la situazione si sedimenti. Tuttavia, mettere mano ai principi di una cultura \u00e8 cosa delicata, che esula dalla normale prassi accademica. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, nel suo DNA, l&#8217;istituzione \u201cAccademia\u201d ha varie opzioni che le consentono di adempiere al proprio ruolo senza essere coercitivamente inchiodata al veteroavanguardismo modernista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotteso all\u2019attuale situazione di <em>impasse<\/em> artistico-culturale, vi \u00e8 un ulteriore paradosso: se l\u2019Accademia \u00e8 (almeno sulla carta) espressione di vertice della cultura artistica ma, statutariamente, il suo compito \u00e8 tramandare l\u2019arte che \u00e8 stata e non elaborare quella che sar\u00e0, a chi spetter\u00e0 allora tale compito? E&#8217; evidente che l&#8217;idea di un\u2019Accademia-cassaforte in cui conservare il patrimonio dell&#8217;arte che fu, affinch\u00e9 i giovani possano prenderne possesso, non basta pi\u00f9. Pur essendo \u201contologicamente\u201d luogo della conservazione, oggi l\u2019Accademia non pu\u00f2 esimersi da una responsabilit\u00e0 etica verso l\u2019innovazione. Sennonch\u00e9, innovazione \u00e8 termine quanto mai inflazionato, addirittura ridicolo nel momento in cui lo si applica trionfanti (\u201cEcco \u2026 questo \u00e8 il Nuovo!\u201d) a qualunque detrito modernista raccattato per strada. Cosa significa oggi innovazione? Significa saper elaborare assiomi culturali da cui far discendere rinnovati principi artistici. In passato, questa funzione \u00e8 stata demandata ad altre entit\u00e0, ad altri soggetti, i quali risultano oggi stranamente latitanti. Ma le emergenze poste dalla svolta epocale in atto ci obbligano ad attivarci in questo senso.<\/p>\n<p>Pensiamo quindi ad un\u2019Accademia \u201cgranaio\u201d che diventi anche \u201cmulino\u201d: che conservi cio\u00e8 i semi, ma sappia anche macinare la farina per il pane quotidiano. Fuor di metafora, questo significa aprire oggi una nuova stagione di ricerca, tutta interna all\u2019Accademia ma innestata sui temi emergenti nella societ\u00e0. Tuttavia, per non errare alla cieca, ogni ricerca deve fissare i propri protocolli. Proviamo quindi ad indicare alcuni principi essenziali da cui derivare successivamente tali protocolli.<\/p>\n<p>Il primo punto consiste nell\u2019IDEA DEL DECORO. Nulla di serio pu\u00f2 essere fatto in modo indecoroso. Lo scemo del villaggio che, come dice l&#8217;adagio popolare, \u201cmostra il culo in piazza\u201d, \u00e8 felice perch\u00e9 si trova finalmente al centro dell\u2019attenzione, ma quando pensa di avvalersi di questa notoriet\u00e0 per diventare sindaco del paese scopre la differenza fra essere noti ed essere stimati. Per decenni gli artisti si sono atteggiati a \u201cscemo del villaggio\u201d ed ora che, con la senilit\u00e0, vorrebbero storicizzare la propria posizione in vista di una rendita per la vecchiaia, scoprono che per i disturbi della terza et\u00e0 la comunit\u00e0 prevede non l&#8217;Olimpo ma l\u2019ospizio. Il decoro (che \u00e8, in misura essenziale, anche rispetto per l\u2019altrui sensibilit\u00e0) deve tornare ad essere il prerequisito per qualsiasi azione artistica, sia pubblica che privata.<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 il SENSO DELL\u2019ORDINE. In natura il disordine produce aborti, mentre il <em>chaos<\/em> originario, vagheggiato da certa avanguardia del tardo novecento, \u00e8 solo una figura retorica in quanto essenza non attingibile dall\u2019essere umano, che della natura \u00e8 parte integrante. L\u2019ordine quindi \u00e8 l\u2019approccio di principio e la via fertile che conduce all\u2019arte, il disordine produce aborti e sterilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 il PROBLEMA DELLA FORMA. Il disordine si manifesta attraverso l\u2019informe, ma questo, quando diventa linguaggio artistico, ben lungi dall\u2019esprimere presunte energie creative originarie, si rivela solo un alibi culturale per l\u2019afasia del suo artefice. La forma, invece, impone una presa di posizione ontologica sull\u2019Essere, questione che che \u00e8 alla base dei contenuti dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Questi in sintesi i temi. A noi, ora, lo svolgimento.<\/p>\n<pre><em>In alto: Jean-Henri Cless, L'atelier di Jacques-Louis David (particolare), 1804 circa, matita e inchiostro su carta, cm. 46 x 58, Paris, Mus\u00e9e Carnavalet. Sotto: Giovanni Fattori ed alcuni allievi fotografati all'Accademia di Belle Arti di Firenze, 1900 circa.<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/b88e224_fattori01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9166 alignnone\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/b88e224_fattori01.jpg\" alt=\"\" width=\"1471\" height=\"872\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/b88e224_fattori01.jpg 810w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/b88e224_fattori01-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/b88e224_fattori01-768x455.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1471px) 100vw, 1471px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro dell&#8217;insegnamento artistico e i suoi attori \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=346\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019Accademia dei paradossi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":19},"categories":[554,478],"tags":[135,131],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/346"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=346"}],"version-history":[{"count":53,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/346\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18975,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/346\/revisions\/18975"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=346"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=346"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=346"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}