{"id":270,"date":"2012-05-15T10:31:28","date_gmt":"2012-05-15T10:31:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=270"},"modified":"2023-05-05T21:48:18","modified_gmt":"2023-05-05T21:48:18","slug":"ornato-e-decoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=270","title":{"rendered":"Ornato e decoro"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts270&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Se folle \u00e8 stata la premessa, delirante \u00e8 il successivo sviluppo del ragionamento di Loos, impermeabile a qualunque evidenza. Il suo fanatismo comincia a trapelare in certi toni messianici, da predicatore mormone. Il fatto che noi non possediamo nessun banco da falegname carolingio ma abbiamo eretto sontuosi palazzi per conservare qualsiasi cianfrusaglia decorata, dovrebbe indurre il nostro filosofo ad una maggior cautela argomentativa, ma cos\u00ec non \u00e8. Abbagliato dalla mistica visione di una Sion dalle bianche muraglie (che a dire il vero evoca pi\u00f9 i lager e i gulag di un &#8216;900 ormai incombente che non la Gerusalemme biblica), e facendo leva su alcune tendenze in atto, Loos si lancia in affermazioni categoriche contro l\u2019ornamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma qual \u00e8 il contesto storico in cui Loos opera? All\u2019inizio del secolo XX, il ciclico processo di obsolescenza della decorazione del secolo precedente \u00e8 ormai al capolinea: l\u2019ornato di uso corrente non corrisponde pi\u00f9 ai gusti di una nuova societ\u00e0 che cavalca la rivoluzione industriale. Il problema non \u00e8 nuovo: ogni due generazioni l\u2019idea di Decoro muta, quindi si deve provvedere ad una revisione del repertorio ornatistico. Paradigmatico, in questo senso, \u00e8 l&#8217;avvicendamento fra Rococ\u00f2 e Neo-Classicismo, seguiti poi dall&#8217;avvento dei riformatori ottocenteschi come Owen Jones, Welby Pugin e il movimento Arts &amp; Crafts e, nel novecento, della Bauhaus. Senza entrare nel dettaglio, ci interessa solo osservare come la dinamica del ciclico aggiornamento dell\u2019idea di Decoro imponga la revisione del repertorio ornatistico &#8211; che \u00e8 la parte concreta che poi si declina negli oggetti d\u2019uso &#8211; con cadenza circa cinquantennale. La nuova cultura elabora un nuovo repertorio ornatistico e risolve il problema del Decoro, che comunque permane. Agli inizi del secolo XX questo processo stava effettivamente maturando, con la crisi dell\u2019eclettismo ottocentesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019equivoco di Loos consiste nello scambiare questa crisi fisiologica per un tracollo ontologico dell\u2019idea stessa di Decoro, individuando nell\u2019estetica dei trafilati e dei laminati industriali il punto di arrivo della presunta evoluzione sociale, di cui la cultura occidentale sarebbe portatrice. Da qui egli prende le mosse per buttare, come si suol dire, \u201cil bambino con l\u2019acqua sporca\u201d: assieme all\u2019ornato egli rifiuta anche il Decoro, avallando l\u2019equivoco modernista che si propone di rileggere in chiave funzionale anche il problema etico. Tre sono le questioni poste sul tappeto da Loos: a) l\u2019intervento diretto dello Stato sulle questioni di Decoro, letto da Loos sempre come \u201cornamento\u201d; b) la politica autoritaria e militarista dello Stato austriaco, dove le pezze da piedi citate da Loos alludono alla leva militare triennale; c) considerazioni generali sulla natura degli Stati (si noti la definizione di \u201cbasso livello civile\u201d per indicare prassi tradizionali, non-moderne).<\/p>\n<figure id=\"attachment_9176\" aria-describedby=\"caption-attachment-9176\" style=\"width: 1453px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Casa-Steiner-Prospetti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9176\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Casa-Steiner-Prospetti.jpg\" alt=\"\" width=\"1453\" height=\"1047\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Casa-Steiner-Prospetti.jpg 673w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Casa-Steiner-Prospetti-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1453px) 100vw, 1453px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9176\" class=\"wp-caption-text\"><em>Adolf Loos, Schema grafico dei quattro prospetti di casa Steiner.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nodo gordiano che Loos cerca invano di tagliare con qualche luogo comune pseudorivoluzionario, \u00e8 proprio quello della funzione etica del DecoroLa non comprensione della necessit\u00e0 civile del Decoro deriva dalla rimozione &#8211; tipicamente novecentesca e ideologizzata &#8211; dell\u2019idea di etica. Il pensiero classico considera fondante per la <em>polis<\/em> la questione del comportamento civile (<em>ethos<\/em>) dei singoli, presupponendo che dalla rettitudine dei suoi cittadini derivi la virt\u00f9 di uno Stato. Basilare \u00e8 quindi l\u2019idea di \u201cvirt\u00f9 civile\u201d, intesa come retto comportamento privato, dalle simmetriche conseguenze pubbliche. Forza, coraggio, sapienza e temperanza vengono considerate, in questa chiave, come virt\u00f9 portanti di un sistema etico, declinabile anche in ambiti pi\u00f9 specifici (magnanimit\u00e0, giustizia, eccetera). I testi aristotelici sono canonici in questo senso, e ad essi si rimanda per ogni approfondimento. Ci\u00f2 che qui ci interessa \u00e8 capire come il Moderno si sia posto rispetto a questi temi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In sintesi si pu\u00f2 dire che la questione etica, cos\u00ec come era stata affrontata e risolta dalla cultura occidentale, venga elusa a favore di due tesi contrapposte: la nuova \u201cetica\u201d del lavoro industriale e &#8211; ad essa ostile ma anche conseguente &#8211; la \u201cmorale\u201d della rivoluzione proletaria. In sintesi: l\u2019industria, incarnazione della scienza positiva e manifestazione diretta dell\u2019illuministica Dea Ragione, redimer\u00e0 l\u2019umanit\u00e0 attraverso il progresso. L\u2019uomo evoluto ha perci\u00f2 il dovere etico di aderire alla nuova religione industriale e di praticarne i riti (divisione del lavoro, razionalizzazione della vita, massificazione della cultura, eccetera). Sennonch\u00e9 la nuova classe di imprenditori-padroni, autoproclamatisi sacerdoti del nuovo culto, tiene per s\u00e9 tutti i vantaggi connessi, lasciando gli svantaggi alla classe lavoratrice (<em>Robber Capitalism<\/em>, cio\u00e9 capitalismo di rapina, come venne definito negli USA). Di qui l\u2019imperativo morale, per i proletari di tutto il mondo, di unirsi per attuare una rivoluzione che dia allo Stato il controllo dell&#8217;economia, sottraendolo ai privati. Anche in questa seconda visione, l\u2019industria \u00e8 concepita come ente sacro, ma lo Stato, in quanto istituzione sovra-individuale, \u00e8 considerato il soggetto pi\u00f9 adatto a governarla. Una classe sacerdotale \u201cfai da te\u201d viene sostituita con una istituzionale, designata dal partito degli operai.<\/p>\n<p>Di qui, tre fondamentali conseguenze: a) il dogma industrialista, che vede comunque il sistema industriale come paradigma per interpretare il mondo; b) la concezione dello Stato come entit\u00e0 \u201csacerdotale\u201d separata dal popolo, sia esso borghese o proletario, c) la divisione della societ\u00e0 in classi, concepite come caste, cio\u00e8 come livelli intransitabili (il proletario nasce e muore proletario). Eretica per entrambi gli schieramenti \u00e8 l&#8217;idea che il lavoratore, intraprendendo l&#8217;attivit\u00e0 autonoma di artigiano, caratterizzata dai bassi investimenti e dall\u2019alta professionalit\u00e0, possa avere successo e redimere se stesso attraverso la trasformazione della sua bottega in piccola o media industria. E&#8217; questo, sia detto per inciso, il modello che in Italia ha decretato il successo del Triveneto, il cosiddetto \u201cNord-Est\u201d, in contrapposizione all\u2019area del \u201ctriangolo industriale\u201d (Genova, Torino, Milano) pi\u00f9 fedele al modello ortodosso (grande industria e proletariato urbano).<\/p>\n<figure id=\"attachment_9177\" aria-describedby=\"caption-attachment-9177\" style=\"width: 1534px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/0bce71e7f185e27463d96d37a3c5c0a2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9177\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/0bce71e7f185e27463d96d37a3c5c0a2.jpg\" alt=\"\" width=\"1534\" height=\"985\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/0bce71e7f185e27463d96d37a3c5c0a2.jpg 900w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/0bce71e7f185e27463d96d37a3c5c0a2-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/0bce71e7f185e27463d96d37a3c5c0a2-768x493.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1534px) 100vw, 1534px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9177\" class=\"wp-caption-text\"><em>Adolf Loos, Casa Steiner, 1910, Vienna.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8&nbsp;evidente, pur senza addentrarci in questioni pi\u00f9 complesse, che gli assiomi comuni hanno generato steccati ideologici anch&#8217;essi comuni all&#8217;una e all&#8217;altra parte. Vale la pena ricordare, a questo punto, che il principio motore di tutto il sistema moderno era la promessa di redenzione affidata al motto \u201ctutti si arricchiranno\u201d, e che proprio la presa di coscienza dell\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere questo obiettivo ha determinato, negli anni \u201980 del secolo scorso, il tracollo del Moderno e la sua lenta agonia \u201cpost-moderna\u201d. Questo solo per dare prospettiva storica alle iniziali, enfatiche affermazioni con cui ci stiamo confrontando. Loos, infatti, fra i vari luoghi comuni, ne raccatta alcuni anche dall&#8217;agone politico-ideologico. L\u2019idea di Stato inteso come entit\u00e0 diversa da quella di popolo, \u00e8 un portato della cultura anarchico-socialista che Loos raccoglie per strada, interpretando (semplicisticamente) l\u2019autoritarismo dell\u2019Impero Asburgico, quale esempio emblematico di intromissione degli Stati nelle questioni di Decoro, al fine tenere sottomessi i popoli. Per Loos, lo Stato che impone la leva triennale \u00e8 lo stesso che obbliga anche a ornare le suppellettili, e la finalit\u00e0 non pu\u00f2 che essere quello di mantenere i sudditi ad \u201cun basso livello civile\u201d. Separando le due questioni, noi oggi dobbiamo convenire che, dal punto di vista etico, se lo Stato \u00e8 l\u2019espressione politica di un popolo, allora \u00e8 sua competenza e facolt\u00e0 tutelare (senza ovviamente coartare la libert\u00e0 dei cittadini) il Decoro. Tant\u2019\u00e8 che le attuali Commissioni Edilizie, che si occupano di metrature ed impianti sanitari, sono eredi delle Commissioni d\u2019Ornato, che nel secolo XIX valutavano appunto il Decoro delle facciate dei palazzi urbani. Si \u00e8 visto, per\u00f2, che per ammettere il Decoro bisogna ammettere tanto che l\u2019etica esista, quanto che vi sia osmosi fra i vari ceti sociali. Chi ragiona per classi, invece, trae conclusioni diverse.<\/p>\n<p>\u00c8&nbsp;chiaro, insomma, che questo raccattare luoghi comuni di varia provenienza non corrisponde in Loos ad una teoretica ben precisa. Egli, cio\u00e8, non fornisce alle proprie tesi motivazioni generali o di principio, anzi, nel luogo in cui dovrebbe quantomeno cercare di darle, ammette che \u201c&#8230;a me piace cos\u00ec\u201d. La frase si commenta da s\u00e9: con deformazione tipicamente modernista, Loos vede nel proprio ombelico il centro del mondo.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>In alto: Adolf Loos, edificio Goldmann-Salatsch, 1909-11, Vienna. Sotto: Adolf Loos, casa per il quartiere residenziale Werkbundsiedlung, 1932, Vienna.<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Haus-49-52-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9178 alignnone\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Haus-49-52-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1490\" height=\"993\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Haus-49-52-2.jpg 800w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Haus-49-52-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Haus-49-52-2-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1490px) 100vw, 1490px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loos e la modernit\u00e0 \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=270\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Ornato e decoro<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":45},"categories":[554,478],"tags":[131,26,128],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=270"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18976,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/270\/revisions\/18976"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}