{"id":2543,"date":"2013-09-08T16:08:33","date_gmt":"2013-09-08T16:08:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=2543"},"modified":"2023-05-08T11:42:05","modified_gmt":"2023-05-08T11:42:05","slug":"lazzarato-tra-architettura-e-decorazione-gli-archetipi-costruttivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=2543","title":{"rendered":"Tra architettura e decorazione: gli archetipi costruttivi"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts2543&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Se per \u201ctopica\u201d si intende in architettura il repertorio degli elementi formali, delle invenzioni compositive e delle disposizioni strutturali che, in virt\u00f9 del loro successo, entrano a far parte di una tradizione culturale al punto da affrancarsi completamente dalle loro funzioni originarie, si possono invece definire \u201carchetipi\u201d i singoli elementi costruttivi la cui forma derivi da una precisa funzione architettonica, funzione che resta inequivocabile e visibile a prescindere dalla sua effettiva sussistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tipico esempio di archetipo costruttivo \u00e8 la chiave di volta. Mentre un triglifo o una cornice dentellata, in quanto elementi topici, si possono inserire pressoch\u00e9 ovunque, al contrario la chiave di volta, con la sua forma a trapezio rovesciato, viene letta come tale solo se posta al centro della parte superiore di un\u2019apertura, reale o fittizia che sia, o di una copertura.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si potrebbe dire che l&#8217;archetipo costruttivo sia il livello intermedio di maturazione culturale di un elemento che riesce gi\u00e0 ad affrancarsi dall\u2019impiego strettamente funzionale, ma non ha ancora una sua totale autonomia formale. In altre parole, l\u2019archetipo costruttivo \u00e8 un elemento topico ancora giovane: ha gi\u00e0 una sua indipendenza, ma non si \u00e8 ancora completamente liberato dalla memoria della sua funzione originaria. Se \u201ctopica\u201d \u00e8 il genere, \u201carchetipi\u201d sono una particolare specie all&#8217;interno del genere. Ma cerchiamo di vedere quali effettivamente siano gli archetipi costruttivi di maggiore rilevanza storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Innanzitutto, a quale tradizione possiamo far risalire tali archetipi? Non certo a quella antica, poich\u00e9 la citt\u00e0 greca e romana \u00e8 un insieme di nozioni astratte, recuperabili solo sul piano squisitamente archeologico. La tradizione che direttamente ci riguarda inizia di fatto col Rinascimento, i cui modelli abitativi sopravvivono pressoch\u00e9 intatti in molte citt\u00e0 italiane, col risultato che, a differenza dell&#8217;antichit\u00e0, esso \u00e8 a tutti gli effetti tradizione civile, legata al nostro stile di vita quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella loro elaborazione teorica gli architetti rinascimentali prendevano le mosse dallo studio dell&#8217;architettura templare romana, ma per costruire soprattutto palazzi. Pi\u00f9 che non la villa di campagna, con le ardite invenzioni rese possibili dal suo magnifico isolamento, \u00e8 proprio il palazzo cittadino il modello di riferimento ancor oggi valido per una moderna comunit\u00e0 urbana. E&#8217; come se nella nostra memoria storica vi fosse una sorta di schizofrenia: del Rinascimento ammiriamo soprattutto chiese e ville ma, in concreto, ne viviamo (assumendoli a modello) essenzialmente i palazzi urbani. Questi, e non altri, sono la fonte degli archetipi costruttivi in uso nella cultura occidentale moderna sino a pochi decenni fa. Per analizzare tali archetipi, dobbiamo calarci in una logica che vede nella pietra, nel mattone e nel legno i principali materiali edili.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2546\" aria-describedby=\"caption-attachment-2546\" style=\"width: 1450px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/01a-Facciata_large.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2546\" title=\"01a-Facciata_large\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/01a-Facciata_large.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"956\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/01a-Facciata_large.jpg 499w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/01a-Facciata_large-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/01a-Facciata_large-305x201.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 1450px) 100vw, 1450px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2546\" class=\"wp-caption-text\"><em>Palazzo Sacrati-Strozzi-Guadagni, secc. XV-XIX, Firenze.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">In assenza di cemento armato, per costruire le fondamenta di un palazzo nel secolo XV si usavano blocchi di pietra da taglio appena sbozzati. Su tale basamento, completamente interrato o sporgente dal terreno solo in minima parte, si innalzava un primo livello di mura sempre in pietra ma a conci regolari, cio\u00e8 ben squadrati, perch\u00e9 destinati a restare in vista. Ci\u00f2 sia per motivi di stabilit\u00e0, sia per contrastare la risalita dell\u2019umidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Su questo primo livello rispondente al piano terra venivano eretti i muri in mattone dei piani successivi, avendo cura di legare la costruzione con dei corsi in pietra all\u2019imposta di ogni solaio, leggibili all&#8217;esterno come fasce marcapiano, e con dei cantonali, cio\u00e8 pietre collocate a pettine agli angoli della costruzione per connettere i muri in quel particolare punto critico. L\u2019intero edificio veniva ulteriormente legato in cima da un corso di lastre in pietra, le quali consentivano anche di far sporgere all&#8217;esterno la linea di gronda necessaria a riparare il muro dalla pioggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le aperture nel muro di mattoni, ossia le finestre, presentavano problemi strutturali risolvibili con l&#8217;adozione di \u201certe\u201d o \u201cpilastrate\u201d (secondo la terminologia usata da Palladio ne <em>I quattro libri dell&#8217;architettura<\/em>), cio\u00e8 pilastri in pietra laterali che reggevano un architrave, sempre in pietra, il quale presentava una sporgenza a protezione dalla pioggia. Tale architrave spesso reggeva solo se stesso, perch\u00e9 l\u2019effettiva funzione portante veniva svolta da un arco cieco inserito nella muratura sovrastante e poi coperto dall\u2019intonaco. Alla base delle finestre si poneva un ampio davanzale in pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alla porta spettava un trattamento diverso. Ferma restando la struttura portante a pilastri e architrave appena descritta, tale apertura (spesso unica, giacch\u00e9 il palazzo urbano poteva trasformarsi all&#8217;occorrenza in un vero e proprio fortino) veniva nobilitata con un apparato decorativo a s\u00e9 stante, il portale. Questa struttura decorativa autonoma poteva anche fungere da base di appoggio per un poggiolo o balcone prospiciente le porte-finestre del primo piano, in corrispondenza del salone principale del palazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ciascun piano aveva una specifica funzione. Le cantine interrate fungevano da deposito; il piano terra aveva compiti di disbrigo e logistica; il primo piano (o \u201cpiano nobile\u201d) costituiva la residenza della famiglia; quello superiore era abitato dalla servit\u00f9; il sottotetto, infine, era un ulteriore deposito per granaglie o vettovaglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo assetto funzionale e strutturale basato sull&#8217;alternanza di pietra e mattone, creava sulla facciata dell&#8217;edificio una precisa e caratteristica alternanza fra i due materiali. Si poteva infatti osservare un basso basamento in pietra da taglio a conci irregolari, su cui poggiava un muro in pietra squadrata e regolare. Su di esso si innalzava la muratura, cadenzata da fasce marcapiano in pietra e sormontata dalla cornice di gronda, sempre lapidea. Agli angoli, l\u2019edificio era incorniciato dai cantonali a pettine. Nella mole della facciata spiccava il complesso del portale sovrastato dal balcone, il tutto realizzato in marmo bianco finemente lavorato. Le finestre erano evidenziate dalla cornice di contorno, che, come abbiamo visto, era la somma di tre elementi: davanzale, pilastri e architrave.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In questa tipologia architettonica, il muro di mattoni si innalzava liscio e tutto sullo stesso livello, mentre gli inserimenti lapidei erano aggettanti e diversamente lavorati. Trattandosi di pietre, spesso tagliate in cantiere e comunque rifinite in opera, l\u2019inserimento di modanature o di ornati era ovviamente implicito nel lavoro di rifinitura finale ad opera dei maestri lapicidi. Si aveva quindi una parte liscia, in muratura, decorata a posteriori con affreschi, ed una parte variamente aggettante, in pietra, ornata gi\u00e0 in fase di costruzione.<\/p>\n<figure style=\"width: 1378px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Palladio-varianti-per-il-Palazzo-da-porto-1546.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" title=\"Palladio, varianti per il Palazzo da porto, 1546\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Palladio-varianti-per-il-Palazzo-da-porto-1546.jpg\" alt=\"\" width=\"1378\" height=\"939\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Andrea Palladio, disegno con varianti per la facciata di palazzo Porto a Vicenza, 1546.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019insieme appena descritto costituisce la sintassi canonica di tutti gli apparati decorativi dei palazzi costruiti in Europa e nelle sue colonie nei secoli successivi. L\u2019unica variante intervenuta nel tempo riguarda i materiali. Quando la borghesia cittadina soppiant\u00f2 l\u2019aristocrazia terriera, la pietra spar\u00ec perch\u00e9 troppo costosa e, date le dimensioni minori degli edifici, non pi\u00f9 necessaria, ma la sua presenza in facciata viene richiamata con decorazioni eseguite a stucco cementizio. La funzione costruttiva si trasformava cos\u00ec in funzione topica, generando una famiglia di archetipi costruttivi. Li riepiloghiamo di seguito:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; basamento: <\/em>\u00e8 una bassa zoccolatura, dall\u2019aspetto fortemente irregolare, che corre lungo tutto il perimetro dell\u2019edificio;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; piano terra rustico: <\/em>in origine \u00e8 il primo muro fuori terra, costruito con pietre squadrate regolarmente. Pu\u00f2 occupare tutta l\u2019altezza del piano terra o fermarsi all\u2019imposta delle finestre. Sul tipo di finitura dei singoli blocchi (o \u201cconci\u201d), sono state elaborate diverse invenzioni;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; fasce marcapiano: <\/em>evidenziano i piani dell\u2019edificio lungo tutta la facciata, recano modanature tratte dal repertorio degli ordini architettonici e, spesso, sono affiancate da altre fasce orizzontali fatte correre all\u2019altezza dei davanzali delle finestre;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; cornice di gronda: <\/em>chiude l\u2019edificio ed \u00e8 pi\u00f9 imponente delle fasce marcapiano perch\u00e9 composta da due elementi: la fascia marcapiano dell\u2019ultimo piano e, posata su di essa, l\u2019ipotetica lastra lapidea che deve dare la sporgenza per la linea di gronda. Questo secondo elemento pu\u00f2 presentare modiglioni, dentelli o cornici modanate fortemente aggettanti;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; cantonali: <\/em>sono le pietre d\u2019angolo disposte a pettine. In ambito veneto, ad esempio, esse hanno una forma regolare con una proporzione di 3 a 2 fra la lunga e la corta, mentre nel Lazio sono fortemente irregolari nelle dimensioni e nelle proporzioni. Anche su questo elemento sono state elaborate molteplici invenzioni;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; cornici delle finestre: <\/em>vengono lette come contorno unitario e ogni epoca ne ha elaborato una specifica forma. Sono in realt\u00e0 costituite da tre elementi: davanzale, pilastri laterali, architrave. Questi elementi possono essere proposti anche singolarmente, fermo restando che architrave e davanzale sono pressoch\u00e9 imprescindibili. Il davanzale \u00e8 sempre presente per la sua spiccata necessit\u00e0 funzionale. L\u2019architrave \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 importante perch\u00e9 composto a sua volta da due parti: l\u2019architrave vero e proprio e la sovrastante cornice, sporgente per proteggere la finestra dalla pioggia battente;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; portale: <\/em>elemento preponderante nella facciata, serve ad evidenziare l\u2019accesso principale e a conferirgli il decoro richiesto dallo status della famiglia. E\u2019 un elemento autonomo sia strutturalmente, perch\u00e9 spesso ha colonne e copertura propria, sia sintatticamente, perch\u00e9 ha una funzione di decoro indipendente da quella dell\u2019edificio. Le invenzioni intorno a questo tema sono notevolissime e fanno storia a s\u00e9;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>&#8211; balcone: <\/em>la struttura del portale sorregge spesso un balcone prospiciente le porte-finestre del piano nobile. Da un lato, va detto che la soluzione del balcone \u00e8 implicita in certi portali aggettanti; dall\u2019altro, questo tema \u00e8 strettamente collegato alle porte-finestre del piano nobile, le quali illuminando il salone principale prendono la forma di loggia, per dare decoro e importanza, anche esternamente, al salone d\u2019onore. Si potrebbe quindi dire che il balcone costituisca la naturale prosecuzione del salone d&#8217;onore verso l\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questi i fondamentali archetipi costruttivi espressi dal palazzo urbano rinascimentale. Si tratta di chiavi di lettura essenziali per leggere i contesti urbanistici delle nostre citt\u00e0, ma senza mai cadere nell&#8217;eccesso classificatorio, per non perdere di vista la relazione tra il singolo elemento e il tutto. In altre parole, gli archetipi costruttivi sono categorie interpretative, non scientifiche, e in quanto tali possono essere di volta in volta disattesi o modificati dall\u2019invenzione dell\u2019architetto o del decoratore. Essi ci forniscono i parametri grammaticali e sintattici necessari a comprendere l\u2019architettura storica delle nostre citt\u00e0 e a formulare nuove idee di decoro per quella contemporanea e futura.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>In alto: Canaletto, Capriccio con edifici palladiani, tra cui il progetto mai realizzato per il ponte di Rialto a Venezia, 1756-59, olio su tela, cm. 58 x 82, Parma, Pinacoteca Nazionale.&nbsp; Sotto: Jean-Fran\u00e7ois Boull\u00e9e, Progetto per l'Op\u00e9ra di Parigi, 1781, Paris, Biblioth\u00e9que nationale de France (Wikimedia Commons).\n<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boull\u00e9e_-_Projet_dOp\u00e9ra_-_\u00e9l\u00e9vation.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8953 alignnone\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boull\u00e9e_-_Projet_dOp\u00e9ra_-_\u00e9l\u00e9vation.jpg\" alt=\"\" width=\"1471\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boull\u00e9e_-_Projet_dOp\u00e9ra_-_\u00e9l\u00e9vation.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boull\u00e9e_-_Projet_dOp\u00e9ra_-_\u00e9l\u00e9vation-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1471px) 100vw, 1471px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Civilt\u00e0 del costruire: i fondamentali \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=2543\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Tra architettura e decorazione: gli archetipi costruttivi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8951,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":311},"categories":[554,478],"tags":[31,52,55,10,81,54],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2543"}],"version-history":[{"count":47,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19016,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543\/revisions\/19016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}