{"id":24852,"date":"2025-10-13T10:52:08","date_gmt":"2025-10-13T10:52:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=24852"},"modified":"2026-05-06T09:33:59","modified_gmt":"2026-05-06T09:33:59","slug":"lornamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=24852","title":{"rendered":"L&#8217;ornamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts24852&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p><strong><span style=\"color: #993366;\">di Heinrich Tessenow<\/span><\/strong><\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000;\"><em>Meno noto rispetto a Peter Behrens, Bruno Taut o Walter Gropius, l'architetto, urbanista e docente Heinrich Tessenow (1876-1950) fu un protagonista dell'architettura tedesca del primo '900. Ebbe come allievi diversi giovani talenti destinati a emergere negli anni che videro l'ascesa di Adolf Hitler, e tra di essi Albert Speer, futuro architetto del F\u00fchrer. Nel 1934 venne allontanato dall'insegnamento universitario, e si dedic\u00f2 prevalantemente all'attivit\u00e0 teorica. Rimesso in onore dopo il 1945 dall'amministrazione sovietica della Germania Est, le condizioni di salute ormai declinanti gli impedirono di dedicarsi con continuit\u00e0 ai compiti cui era chiamato. Nell'attivit\u00e0 professionale da lui svolta nei primi trent'anni del secolo XX spiccano i numerosi progetti di edifici pubblici, complessi residenziali, strutture comunitarie. Tessenow fu un eccellente pianificatore del tessuto urbano, concepito in termini sobri ed economici, ma richiamandosi a precise radici culturali e ambientali. Il pi\u00f9 importante fra i saggi in cui egli condens\u00f2 le proprie idee architettoniche \u00e8 <\/em>Hausbau und dergleichen (Osservazioni elementari sul costruire)<em>, uscito nel 1916. Da questo libro, tradotto in italiano nel 1975, traiamo l'ultimo degli otto capitoli, intitolato \"L'ornamento\". Le argomentazioni di Tessenow ricordano da vicino quelle <\/em><em>di Adolf Loos in <\/em>Ornamento e delitto<em>. D'altronde, luoghi comuni come quelli relativi alla psicologia del bambino e della donna, al fascino per il primordiale e il selvaggio, alla contrapposizione tra progressisti e cultori del buon tempo andato, caratterizzano tutta la temperie protorazionalista. Ma nell'interpretazione di Tessenow, essi devono continuamente confrontarsi con una constatazione di fondo, pi\u00f9 volte ribadita: l'ornamento \u00e8 esigenza insopprimibile, dentro e fuori il perimetro delle arti. Vedi H. Tessenow, <\/em>Osservazioni elementari sul costruire<em>, traduzione di Sonia Gessner, Franco Angeli, Milano 1975, pp. 122-127.\u00a0<\/em><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento, o la decorazione, \u00e8 dovunque: ma \u00e8 tanto migliore quanto meno \u00e8 voluto, oppure tanto pi\u00f9 ci appaga quanto pi\u00f9 lo trattiamo con indifferenza. L&#8217;ornamento ha nel nostro lavoro pi\u00f9 o meno il ruolo che hanno i modi di dire nella lingua parlata; questi sono inevitabili, riproducono in modo affatto naturale i modi della nostra vita sociale, ma non dobbiamo affidarci troppo alla loro facile presa se non vogliamo che diventino un intralcio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Potremo creare l&#8217;ornamento soltanto se terremo conto degli elementi necessari e progressivi della vita collettiva o dei fondamenti di un buon lavoro artigianale. Cos\u00ec, per esempio, quando costruiamo un muro di mattoni secondo le regole, cio\u00e8 rispettiamo l&#8217;ordine e teniamo presente soprattutto ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e rispondente a necessit\u00e0, allora quel muro esibir\u00e0 apertamente la propriet\u00e0 decorativa che gli appartiene; ma avremo ottenuto questo risultato senza averlo voluto in modo diretto. Potremmo dire che l&#8217;ornamento, nei casi migliori, \u00e8 una specie di involontario sorriso, capace di rischiarare tutta la fatica e la seriet\u00e0 di un duro lavoro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">(Nella figura 32 sono state messe in evidenza alcune parti, ci\u00f2 che in realt\u00e0 non \u00e8 necessario, perch\u00e9 sia pi\u00f9 chiaramente leggibile l&#8217;effetto decorativo di un certo tipo di orditura in un muro di mattoni).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento \u00e8 il risultato di tutti i momenti di stanchezza e di rassegnazione che immancabilmente si presentano nella nostra vita e nel\u00a0 nostro lavoro; per questo noi combattiamo l&#8217;ornamento con lo stesso impegno con cui cerchiamo di superare tutto ci\u00f2 che \u00e8 stanco o mediocre, pago o rassegnato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ci\u00f2 che vi \u00e8 di meglio per quanto riguarda l&#8217;ornamento \u00e8 l&#8217;astratto, lo sciocco o l&#8217;inesplicabile<span style=\"color: #993366;\"><strong> \u23291\u232a<\/strong><\/span>. L&#8217;ornamento &#8211; sia detto fra noi &#8211; ha qualcosa delle superficialit\u00e0 femminile, pu\u00f2 anche esprimere tutto un mondo, ma lo fa sempre con timidezza, oppure si esprime sempre in modo alquanto indefinito o mediante l&#8217;uso di termini traslati; l&#8217;ornamento manca di determinazione, ci\u00f2 che lo relega cos\u00ec lontano da quello che comunemente chiamiamo lavoro impegnativo. Quando ci dedichiamo a un lavoro, per cos\u00ec dire, importante, ci \u00e8 sempre richiesta una grande concentrazione su quanto facciamo; l&#8217;ornamento invece \u00e8 nemico della concentrazione, vuole giocare durante il lavoro; e, in questo senso, dovremmo essere degli dei per poter realizzare qualcosa di importante per mezzo dell&#8217;ornamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Voglio ripetere qui ancora una volta ci\u00f2 che ho gi\u00e0 detto della forma tecnica rispetto all&#8217;ornamento: anche la forma tecnica (affinch\u00e9 possa avere per noi un significato) ha assoluto bisogno di essere traslata; la traduzione di cui ha bisogno avviene principalmente attraverso il nostro sapere, per l&#8217;ornamento invece questa avviene soprattutto attraverso il nostro vedere. Noi diamo lo stesso valore a entrambi questi modi di trasmettere, cos\u00ec come attribuiamo un significato pi\u00f9 o meno grande alla forma tecnica e lo stesso facciamo con l&#8217;ornamento; sta di fatto per\u00f2 che, se all&#8217;ornamento togliamo la forma, non ci resta pi\u00f9 nulla, mentre, se togliamo la forma alla forma tecnica, ci resta pur sempre l&#8217;elemento tecnico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">C&#8217;era una volta un uomo che per un giorno intero si era dato da fare per vivere la sua parte di storia del mondo e che la sera, dopo aver ben mangiato e bevuto, se ne stava seduto tutto contento a conversare con sua moglie, e quando la moglie si era alzata per mettere a letto i bambini, il pap\u00e0 si era accinto, un po&#8217; con diligenza e un po&#8217; con pigrizia, ad intagliare la freccia del suo arco. All&#8217;incirca cos\u00ec deve essere nato l&#8217;ornamento; si trattava quasi di un gioco, ma in parte era anche un lavoro. Se quell&#8217;uomo quella sera non fosse gi\u00e0 stato un po&#8217; stanco, si presume che, invece di decorare la sua freccia, avrebbe cercato di migliorarne la qualit\u00e0; cio\u00e8 la sua forma dinamica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento \u00e8 la dimostrazione del fatto che a noi sono sempre mancati la vivacit\u00e0 intellettuale e la forza di discernimento necessari per cogliere e per migliorare ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e necessario nel nostro lavoro; potremmo dire che si tratta piuttosto di un mezzo lavoro, fatto prima di andare a dormire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spesso siamo inclini a considerare l&#8217;ornamento come inizio, oppure come il germoglio di un lavoro compiuto, e per questo siamo soliti insegnare con molta cura il disegno. Ma l&#8217;ornamento non \u00e8 un inizio, \u00e8 difficile per esempio immaginare che il suddetto uomo la mattina dopo, fresco e riposato, si sia messo a sedere e abbia continuato tranquillamente a ricoprire do ornamenti la sua freccia; \u00e8 fuori dubbio invece che quel signore, la mattina dopo, si sar\u00e0 occupato di ben altre cose.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento \u00e8 sicuramente il prodotto delle nostre capacit\u00e0 secondarie, nella vita di ogni giorno c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa di assolutamente marginale, qualcosa che deve venire per ultimo, \u00e8\u00a0 per questo che, anche con la nostra migliore buona volont\u00e0, non riusciamo a realizzare ornamenti migliori di quelli prodotti dai popoli primitivi o selvaggi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il nostro pensare o sentire che ci spinge verso l&#8217;ornamento \u00e8 stanco, cio\u00e8 senza impegno; per questo l&#8217;ornamento non \u00e8 cosa adatta ai bambini: \u00e8 assolutamente non infantile. Un bambino prende il suo lavoro sempre sul serio, spesso troppo sul serio; quando \u00e8 stanco, smette del tutto di lavorare e si mette a dormire; il bambino cerca ci\u00f2 che eccita i sensi, e da questo punto di vista potrebbe anche amare l&#8217;ornamento. Ma il bambino desidera altrettanto cose corrispondenti a verit\u00e0, disegna una casa con il tetto molto rosso e un albero con le foglie molto verdi, oppure una signora che abbia inequivocabilmente cinque dita per mano; d&#8217;istinto il bambino non render\u00e0 mai ad ornare, oppure &#8211; ancora incorrotto &#8211; non amer\u00e0 mai di per s\u00e9 l&#8217;ornamento. Al contrario, i vecchi codini, gli uomini che non stanno al passo con il loro tempo, le civilt\u00e0 che si sono arrestate e tutti quelli che non riescono ad andare avanti e non credono a un progresso, ma che sopravvivono e lavorano ugualmente, costoro amano l&#8217;ornamento. La condizione per\u00f2 in cui oggi noi ci troviamo \u00e8, pi\u00f9 di quanto possiamo pensare, molto prossima allo stadio infantile, ci troviamo cio\u00e8 a uno stadio iniziale in cui crediamo fermamente nella nostra capacit\u00e0 di progredire, e di conseguenza rifuggiamo dall&#8217;ornamento fine a s\u00e9 stesso. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento ci \u00e8 tanto pi\u00f9 d&#8217;intralcio quanto pi\u00f9 profondo il nostro dolore o quanto pi\u00f9 esaltata \u00e8 la nostra gioia oppure quanto pi\u00f9 vivo \u00e8 il nostro desiderio di progresso, un profondo impegno esclude le questioni secondarie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se l&#8217;impegno creativo fronteggia il mondo con tutte le sue contraddizioni e i suoi squilibri, ecc., e cerca di dare a ogni cosa quella forma che la rende non solo accettabile ma anche motivo di gioia, al contrario l&#8217;ornamento tenta di nascondere questa stessa realt\u00e0 e di coprirla con un sorriso. Per esempio, di fronte alla ricca decorazione di una porta, dovremmo dimenticare la porta stessa come tale. Se la porta viene invece realizzata secondo una precisa idea costruttiva, essa riflette nelle sue belle misure, nei rapporti, ecc., tutte le esigenze e anche la gioia stessa della costruzione, s\u00ec che diventa un piacere il fatto di usare la porta stessa come tale, fino al punto di rallegrarci del fatto che al mondo non si possa fare a meno delle porte; in questo caso alla fine risulter\u00e0 anche l&#8217;elemento decorativo, ma senza averlo voluto e senza essercene preoccupati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;ornamento \u00e8 sempre molto pi\u00f9 estetico che artistico; l&#8217;ornamento, contrariamente a ogni forma che ha un contenuto, si esaurisce nella forma in s\u00e9 stessa, con l&#8217;arte ha in comune il fatto di suscitare sensazioni diverse, ma resta indifferente al tipo e alla qualit\u00e0 di queste. Mentre l&#8217;arte provoca o cerca di provocare un certo sentimento, l&#8217;ornamento non fa distinzioni, le sensazioni che produce sono sempre indefinibili e casuali. Come ho gi\u00e0 detto: le qualit\u00e0 specifiche dell&#8217;ornamento si confondono con le qualit\u00e0 proprie della superficialit\u00e0 femminile, che \u00e8 cos\u00ec manifesta nel riso trattenuto (a una signora non \u00e8 consentito di ridere forte), nell&#8217;ironia (ella \u00e8 sempre al di sopra, ma non deve mostrare la sua superiorit\u00e0), nel suo mondo fantastico (ella sogna e teme la realt\u00e0), ecc. Ci\u00f2 che \u00e8 proprio della superficialit\u00e0 femminile &#8211; in contrapposizione alle qualit\u00e0 positive della donna &#8211; \u00e8 oggi assai raro, non lo teniamo in grande considerazione, non risponde pi\u00f9 alle nostre esigenze e perci\u00f2 non ci persuade. Lo stesso vale per l&#8217;ornamento; ne abbiamo in abbondanza, ma non ne sentiamo l&#8217;esigenza; lo facciamo solo perch\u00e9 lo si faceva in passato, non \u00e8 spontaneo, vuole essere preso sul serio e tutto questo gli nuoce: non ne abbiamo bisogno e non si giustifica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;amore per il lavoro artigianale comprende anche l&#8217;amore per l&#8217;ornamento, non pu\u00f2 rifiutarlo; in ogni nostro lavoro \u00e8 come il nostro fischiettare e il nostro canticchiare, o, come nel muro di mattoni, un ornamento che non cerchiamo ma che d\u00e0 un carattere cos\u00ec particolare al nostro modesto lavoro, oppure \u00e8 come il papavero nel campo di grano, un secondario sorriso nel campo esteso dell&#8217;utilit\u00e0, un sorriso che non andiamo a cercare, ma\u00a0 che non possiamo evitare e che perci\u00f2 deve essere silenzioso, il pi\u00f9 possibile &#8220;secondario&#8221; e timido.<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a <\/strong><\/span>Questo si verifica quando ogni lavoro \u00e8 a tal punto avanzato da non ammettere pi\u00f9 l'impiego di elementi decorativi presi dalla natura, oppure questi ultimi si sono a tal punto modificati da non mostrare pi\u00f9 alcun rapporto con la loro ispirazione <em>[nota dell'autore]<\/em>.\n\n<em>Homepage: da sinistra a destra, Harald Dohrn, Wolf Dohrn, Alexander von Salzmann e Heinrich Tessenow seduti sui gradini della Festspielhaus Hellerau di Dresda costruita su progetto dello stesso Tessenow, fotografia di anonimo, 1913 circa (Biblioth\u00e8que de Gen\u00e8ve).<\/em>\n<em>S<\/em><em>otto: riproduzione delle pagine 56-61 del libro di Heinrich Tessenow \"Hausbau und Dergleichen\", Bruno Cassirer, Berlino 1916 (www.archive.org).<\/em><\/span><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/hausbauunddergle00tessuoft_0070.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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