{"id":22475,"date":"2024-08-27T07:39:49","date_gmt":"2024-08-27T07:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=22475"},"modified":"2026-01-01T11:20:22","modified_gmt":"2026-01-01T11:20:22","slug":"intervista-a-mona-lisa-tina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=22475","title":{"rendered":"Intervista a Mona Lisa Tina"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts22475&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p><span style=\"color: #993366;\"><strong>di Enrico Maria Davoli<\/strong><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000;\"><em>Mona Lisa Tina (Francavilla Fontana 1977) \u00e8 tra le figure pi\u00f9 rappresentative nell'ambito della <\/em>performance <em>oggi in Italia. Arteterapeuta accreditata presso importanti realt\u00e0 educative, museali e sanitarie, vive e lavora a Bologna, dove ha frequentato l'Accademia di Belle Arti. Sin dalle prime prove, il suo approccio alla <\/em>performance<em> coniuga elementi di ritualit\u00e0 universale, semplice e riconoscibile, con allestimenti rarefatti ed eleganti. L'uso di un'ampia gamma di risorse installative, tecnologiche e multimediali, sia durante l'azione performativa in tempo reale, sia in sede di postproduzione fotografica e videografica, d\u00e0 al suo lavoro forte densit\u00e0 plastica, cromatica ed emotiva. Gesti archetipici come respirare, camminare a piedi nudi, sussurrare, declamare, abbracciare, accarezzare, intonare una nenia, costruiscono le condizioni di un climax ineluttabile. I partecipanti alla <\/em>performance<em> diventano i protagonisti di una possibile, quotidiana redenzione. Mona Lisa Tina progetta con cura ogni dettaglio delle sue <\/em>performances<em>, costruendo intorno a s\u00e9 un'atmosfera di regalit\u00e0, un afflato, che fanno del suo lavoro una vera e propria architettura emozionale, capace di incorniciare il tempo e lo spazio in cui si svolge. Le abbiamo perci\u00f2 rivolto una serie di domande intorno ai segni di riconoscimento, insieme estetici ed etici, presenti in tutta la sua ricerca artistica. Le immagini che corredano questa intervista provengono tutte dal sito web dell'artista, consultabile al link <span style=\"text-decoration: underline;\">www.monalisatina.it<\/span><\/em><\/span><\/pre>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Forse anche a causa delle immagini a bassa definizione, in bianco e nero, di pionieri come Vito Acconci, Carolee Schneemann, la coppia Abramovi\u0107-Ulay, si tende ad associare la <\/em>Performance<em> (e la confinante <\/em>Body Art<em>) a una serie di procedure artistiche povere, se non proprio disadorne. Ma il panorama \u00e8 molto mutato rispetto a qualche decennio fa. Con quali ragioni, interne ed esterne, spieghi questa evoluzione?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 esattamente come affermi. Nel corso del tempo la pratica performativa si \u00e8 andata modificando, grazie all\u2019integrazione di strumenti e dispositivi tecnologici audio\/video, propri del nostro tempo. Grazie a essi l\u2019artista ha potenziato e superato i limiti del Corpo, e il rischio di dover soccombere alla propria caducit\u00e0 fisica, rendendo eterne le azioni performative grazie alla riproducibilit\u00e0 digitale. Riguardo ai cambiamenti esterni ai <em>setting<\/em> performativi, ritengo che essi dipendano dal processo di evoluzione culturale e scientifica, in senso ampio e diversificato, in atto ovunque. I <em>performers<\/em> hanno sentito l\u2019esigenza di esprimersi con mezzi pi\u00f9 sofisticati e contemporanei, oltrepassando i confini geografici dei luoghi d&#8217;origine. I motivi interni di questi cambiamenti estetici, invece, sono legati in buona parte alla biografia dell\u2019artista, agli stimoli culturali ricevuti, agli incontri\/scontri professionali con le proprie figure di riferimento, all&#8217;et\u00e0 anagrafica e, pi\u00f9 in generale, all&#8217;urgenza espressiva e di condivisione della propria Arte.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_22484\" aria-describedby=\"caption-attachment-22484\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22484 size-large\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/HUMAN8_LD-scaled-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22484\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Mona Lisa Tina, Human, 2009, performance e installazione, nella versione realizzata per il progetto Skin Borders, Cremona, CRAC (photo credits Pietro Diotti).<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>I materiali e gli oggetti che, nel tempo, hai impiegato nelle tue <\/em>performances<em>, offrono un quadro che si attaglia benissimo alla nozione originaria e pi\u00f9 concreta di <\/em>ornamentum<em>, cos\u00ec come la leggiamo in un dizionario di latino: in primo luogo \u201capparato\u201d, \u201cequipaggiamento, \u201carmatura\u201d, \u201cbardatura\u201d; in secondo luogo le nozioni, oggi pi\u00f9 consuete, di \u201cabbellimento\u201d e \u201cornamento\u201d. Come valuti questo dato?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Innanzitutto, posso rispondere che gli oggetti che utilizzo acquisiscono un significato e un ruolo ben precisi a seconda del progetto di riferimento; certamente i termini \u201capparato\u201d e \u201carmatura\u201d possono essere concettualmente collegati ad essi. Inoltre, anche il termine \u201cornamento\u201d, inteso come integrazione di uno o pi\u00f9 oggetti estetici nella <em>performance<\/em>, con finalit\u00e0 che esulano dal mero abbellimento, mi pare appropriato. Nella mia prospettiva di artista visiva, e non essendo n\u00e9 una semiologa n\u00e9 una linguista, esprimo una valutazione che &#8211; ne sono cosciente &#8211; pu\u00f2 essere opinabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Volendo tentare un inventario degli \u201cornamenti\u201d con cui realizzi le tue <\/em>performances<em>, una prima, rilevante modalit\u00e0 di cui ti sei avvalsa in passato \u00e8 uno strato di colore applicato direttamente sulla pelle, ad esempio la brunitura utilizzata in <\/em>Obscuratio<em> (2008) e<\/em> Human <em>(2009). Era una cancellazione, una metamorfosi, una sublimazione?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nella storia dell\u2019arte sono tante le simbologie che vengono attribuite al nero, inteso come acromia e assenza di luce. In alcune delle mie precedenti <em>performances<\/em> &#8211; mi riferisco in modo particolare a <em>Obscuratio<\/em> e a <em>Human<\/em> &#8211; ho utilizzato un pigmento nero opaco per coprire completamente tutta la superficie del mio Corpo, con lo scopo di occultare e confondere, anche solo momentaneamente per la durata dell\u2019azione, la mia identit\u00e0 di genere. Il nero, dunque, assume per me pi\u00f9 di un significato. In primo luogo, quello che riguarda un particolare stato emotivo di introspezione e di travaglio psichico dell\u2019artista, prima del raggiungimento di una rinnovata consapevolezza che segue l&#8217;azione costruttiva dell\u2019opera d\u2019arte. Come enunciato nei vari trattati dell\u2019alchimia antica, il processo di trasformazione della materia \u00e8 suddiviso in tre stadi principali che caratterizzano la trasmutazione cromatica dei metalli, fino al raggiungimento del suo apice: l&#8217;Oro. Questa trasformazione non riguarda solo lo stato fisico della materia ma ha anche un significato interiore relativo all\u2019evoluzione spirituale dell\u2019essere. Per esperienza personale, prima, durante e alla conclusione di una <em>performance<\/em> sono sempre attraversata da differenti stati emotivi di grande intensit\u00e0, riferibili alle fasi del processo alchemico: la <em>Nigredo<\/em>, l\u2019<em>Albedo<\/em>, la<em> Rubedo<\/em> e, infine, l\u2019oro. La fase della <em>Nigredo<\/em> pu\u00f2 essere considerata come l\u2019istante che precede l\u2019azione in cui il <em>performer<\/em> \u00e8 intensamente e introspettivamente concentrato su di s\u00e9 e sul suo Corpo. La fase dell\u2019<em>Albedo<\/em> \u00e8 l\u2019istanza iniziale dell\u2019azione in cui l\u2019artista, pur non esprimendosi con le parole ma attraverso lo sguardo e la sua presenza fisica, instaura una dimensione di empatia e fiducia con il pubblico che assiste. La fase della <em>Rubedo<\/em> si riferisce al pieno dello svolgimento dell\u2019azione, in cui <em>performer<\/em> e presenti prendono parte all\u2019opera essendone emotivamente e totalmente coinvolti. La fase dell\u2019Oro rappresenta l\u2019esperienza performativa conclusa dopo una reciprocit\u00e0 di scambi e interazioni che riguarda tutti.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_22485\" aria-describedby=\"caption-attachment-22485\" style=\"width: 957px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22485\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1-1024x990.jpg\" alt=\"\" width=\"957\" height=\"926\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1-1024x990.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1-300x290.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1-768x743.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna15_LD-scaled-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 957px) 100vw, 957px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22485\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><em>Mona Lisa Tina, Io non ho vergogna, 2014, performance, nella versione realizzata per Teoremi Performance Festival, Genova (photo credits Vanis Dondi).<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Un&#8217;altra modalit\u00e0 che hai sperimentato \u00e8 quella degli involucri simili a bozzoli o nidi &#8211; da <\/em>Into the Core<em> (2011) a<\/em> Fragments<em> (2012) a <\/em>Anthozoa<em> (2013) &#8211; che avvolgono il tuo corpo, nascondendolo e rivelandolo al tempo stesso. Cosa c&#8217;\u00e8 all&#8217;origine di questi involucri?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In <em>Into the Core,<\/em> l\u2019involucro rappresentava una sorta di tana, di ventre vegetale in corda che mi accoglieva e proteggeva. In <em>Fragments<\/em>, le estensioni rivestite in raso nero di cui lentamente mi vestivo, trasformavano e cambiavano letteralmente il mio aspetto. In <em>Anthozoa<\/em>, invece, indossavo una struttura biomorfa di velluto rosso fin dal principio dell\u2019azione che dalla testa si estendeva a tutto il Corpo. La struttura sottolineava il mio desiderio di cambiamento interiore, non solo di tipo estetico ovviamente, dove l\u2019artefatto dell\u2019involucro compenetrandomi, diventava tutt\u2019uno con me. Negli anni in cui ho realizzato questi progetti e per molto tempo nei miei lavori &#8211; ne sono una dimostrazione proprio queste <em>performances<\/em> &#8211; ho proposto il mio Corpo come asessuato, mutante e contaminato proprio in contrapposizione agli standard di bellezza contemporanea. Utilizzando protesi, allestimenti di luce, strumenti chirurgici e accessori di sale operatorie, rivestititi o trattati nella loro \u201cnatura\u201d come fossero oggetti preziosi, desideravo enfatizzare l\u2019avvento delle nuove tecnologie e dei nuovi canoni estetici attraverso il linguaggio dell\u2019Arte, che per me rappresenta, in questo senso, l\u2019unica modalit\u00e0 possibile in cui il Corpo e la chirurgia, anche quella estetica, dialogano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Un terzo aspetto in continua evoluzione \u00e8 l&#8217;abito vero e proprio, col relativo impatto cromatico, che pu\u00f2 essere squillante ( <\/em>Io non ho vergogna<em>, 2014, <\/em>Georitmie<em>, 2021), candido ( <\/em>L&#8217;albero delle bugie<em>, 2017, <\/em>Carillon<em>, 2022), oscuramente neutro ( <\/em>Di ogni buio, di ogni luce<em>, 2018) e via dicendo. L&#8217;impressione \u00e8 quella di un<\/em> mood <em>personale che diventa snodo, fonte di energia. Sei d&#8217;accordo?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sono pienamente d\u2019accordo con te. Attribuisco ai colori degli indumenti che indosso significati specifici a seconda della poetica di ogni singolo lavoro. A un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita, le tonalit\u00e0 di rosso, nero e bianco riflettono simbolicamente sempre un aspetto, un frammento delle mie esperienze di vita. Esperienze che desidero esporre e condividere con i fruitori, al tempo stesso avviando e amplificando un processo trasformativo, psichico ed emotivo, nell\u2019azione performativa stessa o nel singolo progetto fotografico.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_22486\" aria-describedby=\"caption-attachment-22486\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22486 size-large\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1-1024x809.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"809\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1-1024x809.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Io-non-ho-vergogna1_LD-1.jpg 1450w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22486\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Mona Lisa Tina, L&#8217;albero delle bugie, 2017, performance e installazione, nella versione realizzata per il Premio Fondazione VAF, Roma, MACRO Testaccio (photo credits Elisa D&#8217;Errico).<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Un discorso a parte andrebbe fatto per i vincoli e i fardelli che, in maniera crescente negli ultimi lavori, scandiscono i tuoi atti performativi: dai campanacci che ti trascini ne <\/em>L&#8217;albero delle bugie<em>, al collare di <\/em>Di ogni buio, di ogni luce<em>, al busto-corazza, al collare e allo strascico di <\/em>(Non) posso fare a meno di me<em> (2020), al cammino lastricato di frammenti di specchi e alla corona sul capo di <\/em>Tra Te e me<em> (2022). La dimensione solenne, sacerdotale, e quella della reclusione e dell&#8217;impedimento fisico spesso coincidono, \u00e8 vero, ma \u00e8 tutto qui o c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I quattro progetti che citi, ma direi in linea generale quasi tutti, si compongono sempre di due \u201catti\u201d interdipendenti tra di loro, in cui \u201creclusione\u201d e \u201cimpedimento\u201d fisico sono concettualmente presenti nella misura in cui \u00e8 possibile avviare un processo simbolico di abreazione. Questo processo, che avverr\u00e0 soltanto nella seconda parte dell\u2019azione, si compie attraverso il coinvolgimento del pubblico. \u00c8 questa la parte pi\u00f9 importante dell\u2019opera: nell\u2019<em>hic et nunc<\/em> della <em>performance<\/em> le dimensioni pi\u00f9 profonde e intime dei partecipanti vengono stimolate in modo fluido e autentico, attivando cos\u00ec le memorie incarnate di ciascuno. In questo rituale collettivo si avvia una dinamica emotiva di spostamento energetico psicofisico, che dall\u2019artista si direziona verso lo spettatore e dallo spettatore verso l\u2019esterno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>La ritualit\u00e0, la luce, il suono, la vocalit\u00e0 e la nozione del sacro sono da sempre in stretto rapporto. Come gestisci, in termini <span style=\"color: #000000;\">concretamente progettuali, tale concatenazione?<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutto inizia da un\u2019immagine mentale, quasi una visione che emerge in sogno oppure in un momento di quotidiana <em>routine<\/em>. Successivamente tento di trasformare l\u2019immagine visiva in un testo scritto che descriva la poetica e la dimensione pi\u00f9 squisitamente tecnica del progetto generale. Infine ricerco concretamente i materiali e metto in atto il confronto diretto con alcuni specifici professionisti del settore tecnico &#8211; del suono, delle luci, del video &#8211; che mi permetteranno di studiare in ogni dettaglio le modalit\u00e0 di realizzazione del lavoro.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_22483\" aria-describedby=\"caption-attachment-22483\" style=\"width: 1162px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22483\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1162\" height=\"1742\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/8-scaled-1.jpg 853w\" sizes=\"(max-width: 1162px) 100vw, 1162px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22483\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Mona Lisa Tina, Tra Te e me, 2022, performance e installazione, nella versione realizzata per CONNEXXION, Festival diffuso di Arte Contemporanea, Savona, Cappella Ex Ospedale San Paolo (photo credits Michele Alberto Sereni).<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>In una delle tue <\/em>performances<em> pi\u00f9 recenti, <\/em>Tra Te e me<em>, compare un&#8217;opera pittorica di tua realizzazione, una pala d&#8217;altare ricoperta di grafemi infantili. Al di l\u00e0 della funzione specifica di questo elemento nell&#8217;economia della <\/em>performance<em>, colpisce l&#8217;effetto di duplicazione, di \u201copera nell&#8217;opera\u201d: lo spettatore guarda te, che guardi a tua volta la pala. In passato avevi gi\u00e0 utilizzato immagini fotografiche e cinematografiche, ma qui il nesso diventa strettissimo. Da <\/em>performer<em> convinta delle scelte fatte fin qui, qual \u00e8 il tuo rapporto odierno con l&#8217;immagine pittorica, \u201caltra\u201d da te?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A dire il vero \u00e8 una dimensione che mi affascina molto. Ammiro i colleghi che si avvalgono esclusivamente di questo mezzo espressivo. Trovo sia molto difficile oggi \u201cfare pittura\u201d in modo singolare e genuino, perch\u00e9 il rischio \u00e8 quello di cadere nel citazionismo e nell\u2019anacronismo pi\u00f9 banali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Riprendendo le questioni generali sollevate nelle prime due domande: esiste a tuo parere una dimensione di \u201cdecoro\u201d (in senso lato) che, in qualche modo, interseca anche le scelte espressive degli artisti della<\/em> performance<em>?<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019unico &#8220;decoro&#8221; che io riconosca \u00e8 quello dovuto al sentimento rigoroso della propria dignit\u00e0. Sentimento che auspico sia sempre vivo e presente anche nei miei colleghi <em>performers<\/em>, per farne tesoro sia nei loro interventi artistici, sia nelle relazioni interpersonali.<\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000;\"><em>Homepage: Mona Lisa Tina, Di ogni buio, di ogni luce (particolare dell'installazione a pavimento), 2018, performance e installazione, nella versione realizzata per il progetto sperimentale MACRO Asilo, Roma, MACRO (photo credits Vanis Dondi). \nSotto: <i>Mona Lisa Tina, (Non) posso fare a meno di me, 2020, performance e installazione, nella versione realizzata per il Ceramic Performance Festival, Faenza, Museo Zauli (photo credits Vanis Dondi).<\/i><\/em><\/span><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-22493\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1078\" height=\"1616\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Nonposso-fare-a-meno-di-me-2_LD-scaled-1.jpg 854w\" sizes=\"(max-width: 1078px) 100vw, 1078px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><b><font color=\"#993366\">di Enrico Maria Davoli<\/font><\/b><\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=22475\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Intervista a Mona Lisa Tina<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":22482,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":159},"categories":[2733,409,286,2554],"tags":[82,2549],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22475"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25810,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22475\/revisions\/25810"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/22482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}