{"id":17397,"date":"2022-11-09T21:22:38","date_gmt":"2022-11-09T21:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17397"},"modified":"2023-05-11T08:48:40","modified_gmt":"2023-05-11T08:48:40","slug":"i-pittori-di-pompei-%e2%97%8f-bruno-manfredini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17397","title":{"rendered":"I pittori di Pompei"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts17397&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p>Per ragioni storiche ben note (l&#8217;eruzione del Vesuvio che ne caus\u00f2 prima la scomparsa, poi, diciassette secoli pi\u00f9 tardi, il ritrovamento), le decorazioni murali di Pompei e dintorni sono per noi, oggi, pittura non solo pompeiana o italica, ma romana. Sono cio\u00e8 la testimonianza-chiave di una civilt\u00e0 che aveva assimilato la cultura greca, ellenistica ed etrusca, in un movimento espansivo che interess\u00f2 tutto il bacino del Mediterraneo. In quella civilt\u00e0, pittura e decorazione coincidono. Sono pittura i procedimenti tecnici utilizzati per fissare l&#8217;immagine sull&#8217;intonaco, in particolare l&#8217;affresco (termine non del tutto coincidente con la nozione di affresco che ha prevalso dall&#8217;et\u00e0 rinascimentale in poi) e l&#8217;encausto. \u00c8 decorazione l&#8217;aderire allo spazio architettonico facendone un <em>continuum <\/em>avvolgente, potenziato ove necessario da rilievi in stucco e altri artefatti tridimensionali.<\/p>\n<p>Ironia della sorte, i riquadri pittorici staccati dai muri di Pompei durante gli scavi si guardano oggi come se fossero &#8220;quadri&#8221;, oggetti mobili. Ed \u00e8 appunto per questo che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha potuto concederli temporaneamente al Museo Civico Archeologico di Bologna, il cui primo direttore, Edoardo Brizio (1846-1907), si era formato in giovent\u00f9 proprio a Pompei. Ma l&#8217;allestimento della mostra bolognese \u00e8 molto efficace nel ricordare al visitatore, tramite sobrie scenografie che evocano l&#8217;interno dei <em>cubicula<\/em> romani, che quegli strappi erano una cosa sola con le pareti che li ospitavano.<\/p>\n<p>La mostra offre una panoramica dei quattro stili della pittura pompeiana e soprattutto dell&#8217;ultimo, il pi\u00f9 spettacolare e virtuosistico, che si sovrappone ai primi tre, e la cui fioritura precede di poco la catastrofe del 79 dopo Cristo. Una sala dopo l&#8217;altra, se ne analizzano tutte le angolazioni tecniche e immaginative. Questi sono alcuni dei nodi pi\u00f9 interessanti su cui le opere in mostra e i relativi pannelli didattici fanno luce: a) il funzionamento dell&#8217;<em>\u00e9quipe<\/em> di pittori-artigiani, maestri e giovani leve, specializzati in diverse mansioni per velocizzare e semplificare il lavoro; b) la provenienza, il costo e la lavorazione dei pigmenti, disponibili in gamme limitate ma di una vivacit\u00e0 e intensit\u00e0 incomparabili; c) gli utensili, dai pennelli ai fili a piombo ai compassi alle squadre, che, tutti insieme, permettono un trattamento unitario dello spazio, con sfondati prospettici simili alle odierne assonometrie; d) l&#8217;utilizzo di cartoni e quadrettature da riporto che coadiuvano l&#8217;invenzione figurativa del singolo artista a partire da un repertorio iconografico comune, i cui <em>topoi<\/em> salienti vengono continuamente riproposti e variati; e) l&#8217;emersione di alcune individualit\u00e0 riconoscibili, pur in un contesto artistico in cui l&#8217;anonimato \u00e8 la regola: riconoscibili vuoi per certe costanti formali osservabili in pi\u00f9 dipinti, vuoi, invece, per essere nominate dalle fonti, vuoi, ancora,&nbsp;perch\u00e9 la firma di alcuni di loro \u00e8 stata ritrovata dagli studiosi in margine a un dipinto. E qui si ha la sorpresa di constatare che, tra i nomi di artisti fortunosamente preservati dall&#8217;oblio, la maggior parte sono maschili, ma ve ne sono anche, e in misura non trascurabile, di femminili.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto dei ritrovamenti pompeiani sul gusto artistico a cavallo tra i secoli XVIII e XIX \u00e8 un altro filo conduttore della mostra. Lo stile all&#8217;antica che, in et\u00e0 neoclassica, spopola nell&#8217;architettura e negli oggetti, ne \u00e8 la diretta conseguenza. Nei primi anni della rivoluzione industriale, di fronte all&#8217;accelerazione che il mondo sta vivendo, il gusto neoclassico sembra funzionare come una lente di ingrandimento rivolta al passato, ma acquista a poco a poco una forza ideologica tutta moderna. Particolare rilievo ha in questo clima la produzione di copie, rifacimenti e veri e propri falsi, presentati ai facoltosi acquirenti come provenienti dalle aree di scavo. La contraffazione dell&#8217;antica pittura romana \u00e8 un fenomeno imponente e che riguarda anche artisti di primo piano, Anton Raphael Mengs su tutti. Tra astuzie tecniche sempre nuove e diverse, escogitate per simulare al meglio il trascorrere dei secoli, nascono frodi romanzesche, che coinvolgono personaggi insospettabili. Finito l&#8217;inganno, resta l&#8217;altissimo livello qualitativo di queste immagini ibride, inafferrabili, eclettiche: cos\u00ec false insomma, da apparire ogni volta pi\u00f9 vere.<\/p>\n<p>La mostra <em>I pittori di Pompei. Affreschi romani dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli<\/em>, a cura di Mario Grimaldi, apre dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna. Il catalogo, con testi di autori vari e un ricco apparato iconografico e critico, \u00e8 pubblicato da MondoMostre.<\/p>\n<pre><em>In alto: pittura pompeiana, frammento di decorazione parietale con figura femminile alla porta, dalla Casa di Meleagro (particolare), I secolo d.C., stucco e affresco, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (foto \u00a9 Andrea Dami). Sotto: Artista ignoto, Offerente donna (Elle?), secolo XVIII, mosaico a rilievo, cm. 55 x 41 x 5, Museo Archeologico Nazionale di Napoli.<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-Offerente-donna.-690x1059.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17430\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-Offerente-donna.-690x1059-667x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1572\" height=\"2413\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-Offerente-donna.-690x1059-667x1024.jpg 667w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-Offerente-donna.-690x1059-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-Offerente-donna.-690x1059.jpg 690w\" sizes=\"(max-width: 1572px) 100vw, 1572px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di M. Grimaldi, Bologna, Museo Civico Archeologico, 23 settembre 2022 &#8211; 19 marzo 2023 \u2022 di Bruno Manfredini<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17397\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">I pittori di Pompei<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":17429,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":142},"categories":[940,476],"tags":[941,992,994,993],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17397"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17397"}],"version-history":[{"count":39,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19179,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17397\/revisions\/19179"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}