{"id":17008,"date":"2022-09-29T16:50:17","date_gmt":"2022-09-29T16:50:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17008"},"modified":"2024-04-23T09:51:52","modified_gmt":"2024-04-23T09:51:52","slug":"quilting-un-giro-dorizzonte-%e2%97%8f-sara-palestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17008","title":{"rendered":"Quilting. Un giro d&#8217;orizzonte"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts17008&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><h6>Il procedimento<\/h6>\n<p><em>Quilting<\/em> (o <em>quiltmaking <\/em>) \u00e8, in lingua inglese, la pratica sartoriale che consiste nel trapuntare stoffe unendo insieme, manualmente o con macchine cucitrici apposite, pi\u00f9 tessuti sovrapposti e variamente imbottiti. Il manufatto che ne risulta (<em>quilt <\/em>) pu\u00f2 incorporare diverse fibre tessili, dal cotone alla lana alla seta, a seconda delle disponibilit\u00e0 economiche e delle esigenze di utilizzo. Il procedimento ha origini molto antiche ed \u00e8 ancor oggi diffuso in ogni parte del mondo, sia nel quadro di attivit\u00e0 produttive rivolte ai mercati, sia come risorsa amatoriale dai risvolti artistici e creativi. Con la parole inglese&nbsp;<em>quilt<\/em>&nbsp;si intende di norma un copriletto, un drappo, uno stendardo: in ogni caso, una superficie bidimensionale, pi\u00f9 o meno ampia, adatta per ospitare composizioni policrome, largamente apprezzate e studiate in ogni parte del mondo&nbsp;<span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23291\u232a<\/strong><\/span>. A questa dimensione tecnica ed espressiva sono principalmente rivolte le associazioni, i musei e gli <em>atelier<\/em>&nbsp;che riuniscono le persone interessate al <em>quilting<\/em> <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23292\u232a<\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, si deve subito aggiungere che questa accezione&nbsp;non esaurisce che un aspetto, pur se molto importante, dei manufatti che in ogni tempo e in ogni luogo si sono realizzati trapuntando tessuti. Da sempre, infatti, la tecnica del <em>quilting<\/em>&nbsp;ha consentito la realizzazione di un&#8217;ampia e diversificata gamma di oggetti, spesso estremamente complessi dal punto di vista sartoriale: corpetti, giacche, pantaloni, gonne, cappelli e altri capi d&#8217;abbigliamento, e poi cuscini, imbottiture, complementi d&#8217;arredo, e l&#8217;elenco potrebbe continuare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17030\" aria-describedby=\"caption-attachment-17030\" style=\"width: 1416px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17030\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd-1024x890.jpg\" alt=\"\" width=\"1416\" height=\"1231\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd-1024x890.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd-300x261.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd-768x668.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1a0405767ebf818f08da5f196892ebdd.jpg 1363w\" sizes=\"(max-width: 1416px) 100vw, 1416px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17030\" class=\"wp-caption-text\"><em>Franceso Beccaruzzi, Giocatore di pallone e paggio, prima met\u00e0 del secolo XVI, olio su tela, cm. 103 x 117, Berlino, Gem\u00e4ldegalerie (si osservi il farsetto trapuntato).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>In prima battuta, il disegno del <em>quilt<\/em> \u00e8 affidato all&#8217;andamento delle cuciture e ai microrilievi cui esse danno luogo comprimendo l&#8217;imbottitura interna. Naturalmente, le possibilit\u00e0 compositive e gli effetti grafico-pittorici variano se il manufatto&nbsp;si compone di stoffa monocroma oppure stampata, o, se anzich\u00e9 una pezzatura unica di stoffa, esso si compone di toppe dalla trama e dai colori diversi, unite insieme a mo&#8217; di <em>patchwork<\/em>. In ogni caso, la composizione tessile pu\u00f2 svilupparsi in termini di notevole complessit\u00e0 progettuale, dando luogo a invenzioni, sia iconiche che aniconiche, altamente sofisticate. Le immagini e i motivi ricorrenti&nbsp;denotano, nelle varie realt\u00e0 locali in cui le si osserva, un solido retroterra collettivo, sociale, a cui possono aggiungersi invenzioni e perfezionamenti individuali, pi\u00f9 o meno identificabili.<\/p>\n<p>Proprio come la musica e i giochi di societ\u00e0, nel corso dell&#8217;et\u00e0 moderna e contemporanea il <em>quilting<\/em>&nbsp;legato alla confezione di coperte, tende, drappi, gagliardetti si \u00e8 rivelato, oltrech\u00e9 un&#8217;attivit\u00e0 professionale <em>tout court<\/em>, un&#8217;occupazione ideale da svolgere in gruppo, a cavallo tra lavoro e svago, momento produttivo e momento ludico. Un&#8217;occupazione molto praticata (e non solo dalle donne) approfittando dei momenti liberi dalle incombenze lavorative pi\u00f9 urgenti. Un&#8217;occupazione utile non solo per provvedere al benessere familiare, ma anche per alimentare piccoli scambi all&#8217;interno del vicinato, e per dare vita a sottoscrizioni, lotterie, iniziative di beneficienza. Un&#8217;occupazione, infine, dalle forti potenzialit\u00e0 interculturali: tanto pi\u00f9, come vedremo, in realt\u00e0 complesse come quella degli Stati Uniti, in cui gruppi etnici diversi hanno dovuto convivere e integrarsi in situazioni spesso drammatiche.<\/p>\n<p>I procedimenti tecnici associati al <em>quilting<\/em> affondano nella notte dei tempi, e sono testimoniati da reperti e fonti figurative che spaziano dall&#8217;Egitto alla Cina all&#8217;Europa medievale, Italia inclusa. Con l&#8217;et\u00e0 delle grandi scoperte geografiche, la presenza di manufatti riconducibili alla tecnica del <em>quilting<\/em> si infittisce in ogni parte del mondo, ricalcando i percorsi di esplorazione e colonizzazione di terre sempre pi\u00f9 lontane, sviluppati dai viaggiatori e dai commercianti europei. Su questa base, un legame particolarmente significativo nella storia del <em>quilting<\/em> \u00e8 quello che si \u00e8 venuto a stabilire fra India e Gran Bretagna: due importantissime tradizioni tessili, destinate a incontrarsi nel momento in cui il grande paese asiatico, prima attraverso l&#8217;espansione delle reti commerciali transoceaniche, poi subendo l&#8217;occupazione diretta, si trov\u00f2 al centro delle politiche espansionistiche dell&#8217;impero britannico. Ma \u00e8 bene ricordare che molte altre nazioni strategicamente impegnate sullo scacchiere euroasiatico, quali Portogallo, Francia, Olanda, Russia, Persia e Turchia, intrattennero anch&#8217;esse importanti relazioni commerciali con l&#8217;India, assimilandone in varia misura la cultura tessile.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17020\" aria-describedby=\"caption-attachment-17020\" style=\"width: 1728px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Le_Tristan_quilt_Noble_et_son_h\u00e9rault_1395.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17020\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Le_Tristan_quilt_Noble_et_son_h\u00e9rault_1395.jpg\" alt=\"\" width=\"1728\" height=\"1413\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Le_Tristan_quilt_Noble_et_son_h\u00e9rault_1395.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Le_Tristan_quilt_Noble_et_son_h\u00e9rault_1395-300x245.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1728px) 100vw, 1728px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17020\" class=\"wp-caption-text\"><em>Manifattura siciliana, trapunta con storie di Tristano e Isotta detta &#8220;coperta Guicciardini&#8221; (particolare con gentiluomo e araldo), 1360-1400 circa, lino, il totale cm. 320 x 287, Londra, Victoria &amp; Albert Museum (altri due frammenti della trapunta sono custoditi al Museo del Bargello di Firenze e in collezione privata), foto \u00a9 Gerald Verhoest.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h6>India<\/h6>\n<p>L&#8217;India \u00e8 senza dubbio tra i paesi che hanno avuto il maggiore impatto nell&#8217;evoluzione tessile &#8211; e quindi anche nel <em>quiltmaking<\/em> &#8211; a livello mondiale: basti dire che la coltivazione del cotone vi \u00e8 attestata gi\u00e0 nel VI millennio a.C. Il primato indiano sia nel campo della filatura, sia in quello della tinteggiatura, ha resistito fino al secolo XIX, quando la rivoluzione industriale, con la creazione dei coloranti chimici e la meccanizzazione del lavoro, lo fece entrare definitivamente in crisi ad opera della concorrenza europea <span style=\"color: #993366;\"><strong>\u23293\u232a<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Particolare rilievo nella tradizione indiana hanno, per il loro successo e la loro influenza su scala planetaria, due tipologie tessili: <em>calic\u00f2<\/em> e <em>chintz<\/em> (usiamo qui i nomi europeizzati con cui sono conosciuti ovunque nel mondo). Il <em>calic\u00f2<\/em> \u00e8 un tessuto in cotone leggero, commercializzato allo stato grezzo, col suo colore naturale. Il <em>chintz<\/em> \u00e8 un tessuto <em>calic\u00f2<\/em> stampato xilograficamente (oppure dipinto, colorato o smaltato) a vivaci motivi, con l&#8217;ausilio di procedimenti che gli conferiscono una superficie lucida, satinata, ottima anche come tappezzeria e come versione tessile della carta da parati. Queste stoffe stupefacenti e uniche nel loro genere giunsero per la prima volta in Europa quando, verso la fine del secolo XV, il navigatore portoghese Vasco da Gama, primo europeo ad avventurarsi nell&#8217;Oceano Indiano, riusc\u00ec a farne provvista. L&#8217;esploratore attracc\u00f2 il 20 maggio del 1498 nei pressi di Calicut, importante centro cotoniero situato nella regione del Kerala, sulla costa sudoccidentale dell&#8217;India. Di ritorno a Lisbona nel 1499, Gama port\u00f2 con s\u00e9 i primi esemplari di stoffe indiane.<\/p>\n<p>Sul finire del XVI secolo, i navigatori inglesi dediti alla pirateria sotto l&#8217;egida della regina Elisabetta I vennero a contatto con i prodotti tessili indiani &#8211; come ad esempio i <em>palampores<\/em>, altro termine di origine indiana che designa una variante del <em>chintz<\/em> caratterizzata da immagini tracciate a mano, con calamo e mordente &#8211; dopo aver saccheggiato navi spagnole e portoghesi. I commercianti londinesi ne intuirono immediatamente la capacit\u00e0 di presa sul pubblico e stabilirono un commercio diretto con l&#8217;India, che divenne grande fornitrice, oltrech\u00e9 di stoffe in pezzatura, di <em>quilt<\/em> gi\u00e0 confezionati. La forte richiesta di quei prodotti esotici diede un impulso importante all&#8217;istituzione della British East India Company, deputata a gestire per conto della corona britannica i rapporti commerciali con l&#8217;oriente<span style=\"color: #993366;\"><strong> \u23294\u232a<\/strong><\/span>. Le stoffe indiane venivano acquisite in cambio di oro, e i <em>quilt<\/em> trapuntati in varie fogge e dimensioni erano una voce importante di queste importazioni. I decori delle stoffe indiane incantavano a tal punto il pubblico inglese, da diventare un bene fondamentale e in costante aumento negli scambi della British East India Company.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17027\" aria-describedby=\"caption-attachment-17027\" style=\"width: 1564px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Kantha_bed_cover_from_Bengal_Honolulu_Museum_of_Art_3983.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17027\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Kantha_bed_cover_from_Bengal_Honolulu_Museum_of_Art_3983.1-1024x671.jpg\" alt=\"\" width=\"1564\" height=\"1025\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Kantha_bed_cover_from_Bengal_Honolulu_Museum_of_Art_3983.1.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Kantha_bed_cover_from_Bengal_Honolulu_Museum_of_Art_3983.1-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Kantha_bed_cover_from_Bengal_Honolulu_Museum_of_Art_3983.1-768x503.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1564px) 100vw, 1564px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17027\" class=\"wp-caption-text\"><em>Manifattura indiana (odierno Bangladesh), trapunta copriletto, fine secolo XIX, cotone, cm. 150 x 190, Honolulu, Honolulu Museum of Art (foto Hiart\/Wikimedia Commons).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Negli anni immediatamente successivi, un fiorente mercato nero continu\u00f2 a rifornire la Gran Bretagna e gli altri paesi europei di <em>quilt<\/em> e tessuti in cotone. Ma nel frattempo le manifatture d&#8217;oltremanica, ormai nel pieno della rivoluzione industriale, si specializzarono nella tintura delle stoffe con tecnologie imitative di quelle originali ma economicamente molto pi\u00f9 concorrenziali, e quando il divieto venne revocato nel 1774, l&#8217;importazione di prodotti indiani non rappresent\u00f2 pi\u00f9 una minaccia.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse per la cultura tessile indiana rimase vivo, con particolare riguardo per soluzioni tecniche quali la <em>broderie perse<\/em> e il <em>chintz appliqu\u00e9<\/em>, consistenti nell&#8217;applicazione di serie di figure in stoffa su un drappo trapuntato a<em> quilt<\/em> avente funzioni di fondale, con effetti compositivi di straordinaria levit\u00e0. I complessi procedimenti indiani vennero a poco a poco reinventati in Europa, e in particolare in Inghilterra, durante gli anni del bando, portando alla creazione di <em>quilt<\/em> conformi ai divieti di importazione, ma tali da ricordare le preziose iconografie asiatiche.<\/p>\n<p>I <em>quilt chintz appliqu\u00e9<\/em> ritornarono popolari in America e in Europa all&#8217;inizio dell&#8217;800. Per le tante donne impegnate in quella riscoperta artistico-artigianale, la scommessa era quella di fare di necessit\u00e0 virt\u00f9: rivaleggiare coi <em>quilt<\/em> pi\u00f9 costosi, di provenienza indiana, utilizzando per\u00f2 materiali economici e di scarto, accessibili a larghi strati della popolazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17043\" aria-describedby=\"caption-attachment-17043\" style=\"width: 1616px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Emil_Tsindels_pattern_book_early_20_c._GTseMSIR_by_shakko_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17043\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Emil_Tsindels_pattern_book_early_20_c._GTseMSIR_by_shakko_01-1024x879.jpg\" alt=\"\" width=\"1616\" height=\"1387\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Emil_Tsindels_pattern_book_early_20_c._GTseMSIR_by_shakko_01-1024x879.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Emil_Tsindels_pattern_book_early_20_c._GTseMSIR_by_shakko_01-300x258.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Emil_Tsindels_pattern_book_early_20_c._GTseMSIR_by_shakko_01-768x659.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1616px) 100vw, 1616px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17043\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il campionario di pattern per chintz dell&#8217;industriale russo Emil Tsindel, inizi secolo XX, Mosca, Museo di storia russa contemporanea (foto Wikipedia\/Shakko).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h6>Gran Bretagna<\/h6>\n<p>Secondo un&#8217;opinione ampiamente condivisa, l&#8217;origine del <em>quilting<\/em> in Inghilterra si pu\u00f2 collocare intorno al secolo XI, quando i crociati di ritorno dal Medio Oriente portarono con s\u00e9 l&#8217;uso, praticato dagli avversari, di abiti trapuntati a <em>quilt<\/em> per aumentare la protezione in battaglia. \u00c8 quindi possibile che la tecnica abbia fatto presa in ambito bellico, passando poi alla confezione di abiti di uso quotidiano e di biancheria per la casa. Sebbene non siano conservati esemplari antecedenti il secolo XVIII, il ricorso al <em>quilting<\/em> \u00e8 attestato dalle fonti gi\u00e0 a partire dal Duecento. Le ampie trapunte che aprono la strada alla moderna tradizione del&nbsp;<em>quilting<\/em>, cominciano ad essere menzionate con una certa frequenza nel secolo XVI, quando compaiono negli inventari e nei testamenti dell&#8217;aristocrazia e dei reali&nbsp;<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23295\u232a<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>La provenienza di quei primissimi esemplari resta incerta, ma si presume che solo una parte fosse di produzione locale. Essi erano costituiti di materiali differenti come la seta, il <em>satin<\/em> (cotone rasato) e il lino, e spesso erano imbottiti di lana. Lo scopo utilitario era preminente, ma qua e l\u00e0 emergono, sin dalle origini, indubbie finalit\u00e0 decorative. Il tutto, tenendo conto di una serie di fattori che rendono assai problematica l&#8217;opera di ricostruzione storica: la fragilit\u00e0 intrinseca del <em>medium <\/em>tessile, l&#8217;impossibilit\u00e0 di individuare autori e firme precise e non ultima, nel caso dell&#8217;Inghilterra, la perdurante influenza di stili, tessuti e tecniche mutuati dall&#8217;Europa continentale e dall&#8217;India.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza degli scambi commerciali con la penisola indiana \u00e8 tale che molta della pi\u00f9 antica produzione inglese conservata, si presenta come una variazione sui temi tipici del <em>quilting<\/em> indiano. Il <em>Levens Hall Quilt<\/em>&nbsp;(1708 circa), la pi\u00f9 famosa tra le antiche trapunte inglesi giunte fino a noi, consta di toppe ritagliate in forme geometriche, come losanghe, croci e ottagoni cuciti insieme su una stoffa bianca per creare un pattern a mosaico, chiaramente ispirate ai <em>chintz<\/em> indiani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17045\" aria-describedby=\"caption-attachment-17045\" style=\"width: 1579px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17045\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333-965x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1579\" height=\"1676\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333-965x1024.jpg 965w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333-283x300.jpg 283w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333-768x815.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2009CC8333.jpg 1642w\" sizes=\"(max-width: 1579px) 100vw, 1579px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17045\" class=\"wp-caption-text\"><em>Manifattura inglese (forse di Exeter), trapunta copriletto, 1690-1720 circa, seta, velluto, broccato e altre fibre tessili, cm. 230 x 216, Londra, Victoria &amp; Albert Museum.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tuttavia, con la capillare diffusione del <em>quiltmaking<\/em> si affermarono modalit\u00e0 operative pi\u00f9 semplici, come il <em>wholecloth<\/em> o il <em>medallion<\/em>, caratterizzate da decorazioni comunque importanti, ma vistosamente semplificate quanto a produzione e lavorazione. La rivoluzione industriale port\u00f2 all&#8217;uso di nuove strumentazioni &#8211; nel 1764 la macchina per la filatura del cotone e, qualche anno dopo, il telaio meccanico &#8211; che impressero un enorme aumento quantitativo alla produzione di stoffe e fili. Questi prodotti divennero accessibili a larghi strati della popolazione, favorendo la diffusione del <em>quilting<\/em> e ampliando la gamma di materiali disponibili, quali bottoni, lustrini ed <em>appliques<\/em>.<\/p>\n<p>La massima parte dei<em> quilters<\/em> del tempo non \u00e8 identificabile, ma un&#8217;eccezione degna di nota \u00e8 Old Joe the Quilter (1749\/50-1826). Dietro questo soprannome si celava Joseph Hedley,<em> quiltmaker<\/em> professionista al quale si riconducono diverse peculiarit\u00e0 tecniche, tra cui&nbsp;l&#8217;uso di lavorare in <em>wholecloth<\/em>, avendo cio\u00e8 come base pezze di tessuto intere, senza parti applicate. Hedley mor\u00ec tragicamente, assassinato forse per denaro e senza che il colpevole venisse identificato. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, all&#8217;epoca, quella del <em>quilter<\/em> non era una professione particolarmente redditizia. Nel secondo &#8216;800, quasi cinquant&#8217;anni dopo la morte di Hedley, due gruppi di professionisti del <em>quiltmaking<\/em> riuscivano a sostentarsi in modo dignitoso.<\/p>\n<p>Un gruppo era composto da vedove di minatori provenienti dal Northumberland, da Durham e dal Galles meridionale. Esse gestivano dei circoli pensati per la produzione su richiesta di <em>quilt<\/em>. I clienti pagavano una quota settimanale fino al termine della realizzazione del prodotto: una sorta di pagamento rateizzato, diremmo oggi. Grazie a questa pratica, le vedove riuscivano a coprire i costi di produzione, ricavando al contempo un profitto per s\u00e9 stesse. Il primo di questi circoli nacque nel 1870, e le iniziative in tal senso proseguirono fino agli inizi del secolo XX.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17058\" aria-describedby=\"caption-attachment-17058\" style=\"width: 1488px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17058\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image-1024x979.jpg\" alt=\"\" width=\"1488\" height=\"1423\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image-1024x979.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image-300x287.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image-768x734.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/main-image.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1488px) 100vw, 1488px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17058\" class=\"wp-caption-text\"><em>Manifattura inglese, trapunta copriletto &#8220;wholecloth&#8221;, 1747, seta e lana, cm. 251 x 242, New York, Metropolitan Museum.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;altro gruppo era costituito da <em>quilt stampers<\/em>, ovvero coloro che fabbricavano decorazioni pronte per essere cucite durante la creazione dei <em>quilt<\/em>. Prima dell&#8217;avvento di queste toppe, la lavorazione del <em>quilt<\/em> avveniva in sezioni lavorate separatamente, cosicch\u00e9 angoli, bordi e parti centrali, una volta prodotte, venivano cucite insieme. Grazie a queste decorazioni prelavorate, l&#8217;esecuzione per sezioni pot\u00e9 essere abbandonata, rendendo l&#8217;operazione pi\u00f9 lineare e sbrigativa.<\/p>\n<p>Il secolo XIX port\u00f2 con s\u00e9 diversi cambiamenti nell&#8217;ambito del <em>quilting<\/em> britannico: a partire dal 1870 circa, con la diffusione delle macchine da cucire, anche coloro che non potevano permettersi di acquistarne una, poterono affittarla a settimana. Ci\u00f2 port\u00f2 alla nascita di comitive che si riunivano per creare <em>quilt<\/em> insieme. Accompagnati da musica e balli, i componenti di questi gruppi lavoravano instaurando un senso di tradizione comunitaria. In questo quadro, i <em>quilt<\/em> infatti rappresentavano ormai una cultura, un&#8217;identit\u00e0 associata alla regione in cui venivano prodotti, esprimendo un forte senso di radicamento e di orgoglio per la tradizione.<\/p>\n<pre><strong><span style=\"color: #993366;\">\u23291\u232a <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\">Alcuni testi d'insieme sulla cultura del <em>quilting<\/em> nel mondo: A. Colby,<em> Quilting<\/em>, Charles Scribner's Sons, New York 1971; R. Shaw, <em>Quilts: A Living Tradition<\/em>, Hugh Lauter Levin Associates, Fairfield 1995; C. Eddy, <em>Quilted Planet: A Sourcebook of Quilts from Around the World<\/em>, Clarkson Potter Publishers, New York 2005; S. Gillespie, <em>Quilts Around the World. The Story of Quilting from Alabama to Zimbabwe<\/em>, Voyageur Press, Minneapolis 2010.<\/span>\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23292\u232a<\/span><\/strong><span style=\"color: #993366;\"><span style=\"color: #808080;\">&nbsp;Il riferimento ufficiale per l'Italia: Quilt Italia (www.quiltitalia.it).<\/span><\/span>\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23293\u232a <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\"><em>Quilting<\/em> in India: P.J. Finn, <em>Quilts of India. Timeless Textiles<\/em>, Niyogi Books, New Delhi 2014.<\/span>\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23294\u232a <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\">Sulla British East India Company: M. Jasanoff, <em>La Compagnia delle Indie. La prima multinazionale<\/em>, Il Saggiatore, Milano 2012; W. Darlymple, <em>Anarchia. L'inarrestabile ascesa della Compagnia delle Indie Orientali<\/em>, Adephi, Milano 2022.<\/span>\n\n<strong><span style=\"color: #993366;\">\u23295\u232a <\/span><\/strong><span style=\"color: #808080;\"><em>Quilting<\/em> in Gran Bretagna: J. Rae, <em>The Quilts of the British Isles<\/em>, E.P. Dutton, New York 1987.<\/span>\n\n<em>In alto: Manifattura indo-portoghese, trapunta copriletto (particolare), 1700 circa, cotone, Londra, Victoria &amp; Albert Museum. Sotto: Manifattura inglese, Tovaglia trapunta a toppe esagonali, prima met\u00e0 del secolo XIX, cotone stampato e carta, cm. 144 x 180, New York, Cooper Hewitt Museum.\n<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/693px-Patchwork_Cover_possibly_England_1800\u20131850_CH_18562367.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17073\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/693px-Patchwork_Cover_possibly_England_1800\u20131850_CH_18562367.jpg\" alt=\"\" width=\"1605\" height=\"1390\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/693px-Patchwork_Cover_possibly_England_1800\u20131850_CH_18562367.jpg 693w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/693px-Patchwork_Cover_possibly_England_1800\u20131850_CH_18562367-300x260.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1605px) 100vw, 1605px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trapunte per vestire l&#8217;umanit\u00e0 e il mondo \u2022 di Sara Palestra<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=17008\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Quilting. 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