{"id":1475,"date":"2012-11-04T23:45:35","date_gmt":"2012-11-04T23:45:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=1475"},"modified":"2023-05-06T13:10:24","modified_gmt":"2023-05-06T13:10:24","slug":"davoli-il-fantasma-della-funzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=1475","title":{"rendered":"Il fantasma della funzione"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts1475&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">Tutta l&#8217;ideologia antidecorativa del secolo XX si fa forte dell&#8217;idea che, nel contesto della moderna produzione industriale, la funzione di un oggetto sia un fatto cos\u00ec chiaro, forte ed evidente da poter avocare a s\u00e9 ogni ulteriore requisito formale. Dall&#8217;equiparazione loosiana tra ornamento e delitto, su su fino al celebre motto di Mies Van Der Rohe \u201cLess is More\u201d, la riduzione alla pura e semplice funzione viene presentata come la panacea capace di conferire dignit\u00e0 estetica (che poi altro non \u00e8 che il vecchio <em>decor<\/em> latino, e gi\u00e0 questa circostanza dovrebbe far riflettere) agli oggetti della modernit\u00e0. Come tutti i massimalismi e i riduzionismi, anche il culto della funzione \u00e8, dal punto di vista sia teorico sia pratico, quanto mai rischioso. Consegnarvisi \u00e8 come intraprendere la ricerca del Sacro Graal: dove, come da tradizione, la meta agognata sfugge di continuo, ripresentandosi in forme sempre nuove e ingannevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ora, la domanda \u00e8 questa: \u00e8 davvero possibile, artisticamente parlando, dare visibilit\u00e0 alle mille e mille funzioni, sia attive che passive, che informano edifici ed oggetti (\u201csostenere\u201d, \u201cfar entrare aria e luce\u201d, \u201ccontenere\u201d, \u201cversare\u201d, \u201ccoprire\u201d, \u201cpremere\u201d, \u201cimpugnare\u201d, \u201ctirare\u201d&#8230; e cos\u00ec via all&#8217;infinito), senza <em>ornarle<\/em> e limitandosi per cos\u00ec dire alla pura e semplice constatazione delle loro esistenza, come quando si usa un evidenziatore per richiamare visivamente le parti essenziali di un testo? Si tratta di una sfida artisticamente e progettualmente sensata? Se cos\u00ec fosse, la profezia loosiana di un mondo candido e liscio avrebbe dovuto avverarsi rapidamente e con risultati non troppo diversi da quelli prospettati dai regimi totalitari del secolo XX o in alcuni celebri incubi letterari ad essi ispirati, come il romanzo <em>1984<\/em> di George Orwell.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vale a dire che in pochi decenni, parallelamente alla creazione di uomini \u201cnuovi\u201d e \u201crazionali\u201d (e qui torna in mente l&#8217;operaio di Loos, \u00abcos\u00ec sano che non \u00e8 capace di inventare alcun ornamento\u00bb) si sarebbe dovuti arrivare alla completa scarnificazione formale degli oggetti loro destinati. E con ci\u00f2 stesso, ad un linguaggio visivo molto simile alla \u201cneolingua\u201d orwelliana, che annulla e sostituisce le lingue preesistenti verbalizzando solo ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile, utile alla collettivit\u00e0, non inquinato da parzialit\u00e0 e soggettivit\u00e0 di alcun genere. Con un tale criterio di selezione, si sarebbe dovuto prima o poi avere un solo tipo di cucchiaio, di bicchiere, di tavolo, di macchina per scrivere, di casa&#8230; o quantomeno pochissimi tipi, pressoch\u00e9 stabili e invarianti, di ciascun oggetto disponibile sul mercato. E la comunit\u00e0 degli architetti e dei designer, privata a sua volta della propria funzione, avrebbe dovuto annullarsi in quanto tale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18405\" aria-describedby=\"caption-attachment-18405\" style=\"width: 989px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18405\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme-1024x512.jpg\" alt=\"\" width=\"989\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mollette-da-bucato-insieme.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 989px) 100vw, 989px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18405\" class=\"wp-caption-text\"><em>Mollette da bucato esposte alla Triennale di Milano in occasione della mostra curata nel 2017 da Giulio Iacchetti.<br \/><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Ovviamente, nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto. Il repertorio degli oggetti e delle relative forme non \u00e8 stato n\u00e9 socializzato n\u00e9 semplificato, anzi. Proprio gli anni dell&#8217;<em>International Style<\/em> pi\u00f9 duro e puro hanno visto proliferare, di contro al ventaglio sempre pi\u00f9 ristretto di soluzioni formali considerate accettabili, un numero sempre pi\u00f9 grande di varianti minime sullo stesso oggetto, sulla stessa suppellettile. Come? Sostituendo via via ai vietatissimi \u201corpelli\u201d, una serie di attributi formali sempre pi\u00f9 minimali e impercettibili: un particolare tono di colore, una nuova zigrinatura, una differente curvatura del legno o del metallo, una specifica texturizzazione del pellame o del vetro o della plastica&#8230; L&#8217;iperproduzione di merci ha accresciuto e parcellizzato all&#8217;infinito, insieme al numero dei modelli, anche il numero degli addetti alla loro progettazione e realizzazione. In confronto allo \u201cspreco\u201d ornamentale di cui parla Loos, lo \u201cspreco\u201d antiornamentale \u00e8 stato infinitamente maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In realt\u00e0, ci\u00f2 che chiamiamo \u201cfunzione\u201d \u00e8 qualcosa di fantasmatico, di sfuggente, che proprio grazie all&#8217;ornamento prende corpo e si manifesta. Funzione e ornamento stanno tra loro come due vasi comunicanti, la cui relazione \u00e8 in un gioco di alti e bassi, di dare ed avere. Gli effetti della pressione esercitata su un vaso si ripercuotono simmetricamente sull&#8217;altro; se a un capo si toglie o aggiunge acqua, anche all&#8217;altro si ha un abbassamento o un innalzamento di livello. Insomma, la visibilit\u00e0 della funzione non pu\u00f2 prescindere da un <em>quid<\/em> di ornamentale, e l&#8217;ornamento non deve a sua volta mortificare la funzione. Dal Gotico al Rinascimento, dal Barocco al Neoclassicismo, non consiste forse in questo l&#8217;evoluzione degli stili artistici?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La pi\u00f9 banale verniciatura (anche l&#8217;antiruggine che arresta la corrosione dei metalli; di pi\u00f9, la ruggine stessa, come si vede in molta architettura contemporanea volutamente concepita per essere lasciata in balia degli agenti atmosferici) \u00e8 gi\u00e0 ornamento, anche se si assesta al grado minimo di ornamento possibile. Come il triglifo &#8211; stilizzazione in pietra della trabeazione lignea di cui si componeva il primitivo tempio greco &#8211; cos\u00ec qualunque altro elemento di rivestimento, anche il pi\u00f9 volgare e corrivo, non \u00e8 mai completamente neutro rispetto alla funzione originale da cui prende forma, ma in qualche modo ne diventa la metafora, la chiosa, il corrispettivo simbolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Insomma, ogni societ\u00e0 produce la propria decorazione e il proprio decoro. Magari anche illudendosi di avere debellato l&#8217;una e \u201cdemocratizzato\u201d l&#8217;altro.<\/p>\n<pre><em>In alto: segnaletica stradale. Sotto: Alvar Aalto, Sedia \"Paimio\", produzione Artek, 1931, cm. 64 x 60 x 83, Minneapolis, Minneapolis Museum of Art (<span data-reactid=\".li7ug8vtey.3.0.0.0.5.1.$rights.0.1.0.0\">\u00a9 Alvar Aalto\/Alvar Aalto Foundation<\/span>).<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3707.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18401 alignnone\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3707.jpg\" alt=\"\" width=\"1167\" height=\"969\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3707.jpg 800w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3707-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/3707-768x637.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1167px) 100vw, 1167px\" \/><\/a><\/p>\n<dl id=\"attachment_1529\">\n<dt><\/dt>\n<dd><\/dd>\n<\/dl>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loos e la volatilit\u00e0 dell&#8217;ornamento \u2022 di Enrico Maria Davoli<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=1475\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Il fantasma della funzione<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4383,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":16},"categories":[554,409],"tags":[134,10,26,146,11,60],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1475"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1475"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18993,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1475\/revisions\/18993"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}