{"id":12855,"date":"2020-05-28T20:33:47","date_gmt":"2020-05-28T20:33:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=12855"},"modified":"2023-05-11T08:24:32","modified_gmt":"2023-05-11T08:24:32","slug":"dialogo-maieutico-con-aldo-rossi-maria-grazia-eccheli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=12855","title":{"rendered":"Dialogo maieutico con Aldo Rossi"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts12855&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><pre><em>In veste di architetto, designer, teorico e docente,&nbsp;Aldo Rossi (1931-1997) \u00e8 stato una figura centrale nel dibattito del secondo novecento. La crisi del Movimento Moderno ha avuto in lui un testimone ed un interprete d'eccezione, capace di rinnovare sia lo strumentario progettuale, attingendo ai valori monumentali della tradizione classica, sia il linguaggio critico, mettendo al centro della propria riflessione l'idea di memoria e di perennit\u00e0. Nel corso degli anni ottanta, Rossi divenne una figura eponima - oggetto di imitazioni spesso discutibili - del Postmodernismo allora in voga. In questa conversazione del 1992 con Maria Grazia Eccheli, l'architetto milanese si diffonde su uno dei temi pi\u00f9 familiari alla sua piena maturit\u00e0 espressiva: la decorazione, intesa come istanza primaria di civilt\u00e0.<\/em><em>&nbsp;Architetto, docente universitario, direttore della rivista&nbsp; <\/em>Firenze Architettura<em>, Maria Grazia Eccheli \u00e8 autrice, tra l'altro, della voce \"Decorazione\", inclusa nel&nbsp;&nbsp;<\/em>Dizionario critico illustrato delle voci pi\u00f9 utili all'architetto moderno<em> (a cura di&nbsp;L. Semerani, Edizioni C.E.L.I., Faenza 1993), al quale si fa cenno nel corso della conversazione. Rimasto inedito dopo la chiusura della rivista&nbsp; <\/em>Phalaris<em>, cui era originariamente destinato, il&nbsp;&nbsp;<\/em>Dialogo maieutico<em>&nbsp;\u00e8 uscito nel 2017 su&nbsp; <\/em>Firenze Architettura<em>, n. 2, pp. 4-11. Un vivo ringraziamento a Maria Grazia Eccheli per averci autorizzato a ripubblicarlo qui. Le immagini che corredano il testo sono il frutto di una scelta redazionale.\n<\/em><\/pre>\n<p><em>M.G.E. Vorrei tentare di formulare assieme a te la \u201cquestione della decorazione oggi\u201d. Partiamo dall\u2019assunto che la decorazione sia divenuta \u201cimpossibile ma necessaria\u201d. Impossibile perch\u00e9 la costruzione la esclude, necessaria come elemento di una teorica completezza dell\u2019architettura, vuoi per risolvere un edificio vuoi come risposta a una aspettativa sociale&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Credo che quanto tu dici \u2013 che la decorazione sia divenuta oggi impossibile per motivi esterni, economici ad esempio \u2013 \u00e8 una constatazione seria. Credo, per\u00f2, che il problema \u2013 uno dei problemi pi\u00f9 difficili in Architettura \u2013 sia stabilire che <em>cosa \u00e8 la decorazione<\/em>. A fronte dell\u2019ipotesi del costruttore che rifiuta la decorazione, dobbiamo chiederci perch\u00e9 non la vuole. Solo per motivi economici? Che cosa \u00e8, infatti, nel senso comune, la decorazione?<\/p>\n<p>In prima approssimazione, nel senso comune sono le statue, sono le porcellane, sono i dipinti sulle facciate&#8230; Tali cose, per avvicinarci al concetto di decorazione, sono qualcosa in pi\u00f9 delle necessit\u00e0 strutturali e funzionali, ma sono anche qualcosa in pi\u00f9 dello stesso progetto architettonico. Sono qualcosa che l\u2019architetto aggiunge alla propria architettura.<\/p>\n<p>Aggiunge o non aggiunge.<\/p>\n<p>Questo mi sembra gi\u00e0 un corretto avvicinamento al problema della decorazione. La decorazione non esiste per motivi strutturali, non esiste per motivi \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 tecnologici. Potrebbe esistere per motivi di mascheramento. Ma \u00e8 una proposizione che tu scarterai e che anch\u2019io scarto: laddove ho bisogno di un mascheramento, c\u2019\u00e8 una cattiva architettura. Quindi, in tal caso, non avremo decorazione.<\/p>\n<p>Non che voglia fare il socratico per arrivare a una definizione di decorazione, ma pensiamo a un progetto che in s\u00e9 corrisponda al canonico principio di <em>utilitas-firmitas-venustas<\/em>: non \u00e8 ancora detto che presenti la decorazione. Io voglio aggiungere qualcosa a questo progetto. Credo che in questo caso la decorazione sia interna all\u2019architettura, cio\u00e8 darei un giudizio generalmente positivo alla decorazione.<\/p>\n<p>A questo punto mi chiedo se, ad esempio, il tempio greco colorato \u00e8 un tempio decorato, non tanto quindi per le statue i timpani e le metope, ma proprio per la volont\u00e0 di porre sulla pietra uno stucco rosso o verde o giallo. In questo caso la decorazione \u00e8 parte dell\u2019architettura. Laddove non c\u2019\u00e8 questa decorazione \u2013 ed \u00e8 il caso dell\u2019architettura classica per come noi la conosciamo \u2013 \u00e8 una conseguenza di una deformazione romantica, perch\u00e9 in fondo noi, dal Petrarca in avanti, vediamo i relitti classici come relitti \u201cnon finiti\u201d. E ci d\u00e0 un po\u2019 fastidio questa passibilit\u00e0 di colore nelle statue o nell\u2019architettura classica, per cui diamo a questo senso di decorazione un valore negativo che di per s\u00e9 non possiede.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12863\" aria-describedby=\"caption-attachment-12863\" style=\"width: 1470px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_Tribune_Competition_Entries.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12863\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_Tribune_Competition_Entries.jpg\" alt=\"\" width=\"1470\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_Tribune_Competition_Entries.jpg 750w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_Tribune_Competition_Entries-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1470px) 100vw, 1470px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12863\" class=\"wp-caption-text\"><em>Quattro delle oltre 260 proposte pervenute nel 1922 al concorso per la nuove sede del &#8220;Chicago Tribune&#8221;. Terza da sinistra, quella di Adolf Loos (www.archdaily.com).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. A proposito del tempio greco, come condividere la tesi che tutto sia decorazione, trattandosi di una continua mimesi della natura (per cui la costruzione in pietra imita la costruzione in legno: colonne, antefisse, metope&#8230;). Io penso che sia l\u2019origine dell\u2019architettura&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Anch\u2019io.<\/p>\n<p><em>M.G.E. Parlerei invece di decorazione allorch\u00e9 i Romani, grandi costruttori di citt\u00e0, compongono ordini gi\u00e0 sperimentati dall\u2019architettura greca e rivestono le loro grandi opere con pietre e marmi preziosi, con fregi statue e bassorilievi&#8230; non a caso \u00e8 questa la lettura dei \u201cmoderni\u201d dall\u2019Illuminismo all\u2019Adolf Loos di&nbsp;&nbsp;<\/em>Ornamento e delitto<em>. Il Loos che pretende, per i propri edifici, la maniera degli \u201cantichi romani\u201d, che percorre \u2013 nella Chicago Tribune \u2013 strade forse intransitabili; il Loos di Michaelerplatz che riveste il basamento in marmi preziosi, che compone colonne monolitiche laddove il carattere del luogo lo richiede.<\/em><\/p>\n<p>A.R. Rimango ai tuoi tre esempi. Io credo che nell\u2019architettura greca (e sono d\u2019accordissimo con te che la colonna greca non \u00e8 affatto decorazione, ma piuttosto l\u2019origine dell\u2019architettura, al pari dell\u2019esigenza di creare un microclima: come vedi, sono le ipotesi del Milizia che vanno avanti&#8230;), il caso che hai citato del colore sia una decorazione nel vero senso della parola, perch\u00e9 \u00e8 qualcosa che si \u00e8 aggiunto in base ad un tipo di cultura che per noi \u00e8 completamente perduto (citavo prima il Petrarca) e che riviviamo solamente attraverso una lettura, data la nostra incapacit\u00e0 di risalire alle origini. Ma si tratta indubbiamente di un tipo di decorazione. Eppure se io penso un tempio greco colorato a stucco, provo fastidio e quasi mi ripugna: il tempio mi piace cos\u00ec come \u00e8 oggi. Certo, ammetto di aver perso qualcosa; qualcosa che non posso pi\u00f9 assolutamente ritrovare. Nel caso dell\u2019architettura romana \u2013 che giustamente tu dici essere fatta allo stesso modo e poi rivestita \u2013 \u00e8 per\u00f2 valido il discorso della <em>magnificenza civile<\/em>: essendo l\u2019architettura romana, giustamente, un\u2019architettura che non inventa, ma che per\u00f2 \u00e8 una architettura civile e spesso urbana,<em> che sa comporre<\/em>, essa ha il bisogno e la necessit\u00e0 di esprimere le istituzioni, molto pi\u00f9 di quanto facesse l\u2019architettura greca. Quindi si pone il problema della magnificenza, della convinzione, della persuasione: le <em>institutiones oratoriae<\/em>&nbsp; di Quintiliano sono l\u2019architettura romana, vale a dire il problema della <em>convinzione&nbsp;&nbsp;<\/em>attraverso la <em>costruzione<\/em>. In questo caso, quindi, non si tratta tanto di decorazione, ma di una parte dell\u2019architettura stessa. Anche se poi credo che la struttura dell\u2019edificio fosse portata ad altissimo compimento, per una capacit\u00e0 tecnica che per\u00f2 non aveva nulla a che fare con l\u2019idea di finitezza dell\u2019edificio.<\/p>\n<p>Io, che in questi ultimi tempi mi trovo spesso a Roma, ho la finestra della mia camera d\u2019albergo che d\u00e0 proprio sul Mercato di Traiano, e ci sono queste torri stupende fatte in piccole pietre bianche e nere che sono magnifiche; per noi, per\u00f2, sono come dei pilastri in cemento armato. Ora, solo un certo momento di una architettura brutalista ha pensato che il cemento armato fosse la costruzione finita. In realt\u00e0, una struttura esibita come struttura, diviene a sua volta una decorazione. Lo strutturalismo esagitato, offerto, conclamato diventa a sua volta un fatto decorativo.<\/p>\n<p>La terza questione che mi ponevi, l\u2019atteggiamento di Adolf Loos, \u00e8 molto pi\u00f9 complessa: direi che \u00e8 tipica di Adolf Loos e di alcuni intellettuali del suo periodo: forse, in letteratura, di Musil&#8230; Il magnifico titolo (potrebbe essere un bellissimo film di Hollywood)<em> Ornamento e delitto&nbsp;<\/em> \u2013 che \u00e8 anche il titolo del mio film \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 una contraddizione in termini, perch\u00e9, se mai uno ha letto il saggio, cosa che pochi fanno, sa che quel testo \u00e8 piuttosto un elogio che non una condanna alla decorazione.<\/p>\n<p>\u00c8 talmente un elogio che si riferisce a ci\u00f2 che \u00e8 perduto. \u00c8 un po\u2019 come il <em>Werther&nbsp;<\/em> per un libro d\u2019amore: \u00e8 il libro dell\u2019amore perduto. Quindi \u00e8 il libro dell\u2019amore per eccellenza. Per eccellenza l\u2019amore \u00e8 qualcosa di perduto: voglio dire che un rapporto, una volta sublimato, \u00e8 perduto. \u00c8 proprio in tal senso che il testo di Loos \u00e8 un <em>delitto<\/em>: perch\u00e9, per me, si tratta di una tesi delittuosa. Per Loos la decorazione \u00e8 il punto pi\u00f9 alto di una cultura e il selvaggio che si tatua possiede una identificazione con la natura ed una capacit\u00e0 di decorarsi che noi tutti sogniamo ma che abbiamo perduto. Non possiamo tatuarci, commetteremmo un delitto se lo facessimo, ma nel contempo siamo vittime di un delitto storico perch\u00e9 non possiamo pi\u00f9 capire quello che poteva fare un selvaggio.<\/p>\n<p>Quindi, in tal senso, \u00e8 un vero libro perverso, una tesi perversa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12864\" aria-describedby=\"caption-attachment-12864\" style=\"width: 1506px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/carlo_felice.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12864\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/carlo_felice-1024x685.jpg\" alt=\"\" width=\"1506\" height=\"1008\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/carlo_felice-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/carlo_felice-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/carlo_felice-768x514.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1506px) 100vw, 1506px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12864\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con I. Gardella, F. Reinhart, A. Sibilla, su progetto originale di C. Barabino, 1825-28), Teatro Carlo Felice, 1983-89, Genova.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. Passando alla prassi e alle modalit\u00e0 compositive della decorazione, dove e perch\u00e9 si pu\u00f2 parlare di decorazione nei tuoi progetti? Nella maestosa cornice della Torre Scenica del&nbsp;&nbsp;<\/em>Teatro Carlo Felice<em> a Genova (decorazione come citazione)? Nelle verdi trabeazioni che ritmano la facciata del&nbsp;&nbsp;<\/em>Palazzo<em> a Fukuoka (decorazione come trascrizione e stilizzazione)? O nei frammenti sparsi nelle tue opere?<\/em><\/p>\n<p>A.R. C\u2019\u00e8 stato un momento nella mia architettura (parlo di me perch\u00e9 costretto, altrimenti cerco di evitarlo, pur essendo io un egocentrico) in cui il problema che \u00e8 emerso, anche nella mia vita, \u00e8 stato il problema del frammento, di una educazione frammentaria, che \u00e8 collegato al problema della citazione.<\/p>\n<p>Quello che tu dici \u00e8 vero: non so se citazione, frammento corrispondono esattamente a decorazione, per\u00f2 dal momento che avviene nelle arti figurative, in qualche modo \u00e8 decorazione. L\u2019esempio pi\u00f9 calzante (il <em>Carlo Felice&nbsp;<\/em> \u00e8 il pi\u00f9 clamoroso) \u00e8 la <em>Tomba di Giussano<\/em>, dove addirittura, per rappresentare la morte, ho messo una cornice in marmo di Carrara \u2013 che \u00e8 poi la stessa cornice del Vignola che c\u2019\u00e8 nella Torre Scenica a Genova. Seguendo le norme del<em> delitto&nbsp;<\/em> di Adolf Loos, l\u2019ho fatta costruire tutta a mano \u2013 cos\u00ec \u00e8 costata un capitale e gli sta bene \u2013 dopo di che \u00e8 stata rotta in alcuni pezzi. Quando i pezzi sono stati montati, io personalmente a un muratore gli ho fatto rompere, ancora una volta, la cornice: cos\u00ec la cornice si legge in parte rotta, in parte no.<\/p>\n<p>Ora, questa rappresentazione, questa rottura, \u00e8 una doppia rottura: una chiaramente \u00e8 la rottura della vita (si tratta di una cappella mortuaria); l\u2019altra \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di usare la cornice del Vignola cos\u00ec com\u2019\u00e8. La terza, se vuoi, che ancor pi\u00f9 trasforma l\u2019opera in decorazione \u00e8 che, per qualche senso estetico, \u00e8 pi\u00f9 bello il frammento dell\u2019opera compiuta. \u00c8 ancora il discorso del Petrarca: quella cornice mi piace pi\u00f9 rotta e frammentata che se fosse intera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12872\" aria-describedby=\"caption-attachment-12872\" style=\"width: 1380px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/8f8bad03e7232bdb040598b680d323d7_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12872\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/8f8bad03e7232bdb040598b680d323d7_800.jpg\" alt=\"\" width=\"1380\" height=\"1027\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/8f8bad03e7232bdb040598b680d323d7_800.jpg 800w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/8f8bad03e7232bdb040598b680d323d7_800-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/8f8bad03e7232bdb040598b680d323d7_800-768x571.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1380px) 100vw, 1380px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12872\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con G. Pogliani, C. Stead), Cappella Molteni, 1980-87, Giussano (www.palladium.de).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. \u00c8 ancora una citazione la grande \u201cporta\u201d lignea interna?<\/em><\/p>\n<p>A.R. Entrando vi \u00e8 la ricomposizione della Porta Romana rilevata dal Palladio \u2013 ma non si tratta di una ricostruzione filologica \u2013 e che \u00e8 un passaggio tra quello che c\u2019\u00e8 e quello che non c\u2019\u00e8. Dietro la Porta un cielo azzurro che, se vuoi, \u00e8 decorazione, \u00e8 scenografia, \u00e8 invenzione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12879\" aria-describedby=\"caption-attachment-12879\" style=\"width: 1430px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/d1a51acc4a11c75c20de5026d92999bc.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12879\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/d1a51acc4a11c75c20de5026d92999bc.jpg\" alt=\"\" width=\"1430\" height=\"1922\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/d1a51acc4a11c75c20de5026d92999bc.jpg 744w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/d1a51acc4a11c75c20de5026d92999bc-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 1430px) 100vw, 1430px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12879\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con G. Pogliani, C. Stead), Cappella Molteni, interno, 1980-87, Giussano (www.palladium.de).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. Ancora sul frammento, visto sotto l\u2019aspetto della decorazione: come leggere le perfette tessiture in mattoni delle chiese quando, in realt\u00e0, non sono che splendide strutture in attesa di \u201crivestimento\u201d? \u00c8 una semplice iconoclastia del destino o una resistenza dell\u2019opera al proprio compimento a fissare nel tempo l\u2019immagine delle facciate incompiute, in cui poche pietre o un basamento interrotto (penso a San Petronio) trattengono l\u2019opera come sospesa tra realt\u00e0 e immaginazione? In termini compositivi&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Scusa se ti interrompo. Quanto hai detto adesso, tocca un argomento che mi interessa molto. Non so se hai visto i miei ultimi progetti: ho in corso due lavori che sono addirittura fatti cos\u00ec: ripetono le antiche chiese non finite. L\u2019Hotel <em>Duca di Milano&nbsp;<\/em> e la <em>Chiesa Lombarda&nbsp;<\/em> alla Barona hanno, entrambi, il basamento in pietra, in granito, mentre poi la costruzione va su in mattoni. Nella facciata della chiesa, poi, ci sono due grandi statue. In quest\u2019ultima vi \u00e8 anche una architettura simbolica, se vuoi, perch\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 storica del non-finito, che non \u00e8 ancora frammento, viene ripresa come una forma di espressione della bellezza. Direi che forse la tesi pi\u00f9 romantica \u00e8 quella di lasciare l\u2019amore per il relitto, l\u2019amore per la statua rotta&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_12865\" aria-describedby=\"caption-attachment-12865\" style=\"width: 1451px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12865 \" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e-816x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1451\" height=\"1821\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e-816x1024.jpg 816w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e-768x964.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/800d5a7aff1849a32ab479a42a200f7e.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 1451px) 100vw, 1451px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12865\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con G. da Pozzo, F.S. Fiera), Modello di facciata per una chiesa a Milano-Cascina Bianca, 1990, Roma, Maxxi (www.maxxi.art).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. Il&nbsp;&nbsp;<\/em>Dizionario<em> ideato da Luciano Semerani tocca pi\u00f9 voci, tra le quali \u201crivestimento\u201d. Secondo te, tra <\/em>decorazione<em> e <\/em>rivestimento<em> esistono dei punti di contatto o di coincidenza? Se si pu\u00f2 stabilire una differenza tra un rivestimento che si esaurisce nel puro significato tecnico e un rivestimento che, aggiungendo \u201cqualcosa\u201d all\u2019opera, corrisponde ad una qualche intenzionalit\u00e0 estetica e decorativa, quando e come hai risolto questa alternativa nelle tue opere?<\/em><\/p>\n<p>A.R. Io farei sempre un <em>rivestimento-decorazione<\/em>. In alcuni casi ho contrapposto l\u2019intonaco ad un elemento pi\u00f9 ricco. Nel Teatro di Genova, ad esempio, tutta la Torre Scenica fino all\u2019altezza di quella che era la Torre del Barabino \u00e8 addirittura fatta in falso bugnato, ripetendo una tecnica dell\u2019architettura neoclassica. Alla quota dove finiva la torre originaria ho messo una cornice di ottone: la si pu\u00f2 leggere come decorativa, come letteraria, come memoria&#8230; Sopra vi \u00e8 un\u2019altra Torre, con altre implicazioni, che viene finita in intonaco. Poi sopra ancora, la cornice del Vignola: altissima. Quando l\u2019ho vista per terra mi sono spaventato \u2013 \u00e8 alta come una stanza&#8230; Invece va benissimo: voglio dire che essa corrisponde proprio a una volont\u00e0 di decorazione.<\/p>\n<p>Adesso sto facendo una costruzione che mi interessa moltissimo: \u00e8 la villa di Alessi sul Lago Maggiore. Questo progetto \u00e8 una ricerca di architettura romantica, sfacciatamente di architettura romantica, e verr\u00e0 costruita secondo le tecniche ottocentesche di alcune ville sul lago. Una architettura post-boitiana, fatta tutta di scaglie di pietra, di cornici in cotto e con un pronao tutto in cotto. Credo che verr\u00e0 molto bella, molto singolare&#8230; molto costosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12867\" aria-describedby=\"caption-attachment-12867\" style=\"width: 1487px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PB041355.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12867 \" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PB041355-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1487\" height=\"1982\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PB041355-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PB041355-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PB041355.jpg 904w\" sizes=\"(max-width: 1487px) 100vw, 1487px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12867\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con C. Bolognesi, S. Fiera, M. Scheurer), Villa Alessi, 1989-1994, Sona di Verbania (www.percorsiarchitettonicisullacqua.eu).<br \/><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. Tornando alla decorazione \u2013 e per tentare di definire i suoi probabili caratteri \u2013 mi sembrano ancora attuali alcuni assunti di Quatrem\u00e8re de Quincy: vale a dire che una decorazione si rende necessaria \u201cper spiegare allo spettatore l\u2019oggetto a cui si applica e fonda la sua necessit\u00e0 sul fatto di pigliare gli argomenti delle sue invenzioni dall\u2019idea principale del monumento, o dai rapporti accessori dell\u2019idea stessa&#8230;\u201d<\/em><\/p>\n<p>A.R. Si, sono principi molto razionali, molto precisi&#8230; Credo che si dovrebbe affrontare un equivoco che si \u00e8 prodotto nell\u2019architettura moderna: uno dei suoi vanti volgari (neanche attribuibile a storici o a architetti) \u00e8 quello di essere semplice, di non avere decorazioni. Cosa non vera: neanche dai pi\u00f9 stupidi \u00e8 mai stata affermata. In compenso c\u2019\u00e8 stata una reazione contro un eccesso di decorazione superficiale, contro l\u2019<em>Art d\u00e9co<\/em>, contro il superfluo&#8230; Credo che la decorazione sia molto legata al costume, alle abitudini. Qui, ad esempio tutti portiamo la cravatta. La cravatta \u00e8 indubbiamente una decorazione perch\u00e9 inutile: non ce n\u2019\u00e8 bisogno; anzi, si sta meglio senza. Esiste per\u00f2 un certo sistema di convenzioni sociali che rende la cravatta obbligatoria.<\/p>\n<p>Recentemente, al Center&#8230; c\u2019\u00e8 stato un dibattito molto interessante con Robert Venturi attorno ad un tema analogo: per il semplice motivo che avevamo disegnato delle stoffe\u2026 Diceva a un certo punto Venturi: \u201cl\u2019importante \u00e8 il nodo della cravatta, che va fatto secondo certe regole e che di conseguenza, senza essere dei gentleman, pu\u00f2 venire anche bene&#8230; Ma ci sono poi questi Lords inglesi, questi snob, che fanno il nodo pure un po\u2019 male e la cravatta risulta ancora pi\u00f9 bella&#8230; Questo nodo, per\u00f2, non lo si pu\u00f2 insegnare\u201d. Applausi del pubblico\u2026<\/p>\n<p>Credo che questo sia anche il problema della decorazione: noi possiamo anche dire che una facciata di mattoni, di forati, va rivestita in pietra o in intonaco, e definire tutto ci\u00f2 una legge dell\u2019architettura. Ma poi un grande architetto, chiss\u00e0 cosa fa: potr\u00e0 usare una pietra preziosa, oppure l\u2019intonaco&#8230; da questo punto di vista, la decorazione pu\u00f2 divenire addirittura parte della personalit\u00e0.<\/p>\n<p><em>M.G.E. Esiste un tipo architettonico nel quale la decorazione fa parte dello stesso tema progettuale. Progettando un teatro \u00e8 difficile eludere il modello dello scenafronte romano: luogo fisico e logico ad un tempo della decorazione. Come \u00e8 stato da te affrontato tale compito all\u2019interno del&nbsp;&nbsp;<\/em>Carlo Felice<em>?<\/em><\/p>\n<p>A.R. Direi che \u00e8 un riferimento fondamentale. Nel caso del teatro, io parlo ancora di magnificenza. \u00c8 questa idea a trasformare il suo interno in una piazza di Genova. Ai lati della scena ci sono due grandi colonne di \u201crosso Levanto\u201d mozzate. che ricordano quello che era un teatro romano, irripetibile. E poi il cielo con le lampadine&#8230; Tutte queste cose chiamiamole magnificenza, decorazione&#8230; chiamiamole teatro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12871\" aria-describedby=\"caption-attachment-12871\" style=\"width: 1409px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Genova_Teatro_Carlo_Felice_vista_generale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12871 \" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Genova_Teatro_Carlo_Felice_vista_generale-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1409\" height=\"940\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Genova_Teatro_Carlo_Felice_vista_generale-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Genova_Teatro_Carlo_Felice_vista_generale-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Genova_Teatro_Carlo_Felice_vista_generale-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1409px) 100vw, 1409px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12871\" class=\"wp-caption-text\"><em>Aldo Rossi (con I. Gardella, F. Reinhart, A. Sibilla), Teatro Carlo Felice, interno, 1983-89, Genova (foto \u00a9 Maurizio Beatrici\/Wikimedia).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>M.G.E. Che dire dell\u2019architettura americana, di Graves e Venturi ad esempio. La decorazione vi \u00e8 troppo immediata nel processo progettuale, tanto da fare svanire la sua natura di \u201ccosa aggiunta\u201d? Una ricerca troppo subito affascinata dall\u2019immagine?<\/em><\/p>\n<p>A.R. Per me il problema non cambia molto. Graves, a esempio, e pi\u00f9 di Venturi, fa una architettura decorativa che \u00e8 basata sul dettaglio, sull\u2019aggiunta: quella che viene comunemente chiamata architettura <em>post-modern<\/em>. Non vi leggerei per\u00f2 una specificit\u00e0 diversa, tanto pi\u00f9 se pensi all\u2019architettura americana degli anni trenta&#8230; o dell\u2019architettura americana <em>Beaux Arts<\/em>&#8230; c\u2019\u00e8 sempre stata una derivazione europea.<\/p>\n<p><em>M.G.E. Cos\u2019\u00e8 dunque la decorazione? Possiamo tirare delle conclusioni?<\/em><\/p>\n<p>A.R. Credo che sul tema abbiamo detto molto&#8230; Ritengo che il punto fondamentale sia quello di intendere la decorazione&#8230; ricordo al Politecnico&#8230; \u201cno: quello \u00e8 un elemento decorativo&#8230;\u201d non si poteva usare nemmeno la parola; un po\u2019 come oggi la parola \u201ccancro\u201d.<\/p>\n<p>Leggevo l\u2019altro giorno sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; un articolo sulla morte di Dino Buzzati. L\u2019autore, non so se fosse un suo amico, non ricordo chi fosse&#8230; \u00e8 riuscito a scrivere una intera pagina parlando della morte di Buzzati: &#8230;come loro si vedevano, come lui si era ammalato&#8230; senza mai dire di che cosa \u00e8 morto. Ho letto con attenzione perch\u00e9 era proprio quanto mi interessava: non ha mai detto l\u2019et\u00e0 e di che cosa \u00e8 morto. Tab\u00f9.<\/p>\n<p>La decorazione \u00e8 diventata un po\u2019 cos\u00ec: \u00e8 una osservazione da uomo della strada ma anche da uomo di mestiere. Ormai non riusciamo pi\u00f9 a intendere la decorazione in senso positivo.<\/p>\n<p><em>M.G.E. \u00c8 anche una conseguenza delle teoresi ufficiali, cui tu prima accennavi, del MM sulle questioni della decorazione? Eppure alcuni maestri hanno continuamente riproposto, negli scritti e nelle opere, il tema della decorazione: Tessenow, ad esempio, declina il tema tra la costruzione come certezza e la decorazione come dubbio&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Che \u00e8 una frase letteraria&#8230;<\/p>\n<p><em>M.G.E. Comunque pone la questione ed il problema&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Prima tu hai scherzosamente detto, mostrando la tua collana, \u201cio sono decorata\u201d. Non vorrei fare lo psicanalista, ma quella frase fa parte di questo tab\u00f9 della decorazione. Una donna dell\u2019ottocento non avrebbe mai pensato, mettendosi una collana, di \u201cdecorarsi\u201d&#8230;: metteva una collana che faceva semplicemente parte dell\u2019abbigliamento della cultura femminile, e persino maschile. Questa deformazione esiste ed \u00e8 comune. Se io mettessi un anello, ne avrei vergogna (in America <em>macho<\/em> normalissimi portano l\u2019anello&#8230; ) Non \u00e8 vero che la collana \u00e8 una decorazione: e la tua giacca, allora?<\/p>\n<p>\u00c8 in questo senso che \u00e8 perverso il saggio di Loos: tu ritorni al mito del selvaggio&#8230;<\/p>\n<p><em>M.G.E. La decorazione come fatto di cultura. Pu\u00f2 dunque la decorazione risultare uno strumento adeguato e praticabile per una architettura che, dopo le omologazioni del moderno, si voglia di nuovo \u201ccivile\u201d&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A.R. Per essere civile una architettura deve esprimere il senso di un certo tipo di cultura, di educazione, di civilt\u00e0. A Milano, ad esempio, moltissimi palazzi neoclassici avevano delle colonne. Il mio studio di S. Maria alla Porta aveva delle magnifiche colonne di granito rosa&#8230; intonacate. La chiami decorazione questa? \u00c8 il senso dell\u2019architettura civile, per cui l\u2019architetto che faceva le case dei <em>sciuri&nbsp;&nbsp;<\/em>intonacava le colonne: un po\u2019 come l\u2019architettura greca. Io starei male ad intonacare una colonna di granito: eppure fior di architetti lo facevano&#8230; In seguito, per\u00f2, non si \u00e8 pi\u00f9 potuto usare il granito perch\u00e9 divenuto costoso. Da quel momento la colonna in granito torna ad essere la vera decorazione, perch\u00e9 \u00e8 anche una esibizione di ricchezza. Esattamente il contrario di quando tutti avevano le colonne in granito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Venezia, 5 febbraio 1992<\/em><\/p>\n<pre><em>In alto: Aldo Rossi, Fermacarte \"Sannazzaro\", 1987, marmo, cm. 20 x 4 x 6 (www.upgroup.it). Sotto: Aldo Rossi (con M. Adjmi, T. Horiguchi, S. Uchida), Complesso alberghiero e ristorante \"Il Palazzo\", scalinata d'ingresso e facciata, 1987-89, Fukuoka.<\/em><\/pre>\n<p><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/34883706.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-12873\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/34883706-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1459\" height=\"973\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/34883706.jpg 1024w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/34883706-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/34883706-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1459px) 100vw, 1459px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un protagonista dell&#8217;architettura del secondo &#8216;900 parla di decorazione \u2022 di Maria Grazia Eccheli<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=12855\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">Dialogo maieutico con Aldo Rossi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12883,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":338},"categories":[792,286,793],"tags":[689,10,794],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12855"}],"version-history":[{"count":53,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19146,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12855\/revisions\/19146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}