{"id":11043,"date":"2019-03-09T09:47:57","date_gmt":"2019-03-09T09:47:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=11043"},"modified":"2023-05-09T21:41:40","modified_gmt":"2023-05-09T21:41:40","slug":"lequivoco-tecnologico-marco-lazzarato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=11043","title":{"rendered":"L\u2019equivoco tecnologico"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=wpv2posts11043&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">Scarica PDF - Download PDF<\/span><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\">La forma di un manufatto deriva da un atto di <em>poiesis<\/em>, cio\u00e8 dalla capacit\u00e0 dell\u2019artista\/artefice di creare nuove forme, cui segue un processo di <em>techne<\/em>, cio\u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di portare a buon fine la cosa con i materiali e i mezzi a disposizione. Se sul piano teorico tale schema appare, nella sua bipartizione, chiaro e coerente, nella pratica emergono invece difficolt\u00e0 e fraintendimenti, in quanto <em>poiesis<\/em> e <em>techne<\/em> non sono due entit\u00e0 separate, ma due momenti dello stesso processo di ideazione, strettamente intrecciati fra loro. In altre parole, la creazione della forma non pu\u00f2 essere separata dai processi necessari a realizzarla, nonostante a volte possa sembrare il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Al pittore si richiede una pura manifestazione di <em>poiesis<\/em>, e questo ci consegna l\u2019immagine romantica di un sognatore, immerso nel proprio mondo fantastico e perennemente impegnato a tracciare disegni e dipingere tele. Ci\u00f2 che il mito romantico non dice, \u00e8 che anche l\u2019artista deve affrontare notevoli problemi di <em>techne<\/em>. Il disegno richiede infatti specifiche competenze, ed anche la pittura comporta tutta una serie di problemi tecnici. Problemi che, alla luce dei sempre nuovi materiali forniti dall\u2019industria, possono apparire oggi meno ardui, ma restano comunque rilevanti e continuano a fare la differenza fra il dilettante ed il professionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La <em>poiesis<\/em> del pittore \u00e8 sempre innervata in una<em> techne<\/em> artistica: l\u2019una pu\u00f2 evolvere solo risolvendo i problemi posti dall\u2019altra e viceversa. La <em>techne<\/em> del pittore, tuttavia, \u00e8 caratterizzata da una grande duttilit\u00e0. Tutti i materiali e gli strumenti che la compongono sono pensati per essere quanto pi\u00f9 leggeri ed elastici, per assecondare al meglio l\u2019intuizione poetica dell\u2019artista. In tal modo, essi suggeriscono ai non addetti ai lavori un\u2019idea di inconsistenza e facilit\u00e0 d\u2019uso, che non corrisponde al vero. Altra caratteristica del rapporto del pittore con la propria <em>techne<\/em> \u00e8 l\u2019azione diretta, che non prevede cio\u00e8 filiere o cantieri, se non in casi del tutto eccezionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Caso opposto \u00e8 quello dell\u2019ingegnere edile, al quale si richiede la messa a punto di strutture pratiche ed efficienti. Date le dimensioni del manufatto, le complessit\u00e0 cantieristiche e, non ultime, le responsabilit\u00e0 legali, quella della<em> techne<\/em> diventa per lui una vera e propria ossessione, e tutta la sua energia verr\u00e0 spesa in quella direzione. Il mito razionalista ci consegna l\u2019immagine di una professionista dedito al calcolo, che ha come guida alla forma la pura funzionalit\u00e0 del manufatto: un ponte dovr\u00e0 solo collegare due sponde, un capannone contenere cose. Ma la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa, perch\u00e9 sia il ponte che il capannone, fermo restando l\u2019adempimento della loro funzione, hanno comunque una forma finale, che va ad interferire con un contesto urbano o naturale e che, quindi, dev\u2019essere vagliata attraverso un processo di <em>poiesis.<\/em> La contraddizione si \u00e8 manifestata in tutta la sua drammaticit\u00e0, a seguito delle vicende legate al ponte Morandi di Genova.&nbsp;\u00c8 chiaro, in definitiva, che anche l\u2019artista pi\u00f9 espressionista deve comunque fare i conti con una stringente <em>techne<\/em>, cos\u00ec come l\u2019ingegnere pi\u00f9 ligio e professionale non pu\u00f2 esimersi dall&#8217;affrontare rilevanti problemi di<em> poiesis<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11062\" aria-describedby=\"caption-attachment-11062\" style=\"width: 1451px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG20131113131847514_900_700.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11062 \" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG20131113131847514_900_700.jpeg\" alt=\"\" width=\"1451\" height=\"1088\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG20131113131847514_900_700.jpeg 900w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG20131113131847514_900_700-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG20131113131847514_900_700-768x576.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1451px) 100vw, 1451px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11062\" class=\"wp-caption-text\"><em>Galleria dei Lavori (poi Opificio delle pietre dure) su disegno di Giuseppe Zocchi, Allegoria dell&#8217;Architettura, 1754 circa, commesso di pietre dure con cornice in bronzo, cm. 61 x 80, collezione privata (www.ilgiornaledellarte.com).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Poiesis<\/em> e <em>techne<\/em> sono quindi intrecciate, compresenti, indissolubilmente legate all\u2019idea di forma che si vuole realizzare. Se l\u2019equivoco artistico, che porta all\u2019elusione della <em>techne<\/em>, ci interessa marginalmente, in quanto riguarda perlopi\u00f9 opere singole destinate a privati, l\u2019equivoco tecnologico, che porta all\u2019elusione della <em>poiesis<\/em>, ha invece rilevanti conseguenze, perch\u00e9 investe manufatti destinati ad un utilizzo pubblico o civile, la cui forma determina il decoro o il degrado visivo di una citt\u00e0, incidendo sulla qualit\u00e0 della vita percepita dai suoi abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019elusione della <em>poiesis<\/em> da parte degli odierni progettisti (non solo ingegneri ma architetti, designer eccetera) avviene attraverso un processo mentale quasi inconscio, alla cui radice vi \u00e8 la complessit\u00e0 tecnologica contemporanea. Si \u00e8 detto che l&#8217;artista pittore pu\u00f2 contare su materiali e strumenti duttili e su un approccio diretto alla <em>techne<\/em>. Il quadro, cio\u00e8, lo dipinge lui stesso, sollecitando i materiali fino a che non raggiungono l\u2019obiettivo posto dalla sua<em> poiesis<\/em>. All\u2019artista progettista questa possibilit\u00e0 \u00e8 negata: il modo in cui l&#8217;industria opera non \u00e8 suscettibile di cambiamenti. L\u2019insieme di queste rigidit\u00e0, messe in fila nel lungo<em> iter<\/em> cantieristico, porta a pensare che cos\u00ec si sia fatto, perch\u00e9 non si poteva fare altrimenti. Se <em>poiesis<\/em> e <em>techne<\/em> vengono concepite come aree distinte, questo alibi, dichiarato spesso dai progettisti per giustificare forme banali o dozzinali, sembra reggere, ma se &#8211; come stiamo sostenendo &#8211; esse sono intrecciate e compresenti in ogni fase dell\u2019ideazione, ecco allora che questa giustificazione viene a cadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se &#8211; poniamo il caso &#8211; il sistema industriale a cui si fa riferimento produce solo ci\u00f2 che viene percepito come<em> diritto<\/em>, non sar\u00e0 certamente grazie ad esso che si potr\u00e0 progettare e realizzare il <em>curvo<\/em>. E tuttavia, nell\u2019ambito del <em>diritto<\/em>, ci sono pur sempre molteplici possibilit\u00e0 compositive: a spina di pesce, a quadri, a L, eccetera, e tutte queste possibilit\u00e0 competono alla <em>poiesis<\/em>. In ogni momento del processo ideativo, quindi, alla forma <em>diritta<\/em>, condizionata dalla <em>techne<\/em>, corrisponder\u00e0 sempre e comunque una possibilit\u00e0 di scelta, di esclusiva responsabilit\u00e0 della <em>poiesis<\/em>: a spina di pesce appunto, oppure a quadri, eccetera. L\u2019ossessione tecnologica sembra aver portato all\u2019atrofia di questa seconda opzione nei progettisti, i quali appaiono sempre pi\u00f9 succubi e deresponsabilizzati rispetto alle forme condizionate dalla <em>techne<\/em>. Questa, a sua volta, diventa sempre pi\u00f9 seducente grazie alle (cosiddette) nuove tecnologie informatiche, fatte spesso oggetto di attesa messianica, a suggerire l\u2019illusione che le forme disegnate siano effettivamente frutto di <em>poiesis<\/em> dell\u2019operatore, e non dei condizionamenti interni dati dai limiti del programma di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ad uno sguardo d\u2019insieme, le forme del contemporaneo sembrano affette da sindrome bipolare: o sono tristemente banali e dozzinali, oppure totalmente astruse.&nbsp;\u00c8 come se il problema ricordato sopra &#8211; il sistema industriale che produce solo <em>diritto<\/em> &#8211; venisse alternativamente interpretato, o come un<em> diktat<\/em> da assecondare supinamente, oppure come un complotto da sventare ad ogni costo. In architettura si passa dal cubo, apoteosi del prefabbricato e dello standard, alla fenomenologia <em>archistar<\/em>, che fa s\u00ec che nella struttura di un edificio non vi sia, letteralmente, un pezzo uguale all&#8217;altro. Mentre nell\u2019arredamento, la miseria<em> chic<\/em> dello stile Ikea si contrappone all\u2019iper-barocco del cosiddetto stile <em>Luxury<\/em>. Sembra scomparsa quell\u2019ampia fascia intermedia di forme, fatta di equilibrio fra costo, decoro ed estetica, che negli ultimi decenni del \u2018900 aveva qualificato il cosiddetto <em>Made in Italy<\/em>. Crediamo sia giunto il momento che ogni progettista si riappropri delle proprie responsabilit\u00e0 rispetto alla <em>poiesis<\/em>, e se le assuma durante tutto l\u2019<em>iter<\/em> della progettazione, nel quotidiano confronto con le tecnologie contemporanee.<\/p>\n<pre style=\"text-align: left;\"><em>In alto: stampante 3D al lavoro (www.shutterstock.com). Sotto: copertura del Teatro Goldoni di Livorno, costruito nel 1847 su progetto di Giuseppe Cappellini, dopo il restauro ultimato nel 2004 (Wikimedia Commons).<\/em><\/pre>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/800px-Livorno_-Teatro_Goldoni-_volta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11057 alignnone\" src=\"http:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/800px-Livorno_-Teatro_Goldoni-_volta.jpg\" alt=\"\" width=\"1531\" height=\"1137\" srcset=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/800px-Livorno_-Teatro_Goldoni-_volta.jpg 800w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/800px-Livorno_-Teatro_Goldoni-_volta-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.faredecorazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/800px-Livorno_-Teatro_Goldoni-_volta-768x570.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1531px) 100vw, 1531px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poiesis e techne, un binomio indissolubile \u2022 di Marco Lazzarato<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.faredecorazione.it\/?p=11043\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019equivoco tecnologico<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11056,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_s2mail":"yes","footnotes":"","iawp_total_views":32},"categories":[554,478],"tags":[75,600,686,599],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11043"}],"version-history":[{"count":26,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19132,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11043\/revisions\/19132"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.faredecorazione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}