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FD, un nuovo inizio

Dalla fine del 2011 alla fine del 2017, sono state trentasette le uscite bimestrali di FD. La nostra rivista ha rilanciato il lessico della decorazione e del decoro nell’ambito dell’architettura, delle arti figurative, dell’artigianato, del design. Ha dimostrato come molta terminologia corrente abbia semplicemente ricoperto ruoli e funzioni già presenti nella tradizione più antica, nell’illusione di reciderne i gangli vitali ma, in realtà, limitandosi a scipparne gli spunti più facili. Naturalmente, molto resta da fare. Occorre soprattutto fare presa tra le giovani generazioni di artisti, far passare l’idea che non è con una generica “creatività” ma col “fatto a regola d’arte” (deontologicamente, progettualmente, tecnicamente) che si possono riscattare ed abbellire gli spazi dell’esistenza quotidiana. E che questa seconda strada non solo è percorribile ma conviene, sia in termini di tenuta culturale e sociale che di prestigio economico.

Nel frattempo, ci siamo resi conto che i presupposti con cui FD era nata andavano rivisti e corretti. Solo pochi anni fa, nella lettura on line, il pc sopravanzava ancora lo smartphone e, aspetto non trascurabile, il pubblico continuava a preferire un’impaginazione fatta ad immagine e somiglianza della carta stampata. Per queste ragioni, abbiamo sempre affiancato alla versione web una versione pdf redatta in stile tipografico. Oggi il rapporto di forze sta rovesciandosi e, al di là delle opinioni che si possono avere in proposito, sarebbe miope non prenderne atto. Ecco perché, da questo inizio 2018, la veste editoriale e grafica di FD diventa più leggera e scorrevole. Dovrebbero avvantaggiarsene sia la lettura, sia la consultazione e la ricerca. La raccolta completa delle versioni pdf dei numeri usciti finora resta comunque disponibile sul sito. In questa seconda serie della rivista, gli articoli non saranno più raggruppati per bimestre, ma usciranno con cadenza libera. I modelli comunicativi, le rubriche, le formule adottate fin qui non subiranno variazioni e, ove possibile, si amplieranno. Come speriamo possa ampliarsi la platea dei nostri lettori.

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Sopra: Tappeto ad ago, particolare, Francia, seconda metà sec. XIX, lana (www.deroyan.fr).

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