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Eclettismo e Liberty: confini sottili. Costantino Costantini a Osimo / Valentina Andreucci

Quando si parla di architettura dell’Eclettismo [1] nella città di Osimo, in provincia di Ancona, il pensiero va a Costantino Costantini, la cui cultura si era formata, nel culto degli stili storici, su autori stranieri ma anche italiani, quali Camillo Boito e Pietro Selvatico [2]. Al contempo, come evidenzia Fabio Mariano, non vi è da stupirsi se più di un’opera di Costantini è imbevuta di quel nuovo gusto Liberty che, per il suo evidente richiamarsi ai motivi desunti dalla natura, si indica a ragione come “stile floreale”. Il presente articolo concerne, appunto, alcune opere di Costantini, per lo più inedite, partecipi di quel nuovo clima.

Edicola Buglioni Rinaldoni, 1909, insieme e particolare (foto © Valentina Andreucci 2015).

Uno dei progetti più noti e impegnativi cui l’architetto abbia lavorato è quello per il Santuario della Beata Vergine Addolorata, eretto a Campocavallo di Osimo tra il 1894 e il 1912. All’esterno dell’edificio spicca l’inserimento di elementi decorativi in terracotta «che contengono i prodromi del nuovo stile» [3], elementi disegnati e prodotti da Costantini nella sua fabbrica, sita all’epoca in via Battisti, poco distante dal suo villino. Ma l’avvicinamento di Costantini allo stile floreale si evince via via anche da altre opere, e segnatamente dalle architetture cimiteriali, di alcune delle quali, non ancora indagate, quello che qui presentiamo vuole essere un primo studio. Particolare attenzione meritano i due monumenti funerari rispettivamente intitolati a Benedetto Giardinieri e alla Famiglia Buglioni Rinaldoni, ubicati nell’emiciclo di levante del Cimitero Maggiore della città. La paternità delle due edicole è provata sia dalle iscrizioni poste sul retro delle medesime, sia dai documenti conservati nell’Archivio Storico Comunale di Osimo.

Edicola Buglioni Rinaldoni, 1909, particolari (foto © Valentina Andreucci 2015).

Prima in ordine di tempo ad essere realizzata, fu l’edicola voluta da Cesare Buglioni per sé e la sua famiglia4. Nel verbale della Giunta Comunale del 30 dicembre 1907 [5], il Buglioni faceva richiesta per l’acquisto di un’area del Cimitero e nel 1909 il progetto era stato ultimato [6], come si desume dall’iscrizione sulla facciata posteriore: CESARE BUGLIONI / PER SÉ E I SUOI / M.CM.IX / ARCH. C. COSTANTINI. La tomba per Benedetto Giardinieri risale a qualche anno più tardi. Già nel 1907 il Giardinieri aveva chiesto al Comune di poter ottenere l’area per erigervi la tomba per sé e i famigliari, citando Costantini quale autore del progetto [7]. L’opera fu tuttavia conclusa solo nel 1911: in quell’anno infatti il Giardinieri rinnovava la propria richiesta alla Giunta Comunale [8]. e l’edicola veniva infine costruita, così come indicato nel retro della medesima: A. DNI / MCMXI / ARCH. C.C. I motivi di interesse dei due monumenti non si limitano ai singoli elementi decorativi, ma attengono anche a quella problematica, tipica del Liberty, che si definisce “unione delle arti”. Costantini progettò infatti non solo la struttura architettonica, ma anche tutto l’apparato decorativo delle due edicole, secondo un disegno unitario, che inglobava materiali e abilità differenti.

Edicola Buglioni Rinaldoni, 1909, particolari (foto © Valentina Andreucci 2015).

L’edicola Buglioni Rinaldoni ha una struttura architettonica eclettica e composita: un edificio con le quattro facce incorniciate da un frontone, sormontato da una copertura piramidale, a sua volta culminante con un corpo cubico circondato alla sommità da una cornice aggettante. La facciata principale presenta un pronao con frontone, sorretto da due colonne a fusto liscio. La copertura piramidale e il pronao con frontone la avvicinano alla tomba di Tarquinio Fanesi, realizzata da Costantini nel 1917 e posta a pochi metri di distanza [9]. Ovunque campeggiano simboli incisi o in rilievo, anche a tutto tondo, associati alla morte: la clessidra con le ali, la farfalla, la lucerna, il braciere, fiaccole capovolte, simboli cristiani (croci, XP, AΩ) [10], iscrizioni in latino, tra cui due versi tratti dal Salmo 51, il Miserere («auditui meo dabis gaudium et laetitiam et exultabunt ossa humiliata»). Molti tra gli elementi decorativi vennero fabbricati in terracotta nell’azienda Costantini. Alcuni sono dei moduli più volte ripetuti, mentre altri sono unici, come l’immagine inserita nel timpano frontale e quella sulla parete sinistra (ruotando in senso antiorario) in cui si può vedere un angelo che ricopre di fiori il corpo della defunta. L’uso della terracotta produce anche un contrasto cromatico con la rimanente struttura. Ovunque è possibile scorgere, anche grazie alla pulitura eseguita nel 2014 sulla tomba quasi completamente ricoperta dalla vegetazione, elementi decorativi fitomorfi: edere, fiori, foglie (impressi sulla terracotta o a basso e altorilievo) rivestono pannelli, angoli, modanature, cornici, capitelli; la porta d’accesso nella facciata principale, poi, è incorniciata da piante di crisantemo. Interessante anche notare la scelta dei caratteri grafici dell’iscrizione sul retro dell’edicola, recante la data d’esecuzione e il nome del committente e di Costantini, anch’essi di gusto Liberty. La porta d’accesso in ferro e la piccola finestra sul retro mostrano esse pure l’attrazione per il curvilineo, tipica nel nuovo stile. Infine i due volti femminili alla base della scalinata, evocanti il sonno eterno, ricordano da vicino, con le linee morbide che definiscono i capelli, le fisionomie femminili visibili in numerosi manufatti dell’epoca.

Edicola Benedetto Giardinieri, 1911, insieme e particolare (foto © Valentina Andreucci 2015).

L’edicola Giardinieri, architettonicamente più semplice, ha un aspetto più austero e, dal punto di vista decorativo, più sobrio rispetto alla tomba Buglioni Rinaldoni. La facciata presenta il nome del proprietario scolpito in caratteri grafici Liberty, nonché, al di sopra dell’ingresso, un pannello con fiori in altorilievo, stilisticamente riconducibili a quelli della tomba Buglioni Rinaldoni. L’austerità promana anche dai due volti femminili, circondati da foglie di edera, che incorniciano la facciata. Anche qu