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Passato e presente nelle residenze di Goes / Francesca Spezia

Non c’è dubbio che nel corso del secolo XX la cultura della decorazione abbia fatto registrare una generale battuta d’arresto in ogni settore, sprofondando in una crisi ancor oggi lontana dall’essere superata. E tuttavia, questo inizio di secolo XXI lascia intravvedere qualche segno di ripresa, quantomeno producendo esperienze riconducibili a una idea generale di decoro, capace da stimolare successive e meglio riuscite realizzazioni. Un esempio in ambito architettonico è costituito dalle residenze della cittadina olandese di Goes, completate nel 2012 su progetto degli architetti Ralf Pasel e Frederik Kuenzel, dello Studio Pasel-Kuenzel di Rotterdam.

Situato nel sud-ovest dei Paesi Bassi, alla foce del fiume Schelda, Goes e’ un centro urbano dalle origini e dalla forte impronta medioevale, e gli elementi riconducibili a tale periodo storico non mancano in questi edifici di recente costruzione. In essi viene prediletto un impianto costruttivo di tipo verticale, sottolineato dal fatto che la parte alta della facciata prende la forma triangolare di un frontone raccordato ad un tetto decisamente spiovente. Inoltre, le finestre fortemente incassate rievocano le feritoie di una fortezza.

Ultima, ma certo non meno importante, spicca la presenza di parapetti in metallo dorato. Se da un lato il disegno di tali parapetti (messo in opera mediante il taglio laser) rievoca i tradizionali merletti a fuselli, tipici della zona, dall’altro la scelta a favore della doratura chiama in causa, più che una nota di preziosismo fine a se stessa, quella dimensione spirituale che nella civiltà e nello stile Gotico, e tanto più nell’Europa settentrionale, è della massima importanza.

Va anche sottolineato, però, che le invenzioni che arricchiscono la facciata funzionano meglio per il singolo edificio. Infatti, una volta che la ripetizione si attua su entrambi i lati della via e senza variazioni apprezzabili, l’effetto d’insieme che si origina dà luogo ad una visione eccessivamente seriale, a rischio di monotonia. Purtroppo non e’ bastato alternare tetti spioventi con tetti piani, o mattoni faccia a vista di colore scuro con mattoni di colore chiaro: la regolarità ha prepotentemente il sopravvento sulla dinamicità.

In conclusione, si può dire che questo modello di edificio abbia la meglio in una ipotetico confronto con i più diffusi e attuali modelli residenziali, ma fatichi a reggere il confronto con il più ricco e diversificato panorama architettonico che contraddistingue l’area del porto vecchio di Goes.

Ciononostante, il bilancio che se ne può trarre è ampiamente positivo, ed è la testimonianza concreta di come, senza incorrere in alti costi di realizzazione, anche attraverso le moderne tecnologie sia possibile produrre oggetti dotati di decoro. Un decoro non fine a se stesso, ma radicato nei contenuti e nelle tradizioni del territorio in cui si inserisce.

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Sopra e sotto: Pasel-Kuenzel Architects, Quartiere residenziale, 2012, Goes (Courtesy Pasel-Kuenzel Architects).

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