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Come si costruisce la voluta ionica / Andrea Palladio, Jacopo Vignola

Con questo titolo redazionale pubblichiamo due brani, rispettivamente di Andrea Palladio (1508-1580) e Jacopo Vignola (1507-1573), concernenti la costruzione della voluta ionica. Nel brano 1, Palladio dà le istruzioni per costruire la classica forma a spirale dei suoi capitelli ionici. Nel brano 2, Vignola propone altre due soluzioni, leggermente diverse tra loro. Riproduciamo in entrambi i casi l’illustrazione originale. Fonti: A. Palladio, I quattro libri dell’architettura (1570), libro I, capitolo XVI; J. Vignola, Regola delli cinque ordini d’architettura (1562), tavola XX.

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1. Per fare il capitello si divide il piede della colonna [1] in diciotto parti, e dicenove [2] di queste parti è la larghezza e lunghezza dell’abaco [3], e la metà è l’altezza del capitello con le volute, onde viene ad esser alto nove parti e meza. Una parte e meza si dà all’abaco col suo cimacio [4], l’altre otto restano alla voluta, la quale si fa in questo modo. Dall’estremità del cimacio al di dentro si pone una parte delle decinove, e dal punto fatto si lascia cadere una linea a piombo la quale divide la voluta per mezo, e si dimanda cateto [5], e dove in questa linea è il punto che separa le quattro parti e meza superiori e le tre e meza inferiori, si fa il centro dell’occhio della voluta, il diametro del quale è una delle otto parti, e dal detto punto si tira una linea la quale, incrociata ad angoli retti col cateto, viene a dividere la voluta in quattro parti. Nell’occhio poi si forma un quadrato, la cui grandezza è il semidiametro di detto occhio e, tirate le linee diagonali, in quelle si fanno i punti ove deve esser messo nel far la voluta il piede immobile del compasso, e sono, computatovi il centro dell’occhio, tredici centri, e di questi l’ordine che si deve tenere appare per li numeri posti nel disegno. L’astragolo [6] della colonna è al diritto [7] dell’occhio della voluta. Le volute vanno tanto grosse nel mezo quanto è lo sporto [8] dell’ovolo [9], il quale avanza oltra l’abaco tanto quanto è l’occhio della voluta. Il canale della voluta va al paro del vivo della colonna [10]. L’astragalo della colonna gira per sotto la voluta, e sempre si vede, come appar nella pianta [11], et è naturale che una cosa tenera, come è finta esser la voluta, dia luogo ad una dura come è l’astragolo, e si discosta la voluta da quello sempre ugualmente. Si sogliono fare negli angoli de’ colonnati o portici di ordine ionico i capitelli c’abbiano le volute non solo nella fronte, ma anco in quella parte che, facendosi il capitello come si suol fare, farebbe il fianco, onde vengono ad avere la fronte da due bande [12] e si dimandano capitelli angolari, i quali come si facciano dimostrerò nel mio libro dei tempii.

A abaco

B canale, overo incavo della voluta

C ovolo

D tondino sotto l’ovolo

E cimbia

F vivo della colonna

G linea detta cateto

Nella pianta del capitello sono i detti membri contrasegnati con l’istesse lettere

S l’occhio della voluta in forma grande

Membri della basa secondo Vitruvio

K vivo della colonna

L cimbia

M bastone

N cavetto primo

O tondini

P cavetto secondo

Q orlo

R sporto

Xilografia originale da A. Palladio, I quattro libri dell’architettura, 1570, libro I, cap. XVI.

2. Tirato il cateto di questa prima voluta et un’altra linea in squadro [13] che passi per il centro dell’occhio si divide il detto occhio nel modo segnato di sopra nella figura A, et si comincia poi al primo punto segnato 1, et si gira col compasso una quarta di circolo dipoi al punto segnato 2, si gira l’altra quarta et così procedendo si fa i tre giri compitamente. Per far poi la grossezza del listello [14] sì come egli è la quarta parte della larghezza che lascia di sopra il primo giro così si ha da partire ciascuna di quelle parti c’hanno servito per centri in 4 et girando poi oltre, 12 quarte di circolo con quelli centri sarà fornita.

Volendo fare la voluta nel modo qui di sotto disegnata tirasi la linea detta cateto la quale sarà alta parti 16 d’un modulo. 9 parti devono restare di sopra del centro et parti 7 disotto et in detto centro far la divisione della circonferenza in parti 8 come è disegnata. Dipoi devesi fare il triangolo BCD che la linea BC sia parti 9 d’un modulo et la linea CD sia parti 7 et perché si può vedere et conoscere per il disegno fatto per numeri parmi che basti a saperlo formare. Dipoi devesi rapportare su le linee che ne dividono la circonferentia della voluta li punti della linea BC come si vede per numeri segnati. Et nel girare poi da un punto all’altro si trova il centro mettendo il piede fermo del compasso sul punto segnato 1, et allargandolo fino al centro dell’occhio della voluta si tira un poco di circonferenza dentro a detto occhio poi senza movere il compasso si mette il piede fermo sopra il punto segnato 2, et dove va ad intersecare su quella poco di circonferenza segnata quivi serà il centro della circonferenza da 1 a 2 poi si mette il piede fermo del compasso sul punto 2 et si stringe al centro dell’occhio della voluta et si tira parimente un poco di circonferenza poi senza movere il compasso si mette il piede fermo sul punto 3, et girando dove s’interseca su quella poco parte di circonferenza quivi sarà l’altro centro che tirarà la parte di voluta da 2 a 3 et così si procede di mano in mano.

Bulino originale da J. Vignola, Regola delli cinque ordini d’architettura, 1562, tav. XX.

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[1] Piede della colonna: il diametro della colonna misurato alla base della colonna stessa.

[2] Dicenove: diciannove.

[3] Abaco: elemento parallelepipedo a base quadrata, è la parte superiore del capitello, a diretto contatto con la trabeazione.

[4] Cimacio: cimasa, ossia modanatura posta ad incorniciare la sommità di un elemento architettonico, in questo caso l’abaco.

[4] Si dimanda cateto: si chiama cateto (dal greco káthetos,linea perpendicolare”).

[6] Astragolo: astragalo, modanatura, liscia o decorata, a sezione semicircolare convessa, posta a separare la colonna dal capitello. Si chiama anche tondino o bastone, come lo stesso Palladio scrive più avanti, in legenda, alle lettere D, M, O.

[7] Al diritto: allo stesso livello, sulla stessa linea d’orizzonte.

[8] Sporto: sporgenza, aggetto.

[9] Ovolo (detto anche toro o echino): modanatura costituita da forme ovoidali intervallate da elementi verticali detti “dardi” o “frecce”.

[10] Va al paro del vivo della colonna: è tangente alla circonferenza della colonna.

[11] Come appar nella pianta: qui e più avanti, nella legenda, il Palladio fa riferimento ad un’altra illustrazione del suo trattato, che non riproduciamo.

[12] Da due bande: su due lati del capitello.

[13] In squadro: ad angolo retto rispetto al cateto.

[14] Listello: bordo, piatto e rilevato, della voluta. Come si vede nella tavola qui sopra, “voluta” è per il Vignola ciò che per il Palladio è invece il “canale della voluta”, cioè la parte incavata.

In alto: voluta di capitello ionico di età classica (particolare).

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